Da Bar­ta­li a Mo­ser in Are­na Le gran­di im­pre­se dei cam­pio­ni in Ve­ne­to

Nel 1936 si sca­la per la pri­ma vol­ta il Fal­za­re­go. Le vit­to­rie di Cop­pi, i trion­fi di Bat­ta­glin e Bas­so e gli at­tac­chi di Merc­kx

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Cento Volte Giro -

Quan­te so­no le gran­di im­pre­se le­ga­te al Ve­ne­to, nel­la sto­ria del Gi­ro? Tan­tis­si­me, im­pos­si­bi­le ri­cor­dar­le tut­te. Al­cu­ne però re­sta­no scol­pi­te nel­la me­mo­ria, se­gna­no in ma­nie­ra in­de­le­bi­le il rap­por­to stret­tis­si­mo tra il Ve­ne­to, la bi­ci­clet­ta, il ci­cli­smo fat­to sport e la fa­ti­ca.

Da do­ve par­ti­re? Da lon­ta­no ma non trop­po, in quel bat­ti­to di ci­glia che so­no cen­to edi­zio­ni del­la cor­sa in ro­sa. Nel 1936, per esem­pio, si sca­la­no per la pri­ma vol­ta le Do­lo­mi­ti. Si sa­le, cer­to, ma co­me? Per bi­ci i ci­cli­sti han­no un can­cel­lo, ruo­te pie­ne che scop­pia­no a ogni sas­so aguz­zo, stra­de ster­ra­te e cam­bio a bac­chet­ta che co­strin­ge a con­tor­cer­si in sel­la co­me una sa­la­man­dra per met­te­re la ca­te­na sul rap­por­to adat­to. Il pri­mo pas­so do­lo­mi­ti­co ad es­se­re af­fron­ta­to è il Fal­za­re­go e pas­sa per pri­mo, man­co a dir­lo, Gi­no Bar­ta­li, che an­drà poi a vin­ce­re la cor­sa da­van­ti a Giu­sep­pe Ol­mo. Die­ci an­ni do­po, nel pri­mo Gi­ro do­po la tra­ge­dia del­la Guer­ra mon­dia­le, è su­bi­to duel­lo tra Cop­pi e Bar­ta­li: sul­le Do­lo­mi­ti è il pie­mon­te­se ad at­tac­ca­re, a Po­col e sul Fal­za­re­go: ar­ri­va pri­mo sul tra­guar­do di Bas­sa­no ma Bar­ta­li riu­sci­rà a te­ne­re la ma­glia ro­sa fi­no all’ul­ti­ma tap­pa per so­li 47 se­con­di. Nel 1948 un «ca­so» che si tra­sci­nò die­tro po­le­mi­che in­fi­ni­te. Tap­pa Cor­ti­na-Tren­to, Cop­pi si sca­te­na sul Por­doi e va a vin­ce­re la tap­pa, la sua squa­dra ac­cu­sa Ma­gni, in ro­sa, di aver ri­ce­vu­to spin­te ir­re­go­la­ri lun­go i tor­nan­ti del pas­so do­lo­mi­ti­co: re­cla­mo, pe­na­liz­za­zio­ne di due mi­nu­ti a Ma­gni che però re­sta pri­mo nel­la ge­ne­ra­le. La Bian­chi ri­tie­ne che non ba­sti e fa ri­ti­ra­re Cop­pi e tut­ta la squa­dra dal Gi­ro, che sa­rà poi

Nel 1984 Lo sto­ri­co ar­ri­vo in Are­na di Fran­ce­sco Mo­ser che nel­la tap­pa a cro­no­me­tro fi­na­le re­cu­pe­ra lo svan­tag­gio sul fran­ce­se Lau­rent Fi­gnon e vin­ce il Gi­ro d’Ita­lia nel de­li­rio dei suoi ti­fo­si pre­sen­ti in mas­sa den­tro l’Are­na Il Gi­ro d’Ita­lia debutta in Ve­ne­to nel 1936, con un pas­sag­gio sul Fal­za­re­go: vin­ci­to­re di tap­pa (e del­la cor­sa ro­sa) Gi­no Bar­ta­li. Tre vol­te il Gi­ro d’Ita­lia ha vi­sto il trion­fo di atle­ti ita­lia­ni all’Are­na di Ve­ro­na: nel 1981 il vi­cen­ti­no (di Ma­ro­sti­ca) Gio­van­ni Bat­ta­glin; nel 1984 il tren­ti­no (di Pa­lù di Gio­vo) Fran­ce­sco Mo­ser; nel 2010 il va­re­si­no (di Gal­la­ra­te) Ivan Bas­so. Tut­te e tre le ga­re con­clu­se a Ve­ro­na era­no a cro­no­me­tro in­di­vi­dua­le

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