DOP­PIO BINARIO - IN­TER­VI­STA IN MO­VI­MEN­TO

Si­mon & the Stars: «Ogni tan­to mi do­man­do: non è che ho so­lo una bel­la par­lan­ti­na?»

Corriere della Sera - Sette - - Contents - di Vit­to­rio Zin­co­ne

In tre­no da Ro­ma a Fi­ren­ze con Si­mo­ne Mo­ran­di, astro­lo­go ama­to dal web. Su­gli oro­sco­pi di­ce: «È im­pos­si­bi­le di­mo­stra­re che sia tut­to ve­ro, ma an­che che non lo sia». Ri­cor­da co­me ha co­min­cia­to nel 2010: «Cor­si uni­ver­si­ta­ri a di­stan­za in un an­ti­co col­le­ge in­gle­se». E men­tre pre­ve­de il 2018 dei po­li­ti­ci, da Ren­zi a Sal­vi­ni, pre­ci­sa: «Gua­da­gno mol­to di più co­me av­vo­ca­to»

CI IN­CON­TRIA­MO AL BINARIO 3 DEL­LA STA­ZIO­NE TER­MI­NI. Ha oc­chia­li, ca­mi­cia e scar­pe co­lor pru­gna. Non fac­cio in tem­po a strin­ger­gli la ma­no che mi chiede: «Di che se­gno sei?». Re­pli­co: «Ac­qua­rio». E lui: «Be­ne, an­che io». In ma­no tie­ne una di quel­le si­ga­ret­te sen­za com­bu­stio­ne da ta­ba­gi­sta pen­ti­to. Mi co­pro il na­so. Ri­de: «Le chia­mo ster­co­let­te. Per l’odo­re non gra­de­vo­lis­si­mo». Dop­pio Binario sul Ro­ma-Fi­ren­ze, con Si­mo­ne Mo­ran­di, 45 an­ni, av­vo­ca­to e agen­te spe­cia­liz­za­to in di­rit­ti d’au­to­re, no­to ai più co­me Si­mon & the Stars, astro­lo­go ul­tra-so­cial con 230.000 fol­lo­wer su Fa­ce­book, un si­to da tre mi­lio­ni e mez­zo di uten­ti uni­ci e tre li­bri di pre­vi­sio­ni pub­bli­ca­ti (l’ul­ti­mo con Mon­da­do­ri). Si au­to­de­fi­ni­sce astro-blog­ger: «Per­ché per me la co­mu­ni­ca­zio­ne dell’astro­lo­gia è più im­por­tan­te dell’oro­sco­po e del­le pre­vi­sio­ni». Ap­pe­na ci se­dia­mo mi sbat­te in fac­cia le ca­rat­te­ri­sti­che che lo zo­dia­co ha as­se­gna­to agli Ac­qua­ri: «Im­pre­ve­di­bi­li e fan­ta­sio­si, fe­sta­io­li ma col bi­so­gno di ave­re i pro­pri spa­zi». Apro boc­ca, per in­ter­rom­pe­re, ma lui va avan­ti: «Se c è bi­so­gno di qual­cu­no che dia con­fer­me quo­ti­dia­ne e co­stan­za, l’Ac­qua­rio non è la per­so­na giu­sta». Obiet­to. Ven­go zit­ti­to da una vec­chiet­ta ac­co­vac­cia­ta su una pol­tro­na ac­can­to al­le no­stre: «Con­fer­mo. Gli Ac­qua­ri so­no co­sì». Si­mon, le­sto, ti­ra fuo­ri una con­fe­zio­ne in car­to­ne. So­no «Astro­pal­le di Natale», cioè cer­chi di car­to­ne con so­pra stam­pa­ta una pre­sa in gi­ro dei se­gni zo­dia­ca­li. Sull’astro­pal­la de­gli Ac­qua­ri c’è scrit­to: «In set­ti­ma­na

