E ORA GLI SPAGNOLI FANNO BUSINESS CON IL PROSECCO

IL CASO BUSINESS E PO­LE­MI­CHE Il co­los­so Frei­xe­net ac­qui­sta il vi­no dal Ve­ne­to e lan­cia la sfi­da

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Da Prima Pagina - di Ales­san­dro Zuin

Frei­xe­net, il più gran­de pro­dut­to­re spa­gno­lo di spu­man­ti, lan­cia la sua li­nea di Prosecco Doc e Do­cg. La pro­du­zio­ne è af­fi­da­ta a un’azien­da tre­vi­gia­na e l’obiet­ti­vo de­gli spagnoli è di ri­ven­der­lo, in ver­sio­ne «lus­so», so­prat­tut­to nel Re­gno Uni­to.

TRE­VI­SO Fat­te le de­bi­te pro­por­zio­ni, è co­me se Fer­ra­ri - il prin­ci­pe del­le bol­li­ci­ne ita­lia­ne - pro­po­nes­se un ac­cor­do ai pro­dut­to­ri fran­ce­si per com­mer­cia­liz­za­re Cham­pa­gne con la pro­pria eti­chet­ta: c’è il fon­da­to so­spet­to che, las­sù nel nord-est del­la Fran­cia, lo re­spin­ge­reb­be­ro a schiop­pet­ta­te. Per­ché sa­ran­no an­che scio­vi­ni­sti, i tran­sal­pi­ni, ma non met­to­no in ven­di­ta i gio­iel­li di fa­mi­glia.

A ca­sa no­stra, in­ve­ce, ca­pi­ta esat­ta­men­te que­sto. Suc­ce­de, cioè, che Frei­xe­net - per i pro­fa­ni, il più gran­de pro­dut­to­re spa­gno­lo di spu­man­ti e tra i mag­gio­ri al mon­do, spon­sor uf­fi­cia­le del Mo­to­mon­dia­le, con 110 mi­lio­ni di bot­ti­glie e un fat­tu­ra­to di 530 mi­lio­ni di eu­ro - ha lan­cia­to que­st’an­no la sua li­nea di Prosecco Doc e Do­cg, in ele­gan­te con­fe­zio­ne do­ra­ta che tra­smet­te un mes­sag­gio di raf­fi­na­tez­za e, per­ché no, di lus­so. Par­lia­mo di Prosecco buo­no e au­ten­ti­co, non di una del­le gof­fe imi­ta­zio­ni che ogni tan­to si in­con­tra­no in gi­ro per il mon­do. So­lo che si pre­sen­ta al con­su­ma­to­re sot­to un’eti­chet­ta no­ta ovun­que per es­se­re un sim­bo­lo del «ma­de in Spain». Non esat­ta­men­te una va­lo­riz­za­zio­ne del ter­ri­to­rio di pro­ve­nien­za, in­som­ma.

Business is business, gli af­fa­ri so­no af­fa­ri e il mer­ca­to, con ogni evi­den­za, ha spin­to Frei­xe­net in que­sta di­re­zio­ne. La ca­sa spa­gno­la non na­scon­de i suoi obiet­ti­vi: con il Prosecco an­drà al­la con­qui­sta del­la Gran Bre­ta­gna, pri­mo mer­ca­to per le no­stre bol­li­ci­ne da espor­ta­zio­ne. «Ab­bia­mo tro­va­to il Prosecco per­fet­to per il pa­la­to dei bri­tan­ni­ci», spie­ga Li­za Ma­dri­gal, re­spon­sa­bi­le mar­ke­ting di Frei­xe­net in UK.

