Ca­se, po­sti ex­tra e cen­tri diur­ni per i sen­za­tet­to

In stra­da 700 clo­chard. «Par­te la ri­for­ma»

Corriere della Sera (Milano) - - Da Prima Pagina - Di Eli­sa­bet­ta An­dreis

Ci so­no sem­pre. E so­no sem­pre di più, «per­ché au­men­ta­no i gio­va­ni e i ra­gaz­zi stra­nie­ri». I sen­za­tet­to di Milano. Set­te­cen­to. Di gior­no na­scon­do­no i car­to­ni in gi­ro per la cit­tà, di se­ra li tra­sfor­ma­no in let­ti. Pron­to il pia­no di Pa­laz­zo Ma­ri­no. Da no­vem­bre sa­ran­no pron­ti 300 nuo­vi po­sti let­to che si ag­giun­go­no ai mil­le già a di­spo­si­zio­ne e ad al­tri 1.400 «li­be­ra­ti». Al debutto mi­cro­strut­tu­re da 15-20 po­sti.

Una ten­da az­zur­ra, spa­zio­sa. «Qua­si di lus­so. So­no in cam­peg­gio li­be­ro». Tri­ste iro­nia di un clo­chard che ri­suo­na nel buio del­la not­te, un po’ sto­na­ta. Ma­rio è lì den­tro, con due ca­ni. Uno bian­co e l’al­tro ne­ro: «Noi tre ti­fia­mo Ju­ve». È per lo­ro che non va in dor­mi­to­rio: «Lì non pos­so­no sta­re con me, ma io non li la­scio da so­li al fred­do». Con l’au­tun­no tor­na­no le fi­la di clo­chard. Ir­ri­du­ci­bi­li del­la stra­da. Di gior­no na­scon­do­no i car­to­ni in gi­ro, di se­ra li ti­ra­no fuo­ri e si si­ste­ma­no. Lun­go le ve­tri­ne Brooks Bro­thers, in via San Pie­tro all’Or­to, ce ne so­no al­me­no una doz­zi­na, a ri­po­sa­re. In fi­la, uno do­po l’al­tro. Ma­rio ha po­si­zio­na­to un se­pa­ré di car­to­ni, «l’il­lu­sio­ne di un po’ di pri­va­cy». Una se­con­da ten­da di fian­co al­la sua, e un’al­tra an­co­ra. «Sia­mo gli stes­si dell’an­no scor­so più tan­ti ra­gaz­zi stra­nie­ri», os­ser­va lui, che di tutto que­sto pic­co­lo, or­di­na­to «ac­cam­pa­men­to» pa­re il re­gi­sta. Ri­ti­ra dal pa­vi­men­to le sue co­se — un pa­io di scar­pe e la cio­to­la per gli ani­ma­li — e fa per chiu­de­re la lam­po del­la ten­da. Den­tro si in­tra­ve­de un ba­sto­ne. «Per­ché? Ven­go­no di not­te e cer­ca­no di ru­bar­mi tutto an­che se non ho nien­te». Im­ma­gi­na­zio­ne, in­cu­bi o più pro­ba­bil­men­te so­lo pau­ra, il ba­sto­ne ce l’ha. Ep­pu­re la so­li­da­rie­tà di stra­da si ve­de, pre­va­le. Due gio­va­ni aiu­ta­no un an­zia­no a si­ste­ma­re i car­to­ni e la co­per­ta, lui rin­gra­zia. È buio pe­sto, in­tor­no.

In cor­so Vit­to­rio Ema­nue­le so­no po­chi: «Con l’or­di­nan­za del sin­da­co, da qual­che me­se ven­go­no i vi­gi­li e ci di­co­no di spo­star­ci, a vol­te ba­gna­no con l’ac­qua il pa­vi­men­to e al­lo­ra ci met­tia­mo ne­gli an­go­li me­no vi­si­bi­li — nic­chia Car­lo, ber­ret­to gri­gio e giac­ca aran­cio­ne —. Ora scu­sa­te, va­do al­la toi­let­te». Pren­de lo zai­no e gi­ra die­tro via Ugo Fo­sco­lo, chis­sà do­ve. Ba­luar­do di una di­gni­tà che re­sta, no­no­stan­te tutto.