ci ve­dia­mo di si­cu­ro». In­go­io ama­ro. Mi di­fen­do: «So­no ascen­den­te Ca­pri­cor­no». Com­men­ta: «L’ascen­den­te, in pra­ti­ca, è co­me ti mo­stri. Ec­co per­ché ti sen­to scet­ti­co: il Ca­pri­cor­no cre­de in qual­co­sa so­lo se sor­ret­to da ba­si mol­to lo­gi­che». Lo pren­do co­me un se­gna­le: ne­gli oro­sco­pi ve­do mol­ta po­ca lo­gi­ca, chi­li di fuf­fa e un piz­zi­co di pa­ra­cu­lag­gi­ne. En­tro in mo­da­li­tà leo­par­dia­na, co­me il Pas­seg­ge­re di fron­te al Ven­di­to­re di Al­ma­nac­chi. Ci dia­mo del tu. Quan­do co­min­cia a dir­mi che non si può esclu­de­re il col­le­ga­men­to tra l’evol­ver­si del­la cri­si eco­no­mi­ca e il ci­clo di Sa­tur­no (che du­ra 28 an­ni, che è co­min­cia­to nel 2002 e che ha rag­giun­to il suo api­ce nel 2016), do­man­do: «Si­mon, ma che stai a di’? Di che co­sa stai par­lan­do?». Si met­te a ri­de­re. Non è de­ci­sa­men­te per­ma­lo­so. Pro­va a con­vin­cer­mi. «I pia­ne­ti si muo­vo­no in­tor­no al So­le e in­cro­cia­no le co­stel­la­zio­ni. De­ter­mi­na­no un tem­po. L’astro­lo­gia stu­dia quel tem­po e la sua qua­li­tà. E’ co­me se ci fos­se­ro mo­men­ti mi­glio­ri o peg­gio­ri per fa­re de­ter­mi­na­te co­se. Se tu esci al­le tre di not­te in cer­ca di ne­go­zi aper­ti è pro­ba­bi­le che non li tro­vi. Ma se sai che di not­te i ne­go­zi so­no chiu­si, ma­ga­ri ti or­ga­niz­zi». L’ora­rio di chiu­su­ra è scrit­to sul­la sa­ra­ci­ne­sca de­gli stes­si ne­go­zi… «L’an­da­men­to dei pia­ne­ti e gli in­cro­ci con le co­stel­la­zio­ni del­lo zo­dia­co si tro­va­no nel­le Ef­fe­me­ri­di. Op­pu­re ba­sta qual­che clic su in­ter­net». La sa­ra­ci­ne­sca la chiu­de un es­se­re uma­no. Che Ura­no pos­sa in­fluen­za­re le no­stre vi­te è tut­to da di­mo­stra­re. «Non è un’in­fluen­za di­ret­ta. È un cli­ma, un am­bien­te tem­po­ra­le. Ura­no è il pia­ne­ta dei gran­di cam­bia­men­ti, cam­bia se­gno ogni set­te an­ni e scom­bi­na tut­to: nel 2004 c’è sta­to il ma­re­mo­to nell’Ocea­no In­dia­no, nel 2011 lo Tsu­na­mi in Giap­po­ne e le Pri­ma­ve­re Ara­be. Ora en­tria­mo nel 2018…». Se fos­se tut­to co­sì lim­pi­do e leg­gi­bi­le an­che l’Onu, Do­nald Trump e Xi Jin­ping do­vreb­be­ro pren­de­re le lo­ro de­ci­sio­ni au­scul­tan­do le stel­le. «Chis­sà se lo fan­no? Aha­hah. Aven­do la re­spon­sa­bi­li­tà di una Na­zio­ne, co­mun­que, non lo di­chia­re­rei pub­bli­ca­men­te. Non c’è una pro­va scien­ti­fi­ca sul­la fon­da­tez­za del­la pre­vi­sio­ne astro­lo­gi­ca…».

Diciamolo for­te. «La pal­la è al cen­tro. E’ im­pos­si­bi­le di­mo­stra­re che sia tut­to ve­ro, ma è an­che im­pos­si­bi­le di­mo­stra­re che non lo sia». Hai mai mo­men­ti di scet­ti­ci­smo sull’astro­lo­gia? «Cer­to. Ogni tan­to mi do­man­do: “Ma non è che ho so­lo una bel­la par­lan­ti­na? Sa­rà ve­ro che esi­ste questo si­ste­ma che col­le­ga gli es­se­ri uma­ni al­le stel­le e ai pia­ne­ti?”». Che co­sa ti ri­spon­di? «Ri­spon­de chi mi sta in­tor­no. Chi mi chia­ma per con­fer­mar­mi al­cu­ne mie pre­vi­sio­ni». Le col­li­ne la­zia­li scor­ro­no fuo­ri dal fi­ne­stri­no. Un greg­ge pa­sco­la sul pra­to. Si­mon lo guar­da e di­ce: «Sa­lu­ta le pe­co­re e met­ti­le in ta­sca«. Fa “Ciao” con la ma­no, poi ac­chiap­pa un pu­gno d’aria e se lo met­te in ta­sca. Lo guar­do per­ples­so. Spie­ga: «Por­ta for­tu­na e non co­sta nien­te». Gli chie­do se si ren­da con­to del fat­to che mol­te per­so­ne pren­do­no de­ci­sio­ni im­por­tan­ti per la lo­ro vi­ta leg­gen­do i suoi oro­sco­pi. Re­pli­ca che nel­la sua scuo­la di astro­lo­gia (Fa­cul­ty of Astro­lo­gi­cal stu­dies) c’è una deon­to­lo­gia fer­rea: «Io, per esem­pio, non par­lo di sa­lu­te, lo con­si­de­ro un am­bi­to proi­bi­to». Obiet­to che mol­ti astro­lo­gi usa­no le stel­le per tur­lu­pi­na­re i di­spe­ra­ti. Pren­de le di­stan­ze e ag­giun­ge: «So­no mol­to scet­ti­co an­che nei con­fron­ti di chi fa l’oro­sco­po quo­ti­dia­no». Bran­ko fa l’oro­sco­po quo­ti­dia­no. «Bran­ko è un de­ca­no. Bra­vis­si­mo. E di lui ho sog­ge­zio­ne. Ma fa­re l’oro­sco­po tut­ti i gior­ni non ha mol­to sen­so: i pia­ne­ti non si muo­vo­no co­sì tan­to. Non mi pia­ce nem­me­no chi scri­ve: “Hai Mar­te con­tro, af­fi­da­ti a Sa­tur­no”. Ma che vuol di­re? Al­le per­so­ne, se­con­do me, si può di­re so­lo in che am­bien­te pla­ne­ta­rio si sta muo­ven­do un se­gno zo­dia­ca­le». Un esem­pio? «Se hai Mar­te con­tro stai at­ten­to al­le di­stra­zio­ni e a pren­de­re sot­to gam­ba cer­te si­tua­zio­ni». Po­trei obiet­ta­re che il tuo è un mo­do per re­star va­go e far­ci ca­sca­re più per­so­ne. «Aha­ha­hah, cer­to, po­treb­be es­se­re, ma non è co­sì». Tu quan­do hai co­min­cia­to a in­te­res­sar­ti all’astro­lo­gia? «Nel 2010. Du­ran­te una ce­na ho co­no­sciu­to Lui­sa De

