UN NON­NO SU CUI CON­TA­RE

Corriere della Sera - Io Donna - - Colonne D’autore/ 1 - Acaz­zul­lo@rcs.it blog.io­don­na.it/al­do- caz­zul­lo

ma quan­to so­no bel­li, al­ti, pure po­li­glot­ti, e quan­to so­no fra­gi­li i no­stri ra­gaz­zi? Rin­gra­zio i let­to­ri che mi han­no scrit­to le lo­ro con­si­de­ra­zio­ni sul te­ma. Qual­cu­no mi ha fat­to sor­ri­de­re: una let­tri­ce mi ri­cor­da­va che an­che i ra­gaz­zi e le ra­gaz­ze del­la sua ge­ne­ra­zio­ne ne­gli An­ni 60 era­no al­tis­si­mi. Di si­cu­ro più del­la ge­ne­ra­zio­ne pre­ce­den­te, cre­sciu­ta con il ci­bo ra­zio­na­to dal­la guer­ra. Ma quan­do ri­guar­do le fo­to con i miei com­pa­gni di scuo­la - pri­mi An­ni 80 - al con­fron­to dei di­ciot­ten­ni di og­gi sem­bria­mo una clas­se di un Pae­se in via di svi­lup­po, con i ve­sti­ti com­pra­ti al mer­ca­to, le biciclette, i sor­ri­so­ni; il più al­to era un me­tro e 79, og­gi un ra­gaz­zo di un me­tro e 79 è il più bas­so del­la clas­se. Ma non è ov­via­men­te so­lo que­stio­ne di al­tez­za. La co­sa che fa più pau­ra è la ras­se­gna­zio­ne: co­me se la par­ti­ta fos­se già gio­ca­ta, e per­du­ta. Tra i mol­ti mes­sag­gi mi ha col­pi­to que­sto, scrit­to da un non­no: «L’ac­ce­le­ra­zio­ne tec­no­lo­gi­ca del ter­zo mil­len­nio non ha nien­te a che ve­de­re con i ri­cam­bi sto­ri­ci dei qua­li sia­mo gli ul­ti­mi te­sti­mo­ni (la mia ge­ne­ra­zio­ne e la sua). Ma­le? Be­ne? Re­go­la­re. Que­sta ge­ne­ra­zio­ne cre­sce­rà in que­sto mon­do but­tan­do le ba­si del­le fu­tu­re ge­ne­ra­zio­ni. E noi che ne sia­mo pon­te sia­mo fuo­ri tem­po. Quin­di: o ci ade­guia­mo e par­te­ci­pia­mo, cer­nie­ra per tra­smet­te­re cer­ti valori an­ti­chi, o ce ne uscia­mo. Io a 72 an­ni par­te­ci­po e par­te­ci­pe­rò fi­no all’ul­ti­mo gior­no del­la mia vi­ta. Ca­pi­re che ab­bia­mo un ruo­lo im­por­tan­te ci fa es­se­re sen­za tem­po. Sa­lu­ti, An­to­nio Di Na­ta­le, Mi­la­no».

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