Sa­ra, una del­le po­che don­ne, è sdra­ia­ta lun­go uno spec­chio che cor­re a ter­ra, sot­to la ve­tri­na di un ne­go­zio. Quan­do sen­te qual­cu­no pas­sa­re si al­za di scat­to. «Dor­mo qui per­ché con la mia im­ma­gi­ne ri­fles­sa pa­re di es­se­re in due». Si rac­con­ta in cin­que mi­nu­ti e non sci­vo­la nel pie­ti­smo, mai. Qual­cu­no scat­ta con il te­le­fo­ni­no la fo­to­gra­fia di un pa­laz­zo, in­cu­ran­te di chi dor­me ai suoi pie­di. In­tor­no al­la Me­la di Pi­sto­let­to, da­van­ti al­la Sta­zio­ne Cen­tra­le, è un’in­fi­la­ta di sac­chi a pe­lo, co­me in via Vit­tor Pi­sa­ni e in piaz­za Ven­ti­quat­tro Mag­gio, ac­can­to al­la mo­vi­da del­la Dar­se­na.

«C’è un au­men­to di gio­va­ni, mol­ti stra­nie­ri», os­ser­va Pao­la Ar­ze­na­ti del­la Fon­da­zio­ne Isac­chi Sa­ma­ja. Con­fer­ma Magda Vio­li, pre­si­den­te di Ron­da del­la Ca­ri­tà: «Nel pe­rio­do cal­do si di­sper­do­no, mol­ti van­no fuo­ri cit­tà. Tut­ti in­sie­me ri­tor­na­no, e si po­si­zio­na­no sem­pre ne­gli stes­si luo­ghi». Si ac­co­da Lu­ca Se­chi di Mia-Milano in azio­ne: «Con lo­ro, gli ir­ri­du­ci­bi­li, bi­so­gna ave­re il mas­si­mo ri­spet­to — rac­co­man­da —. Chi vuo­le re­sta­re sul­la stra­da mol­to spes­so ha mo­ti­va­zio­ni le­git­ti­me. Ab­bia­mo tut­ti il do­ve­re di ascol­tar­le e ri­sol­ver­le: c’è chi non vuo­le se­pa­rar­si dal pro­prio ani­ma­le e chi si sen­te in dif­fi­col­tà per l’orien­ta­men­to ses­sua­le o per al­tre scel­te di vi­ta».

Il Co­mu­ne è in al­ler­ta e si pre­pa­ra per tem­po: «Ab­bia­mo av­via­to una rior­ga­niz­za­zio­ne del si­ste­ma — spie­ga l’as­ses­so­re al­le Po­li­ti­che so­cia­li Pier­fran­ce­sco Ma­jo­ri­no —. In­tan­to, le ma­cro­strut­tu­re che og­gi la­vo­ra­no so­lo di not­te ter­ran­no aper­to an­che di gior­no», an­nun­cia. Obiet­ti­vo: te­ne­re lon­ta­ne dal­la stra­da quan­te più per­so­ne pos­si­bi­le. In più, Pa­laz­zo Ma­ri­no ha stan­zia­to set­te mi­lio­ni ag­giun­ti­vi per nuo­ve for­me di ac­co­glien­za che van­no in­con­tro al­le de­li­ca­te esi­gen­ze dei sen­za­tet­to più fra­gi­li.

Dal pros­si­mo me­se sa­ran­no a di­spo­si­zio­ne 300 po­sti let­to in più, strut­tu­ra­li, tutto l’an­no. Si ag­giun­go­no ai mil­le già a di­spo­si­zio­ne e agli ul­te­rio­ri 1.400 che si li­be­ra­no du­ran­te il pia­no an­ti­fred­do). I ban­di so­no chiu­si, van­no so­lo as­se­gna­ti. De­but­te­ran­no poi tre o quat­tro mi­cro­strut­tu­re da 1520 po­sti, a me­tà tra dor­mi­to­ri e al­log­gi. «Uno in via Gior­gi ad esem­pio: ex Sprar ora vuo­to, tor­ne­rà di­spo­ni­bi­le per i clo­chard», di­ce Ma­jo­ri­no. Per chi si ri­fiu­ta di an­da­re nei cen­tri, 50 po­sti in alloggio. E an­co­ra 80 in strut­tu­re de­di­ca­te a chi ha di­sa­gi men­ta­li o dipendenze. In tutto, 2700 let­ti du­ran­te il pia­no an­ti­fred­do, uno sfor­zo già enor­me, che si ag­giun­ge ai 3.500 nei cen­tri de­di­ca­ti ai mi­gran­ti. Se­con­do le sti­me, tra clo­chard e pro­fu­ghi che ri­fiu­ta­no l’ac­co­glien­za re­ste­reb­be­ro an­co­ra per stra­da set­te­cen­to per­so­ne.

Gia­ci­gli I sen­za­tet­to che dor­mi­va­no nel­la not­te tra ve­ner­dì e sa­ba­to tra il cen­tro sto­ri­co e la Sta­zio­ne Cen­tra­le

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