VOU­CHER, PIÙ TI­FO CHE VI­SIO­NE

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Da Prima Pagina - Di Ales­san­dro Ba­schie­ri

Pio­vo­no vou­cher, go­ver­no la­dro. In prin­ci­pio era una cam­pa­gna sin­da­ca­le del­la Cgil ma ben pre­sto il fron­te si è al­lar­ga­to. Dal­la si­ni­stra ra­di­ca­le al cen­tro­de­stra, teo­ri­ca­men­te e sto­ri­ca­men­te con­ti­guo agli am­bien­ti im­pren­di­to­ria­li, so­no par­ti­ti gli stra­li con­tro i buo­ni per pa­ga­re i la­vo­ra­to­ri a ore e il go­ver­no che li ha ispi­ra­ti. Cro­cia­ta vit­to­rio­sa per­ché og­gi si ce­le­bra il fu­ne­ra­le del vou­cher in­fe­de­le.

Na­tu­ral­men­te il cli­ma po­li­ti­co è già cam­bia­to e se ie­ri era­no tut­ti con­tra­ri og­gi spun­ta­no mas­se di no­stal­gi­ci pron­ti a ri­trat­ta­re e a ga­ran­ti­re sul­la bon­tà e sul­le vir­tù del de­fun­to.

Se qual­cu­no se ne sorprende for­se non ha an­co­ra ca­pi­to che vi­via­mo in un Pae­se ma­la­to di par­ti­gia­ne­ria, che ri­pro­du­ce di con­ti­nuo i ri­tua­li del ti­fo cal­ci­sti­co e che si ap­proc­cia ai pro­ble­mi con at­teg­gia­men­to fi­dei­sti­co. In­ca­pa­ce di giu­di­ca­re con obiet­ti­vi­tà e im­par­zia­li­tà, di esa­mi­na­re e sop­pe­sa­re. Il cal­cio di ri­go­re c’era per noi e non per gli al­tri, la scel­ta è giu­sta se vie­ne pre­sa dal­la no­stra squa­dra e sba­glia­ta se la fir­ma è quel­la dell’av­ver­sa­rio. Ci so­no tut­ti den­tro, da si­ni­stra a de­stra, dal cen­tro ai par­ti­ti de­ma­go­gi­ci che per lo­ro na­tu­ra di que­sto man­tra se ne fan­no cam­pio­ni. Il ri­sul­ta­to del­la par­ti­ta, per tor­na­re ai vou­cher, è che ab­bia­mo eli­mi­na­to un pro­ble­ma sull’on­da del­le pres­sio­ni par­ti­gia­ne per do­ver­ne af­fron­ta­re un al­tro. Ora che i buo­ni non ci so­no più che si fa?

Lo scon­tro sin­da­ca­le si è ac­ce­so per­ché i vou­cher han­no mo­stra­to i lo­ro li­mi­ti. In Ve­ne­to, ul­ti­mi da­ti di­spo­ni­bi­li, so­no stru­men­to di pa­ga­men­to per qua­si 180 mi­la la­vo­ra­to­ri e i buo­ni in po­chi an­ni so­no sa­li­ti all’in­cre­di­bi­le ci­fra di 18,5 mi­lio­ni. Di qui il dub­bio: non è che in­ve­ce di re­tri­bui­re il la­vo­ro oc­ca­sio­na­le tra­sfor­ma­no in super-pre­ca­ri mas­se di la­vo­ra­to­ri che al­tri­men­ti go­dreb­be­ro di un ve­ro con­trat­to a tem­po de­ter­mi­na­to o ad­di­rit­tu­ra in­de­ter­mi­na­to? La ri­spo­sta è sì, è ac­ca­du­to. In tre­cen­to de­plo­re­vo­li ca­si, stu­dio Ve­ne­to La­vo­ro-Wor­kInps Pa­per, la­vo­ra­to­ri con il po­sto fisso so­no sta­ti li­cen­zia­ti e «rias­sun­ti» con i vou­cher. In tre­cen­to ca­si, non pro­prio spes­so. As­sai più di fre­quen­te pe­rò - si par­la di de­ci­ne di mi­glia­ia di ca­si - i vou­cher han­no so­sti­tui­to con­trat­ti sta­gio­na­li: l’im­pren­di­to­re pa­ga con i buo­ni (che gli co­sta­no me­no) e il la­vo­ra­to­re pren­de me­no (con ri­dot­te tu­te­le e sen­za ga­ran­zie di con­ti­nui­tà). E’ al­tre­sì ve­ro pe­rò che su 42mi­la la­vo­ra­to­ri ve­ne­ti che so­no sta­ti pa­ga­ti dal­la lo­ro azien­da sia con i vou­cher che con un re­go­la­re con­trat­to, nel­la me­tà dei ca­si il vou­cher ha pre­ce­du­to la sta­bi­liz­za­zio­ne. Ov­ve­ro: quan­do l’im­pren­di­to­re si è re­so con­to che il la­vo­ra­to­re gli ser­vi­va in ma­nie­ra con­ti­nua­ti­va, l’ha as­sun­to crean­do di fat­to un po­sto di la­vo­ro. Nel tu­ri­smo inol­tre so­no pre­pon­de­ran­ti i ca­si in cui i vou­cher ven­go­no usa­ti all’ini­zio o in co­da al­la sta­gio­ne, a mag­gio o set­tem­bre, quan­do il me­teo è de­ci­si­vo per i nu­me­ri del­la clien­te­la (e non a lu­glio o ad ago­sto quan­do ca­me­rie­ri e cuo­chi de­vo­no es­ser­ci per for­za e con tan­to di re­go­la­re con­trat­to).

In­som­ma, il vou­cher non era né un de­mo­ne né l’uo­vo di co­lom­bo ma uno stru­men­to che an­da­va cor­ret­to. Bi­so­gna­va esa­mi­na­re e sop­pe­sa­re, non par­teg­gia­re. Per­ché se il te­ma del­le tu­te­le sin­da­ca­li e del­le di­stor­sio­ni del mer­ca­to re­sta, i tem­pi non con­sen­to­no più cro­cia­te con­tro la fles­si­bi­li­tà. Non foss’al­tro per­ché il mer­ca­to più flessibile del mon­do, quel­lo do­ve il po­sto fisso non è mai co­sì fisso ma an­che quel­lo do­ve se per­di il la­vo­ro la mat­ti­na puoi tro­var­lo la se­ra, è in que­sto mo­men­to quel­lo che fun­zio­na me­glio. Leg­ge­te­vi i da­ti che ar­ri­va­no da­gli Sta­ti Uni­ti. Sia­mo si­cu­ri che ora, sen­za vou­cher, tut­ti i la­vo­ra­to­ri pa­ga­ti a ore avran­no re­go­la­re con­trat­to? Fi­ni­ran­no mi­ca a in­gras­sa­re la fab­bri­ca del la­vo­ro ne­ro?

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.