Già, ma do­ve l’han­no tro­va­to? Per­ché, ac­cer­ta­to che gli spagnoli non han­no ac­qui­sta­to vi­gne­ti o can­ti­ne dal­le no­stre par­ti, è evi­den­te che qual­cu­no de­ve aver for­ni­to lo­ro la ma­te­ria pri­ma. Si chia­ma «pri­va­te la­bel» o, det­to con pa­ro­le no­stre, pro­du­zio­ne per con­to ter­zi: nel caso spe­ci­fi­co, la pi­sta Frei­xe­net por­ta a Oder­zo, nel Tre­vi­gia­no, do­ve ha se­de quel co­los­so del­la coo­pe­ra­zio­ne vi­ni­co­la a no­me «La Mar­ca» (9 can­ti­ne di pro­du­zio­ne, ol­tre 5.000 vi­ti­col­to­ri, 9.000 et­ta­ri col­ti­va­ti a Gle­ra, ri­ca­vi bal­za­ti l’an­no scor­so a ol­tre 100 mi­lio­ni di eu­ro).

Co­sa cam­bia nel mon­do del Prosecco con que­sta ope­ra­zio­ne in sal­sa spa­gno­la? Lo­ren­zo Bi­scon­tin, esperto di mar­ke­ting che ha la­vo­ra­to per an­ni nel be­ve­ra­ge, ri­spon­de co­sì nel suo blog: «Cam­bia che la mar­ca di Prosecco più co­no­sciu­ta al mon­do d’ora in avan­ti sa­rà Frei­xe­net, il cui li­vel­lo di no­to­rie­tà è di gran lun­ga su­pe­rio­re a quel­lo di qual­sia­si eti­chet­ta sto­ri­ca di Prosecco. E cam­bia, a mio pa­re­re in­de­bo­len­do­si, la per­ce­zio­ne del le­ga­me tra il Prosecco e il suo ter­ri­to­rio d’ori­gi­ne. Inol­tre, la pro­du­zio­ne di Prosecco per con­to di Frei­xe­net da par­te del­la coo­pe­ra­ti­va che pro­du­ce la mag­gio­re quan­ti­tà di Doc in as­so­lu­to, ri­schia di crea­re ul­te­rio­ri scon­tri e frat­tu­re».

Tut­to per­fet­ta­men­te le­git­ti­mo, sia chia­ro, co­me si af­fret­ta a sot­to­li­nea­re il di­ret­to­re ge­ne­ra­le del Con­sor­zio di tu­te­la del Prosecco Doc, Lu­ca Gia­vi: «L’ope­ra­zio­ne è sta­ta rea­liz­za­ta con tut­ti i cri­smi, da par­te di un’azien­da stra­nie­ra che non sta ba­na­liz­zan­do il Prosecco ma, an­zi, lo va­lo­riz­za, per­ché è nel suo stes­so in­te­res­se. Peg­gio sa­reb­be - pun­ge Gia­vi - se azien­de for­te­men­te con­no­ta­te con il Prosecco sfrut­tas­se­ro que­sto trai­no an­dan­do a ven­de­re in gi­ro per il mon­do al­tre de­no­mi­na­zio­ni, di­cia­mo co­sì, me­no pre­gia­te». Il Ve­ne­to, in­som­ma, non sta sven­den­do un pez­zo pre­zio­so del suo si­ste­ma agroa­li­men­ta­re? «Io pen­so - ri­spon­de Gia­vi - che piut­to­sto so­no gli spagnoli a do­ver es­se­re ar­rab­bia­ti, vi­sto che la lo­ro azien­da prin­ci­pa­le in­ve­ste nel no­stro vi­no».

Business is business. Ma, co­me si­bi­la un pro­dut­to­re dell’area sto­ri­ca d iV al­dob bia­de ne Con egli ano ,« noi chie­dia­mo all’Unesco di tu­te­la­re le col­li­ne del Prosecco co­me pa­tri­mo­nio dell’uma­ni­tà, e poi fac­cia­mo il vi­no per gli spagnoli. Non è co­sì che fun­zio­na».

La pro­te­sta Chie­dia­mo all’Unesco di tu­te­la­re le no­stre col­li­ne e poi fac­cia­mo il vi­no per gli spagnoli

Spa­gno­lo La bot­ti­glia di Prosecco Doc di Frei­xe­net, ca­sa spa­gno­la tra i mag­gio­ri pro­dut­to­ri di spu­man­ti al mon­do

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