Pro­fu­ghi ad Ao­sta a loro in­sa­pu­ta Scop­pia la pro­te­sta: «De­por­ta­ti»

«Li do­ve­va­no spo­sta­re a 20 km dalla Se­re­na». Ed è scon­tro fra Pre­fet­tu­re

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Treviso - Andrea Zam­be­ne­det­ti © RIPRODUZIONE RISERVATA

TRE­VI­SO «Vit­ti­me di uno scam­bio» per la pre­fet­tu­ra di Tre­vi­so. «Trat­ta­ti co­me pac­chi po­sta­li» per quel­la di Ao­sta e ad­di­rit­tu­ra «de­por­ta­ti» per il con­si­glie­re comunale di si­ni­stra Said Chai­bi. Quin­di­ci mi­gran­ti ospi­ta­ti da ol­tre un an­no al­la ca­ser­ma Se­re­na di Dos­son di Ca­sier do­po es­se­re sa­li­ti in un pull­man con la promessa di es­se­re spo­sta­ti in una se­de a ven­ti chi­lo­me­tri da Tre­vi­so si sono tro­va­ti a Don­nas, in Val­le d’Ao­sta. A 420 chi­lo­me­tri di di­stan­za da quel­la che nell’ul­ti­mo an­no ave­va­no im­pa­ra­to a chia­ma­re «ca­sa».

«Ci hanno trat­ta­to co­me pac­chi. Ave­va­no det­to che il nuo­vo cen­tro era a po­chi chi­lo­me­tri da Tre­vi­so» hanno mes­so ne­ro su bian­co i mi­gran­ti in una let­te­ra con­se­gna­ta al sin­da­co di Don­nas Ame­deo Fol­lio­ley. Al loro ar­ri­vo in Val­le d’Ao­sta non sono man­ca­te pro­te­ste e ten­sio­ni. All’ini­zio si sono ri­fiu­ta­ti di scen­de­re, poi sono sta­ti di­vi­si. In sei sono ri­ma­sti nel Co­mu­ne di de­sti­na­zio­ne gli al­tri sono sta­ti por­ta­ti in al­tre due strut­tu­re. Uno di loro ha an­che da­to in escan­de­scen­ze co­strin­gen­do la po­li­zia di Ao­sta ad in­ter­ve­ni­re per ri­por­ta­re la cal­ma den­tro il cen­tro Ca­ri­tas do­ve era sta­to ac­col­to. Nes­su­no si è fatto ma­le ma l’epi­so­dio ha con­fer­ma­to quan­to sia alta la tensione tra i mi­gran­ti fi­ni­ti nel­le mon­ta­gne val­do­sta­ne.

Una vi­cen­da che ha ge­ne­ra­to an­che qual­che at­tri­to a li­vel­lo isti­tu­zio­na­le. La pre­fet­tu­ra di Ao­sta ha inviato una for­ma­le let­te­ra di ri­mo­stran­za sia all’in­di­riz­zo di Piaz­za di Si­gno­ri sia al mi­ni­ste­ro dell’In­ter­no. «An­che io al loro po­sto mi sa­rei ar­rab­bia­to» si sa­reb­be la­scia­to sfug­gi­re, stan­do ai me­dia lo­ca­li, un fun­zio­na­rio del­la pre­fet­tu­ra lo­ca­le. Secondo il qua­le Tre­vi­so avreb­be «di­rot­ta­to» il pull­man per il ti­mo­re di pro­te­ste nel luo­go di as­se­gna­zio­ne, nel­le vi­ci­nan­ze del ca­po­luo­go del­la Mar­ca. Da Piaz­za dei Si­gno­ri, in­ve­ce, spie­ga­no che l’or­di­ne è ar­ri­va­to di­ret­ta­men­te dal Vi­mi­na­le. «Da po­co ab­bia­mo la di­spo­ni­bi­li­tà – spie­ga­no fon­ti del­la Pre­fet­tu­ra tre­vi­gia­na - di una strut­tu­ra ade­gua­ta ad ac­co­glie­re le don­ne ed ab­bia­mo fatto uno scam­bio, pren­den­do sei don­ne da Ao­sta e man­dan­do quin­di­ci per­so­ne ospi­ta­te al­la Se­re­na». Di que­sto scam­bio i ri­chie­den­ti asi­lo tut­ta­via non sa­reb­be­ro sta­ti av­ver­ti­ti.

Di de­por­ta­zio­ne par­la ora il con­si­glie­re comunale Said Chai­bi: «Ya­ya e La­min, che sono tra i fon­da­to­ri del progetto “Tal­king Hands - Con le ma­ni mi rac­con­to”, mer­co­le­dì scor­so, insieme ad al­tri 13, sono sta­ti de­por­ta­ti, ad Ao­sta. Uso que­sto ter­mi­ne perché ri­ten­go sia il più ap­pro­pria­to quan­do ti spo­sta­no for­zo­sa­men­te, sen­za che nes­su­no ti di­ca la ve­ra de­sti­na­zio­ne, da una città do­po che hai vis­su­to cir­ca 1 an­no e mez­zo del­la tua vi­ta a cer­ca­re di in­se­rir­ti, di co­strui­re una re­te so­cia­le e di co­struir­ti un fu­tu­ro in una si­tua­zio­ne com­ples­si­va­men­te difficile». Per i mi­gran­ti la pos­si­bi­li­tà di tor­na­re a Tre­vi­so c’è: il co­sto? es­se­re fuo­ri dalla re­te di ac­co­glien­za.

Pri­ma ac­co­glien­za Tre mi­gran­ti da­van­ti all’ex ca­ser­ma Se­re­na

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