Un po’ bio­lo­go e un po’ ve­te­ri­na­rio, un po’ pe­dia­tra e un po’ psi­co­lo­go: chi si pren­de cu­ra de­gli ospi­ti si com­por­ta co­me un fra­tel­lo mag­gio­re o una zia so­ler­te

Corriere della Sera - Io Donna - - Psicologi Nella Giungla -

strin­ge­re dal­le sue brac­cia for­ti e pe­lo­se. Al­la fi­ne dell’esta­te, Pip­po era di­ven­ta­to un gio­va­not­to un po’ trop­po esu­be­ran­te e mu­sco­lo­so per con­ti­nua­re la vi­ta del­la spiag­gia. Co­sì fu as­sun­to da un night del­la ri­vie­ra. Fu lì che gli fe­ce­ro pren­de­re il vi­zio del fu­mo. Per sem­bra­re an­co­ra più uma­no, qua­si ce ne fos­se bi­so­gno, do­ve­va osten­ta­re una si­ga­ret­ta, co­me Hum­ph­rey Bo­gart.

So­lo do­po ven­ti an­ni di ono­ra­ta car­rie­ra, a Pip­po fu per­mes­so di sco­pri­re che non era un uo­mo, ben­sì uno scim­pan­zé. Fi­nì in un gran­de zoo do­ve era sta­ta al­le­sti­ta un’area per le scimmie an­tro­po­mor­fe, con al­be­ri, tron­chi, er­ba e per­fi­no una ca­sca­ta d’ac­qua fre­sca. Ma non era la sua Afri­ca. C’era­no an­che al­tri scim­pan­zé e per lui non fu fa­ci­le in­se­rir­si nel grup­po. Bot­te da or­bi e ur­la, dal­la mat­ti­na al­la se­ra: il grup­po era do­mi­na­to da una gang di ma­schi che ave­va­no fat­to del bul­li­smo la loro re­go­la di vi­ta.

Ma Pip­po ave­va dal­la sua una mar­cia in più. Co­no­sce­va be­ne gli uo­mi­ni e sa­pe­va far­si ama­re. Con l’aiu­to dei guar­dia­ni, sca­lò po­co al­la vol­ta le po­si­zio­ni nel­la ge­rar­chia del grup­po e, al­la fi­ne, ne di­ven­ne il ca­po in­di­scus­so.

Og­gi Pip­po non avreb­be fi­ni­to i suoi gior­ni in uno zoo: sa­reb­be tor­na­to a vi­ve­re li­be­ro nel­la sua ter­ra, do­po es­ser sta­to ospi­ta­to dal Chim­pan­zee Con­ser­va­tion Cen­ter - in Gui­nea, Afri­ca oc­ci­den­ta­le - strut­tu­ra che ope­ra per rein­se­ri­re in na­tu­ra gli scim­pan­zé strap­pa­ti ai brac­co­nie­ri e ai com­mer­cian­ti. E con­tri­bui­re co­sì al­la con­ser­va­zio­ne di una spe­cie che com­pa­re nel Li­bro Ros­so de­gli ani­ma­li in pe­ri­co­lo di estin­zio­ne.

Dall’al­to, gli “ospi­ti” im­pa­ra­no a man­gia­re pri­ma di pre­pa­rar­si al­le usci­te; con­trol­lo me­di­co per un cuc­cio­lo ab­ban­do­na­to; pau­sa di me­ri­ta­to ri­po­so.

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