«So­no mol­to scet­ti­co nei con­fron­ti di chi fa l’oro­sco­po quo­ti­dia­no. Fa­re l’oro­sco­po tut­ti i gior­ni non ha mol­to sen­so: i pia­ne­ti non si muo­vo­no co­sì tan­to»

Giu­li, che fa­ce­va oro­sco­pi per Ca­na­le5. Ab­bia­mo par­la­to tut­ta la se­ra. Il gior­no do­po mi so­no com­pra­to un ma­nua­le. E poi mi so­no iscrit­to all’Uni­ver­si­tà: cor­si a di­stan­za e Sum­mer School in un an­ti­co col­le­ge in­gle­se». Le ma­te­rie di stu­dio? «Cal­co­li astro­no­mi­ci, sto­ria, fi­lo­so­fia, tri­go­no­me­tria e al­ge­bra. Fi­no al 2013 è ri­ma­sta una pas­sio­ne per­so­na­le, poi il mio ami­co Clau­dio Roe mi chie­se di scri­ve­re un oro­sco­po su una pa­gi­na Fa­ce­book. Il no­me Si­mon & the Stars lo de­vo a lui. Le “stars” so­no un gio­co di parole tra le stel­le e i miei clien­ti co­me av­vo­ca­to». Dal 2013 a og­gi… «Ho co­min­cia­to a scri­ve­re li­bri, a es­se­re ospi­te di tra­smis­sio­ni ra­dio e tiv­vù co­me La pro­va del cuo­co e Det­to fat­to. E la co­mu­ni­tà di Fa­ce­book è lie­vi­ta­ta. È un po­po­lo». Co­me si con­ci­lia il tuo la­vo­ro di av­vo­ca­to/agen­te con quel­lo di astro-blog­ger. «I clien­ti dell’av­vo­ca­to Mo­ran­di so­no am­mi­ra­ti o pa­ci­fi­ca­ti con l’astro-blog­ger Si­mon». Chi so­no i clien­ti dell’av­vo­ca­to Mo­ran­di? «L’at­tri­ce Car­la Si­gno­ris, lo scrit­to­re An­to­nio Pen­nac­chi… An­to­nio il pri­mo gior­no che ci sia­mo in­con­tra­ti mi

ha det­to: “E tu a che me do­vre­sti ser­vì?”. Da lì è na­to un amo­re pro­fes­sio­na­le». Tu ti muo­vi se­guen­do i dik­tat dei pia­ne­ti? «Per il 2018 il te­ma fon­dan­te del mio se­gno è sce­glie­re. Pro­ba­bil­men­te que­st’an­no do­vrò de­ci­de­re se con­ti­nua­re a es­se­re l’av­vo­ca­to Mo­ran­di o se de­di­car­mi com­ple­ta­men­te a Si­mon & the Stars». Sa­rà con­ten­to tuo pa­dre, a sua vol­ta av­vo­ca­to. «Pa­pà guar­da da lon­ta­no quel­lo che fac­cio, ma è ab­ba­stan­za sba­lor­di­to dal­la mia de­ter­mi­na­zio­ne e dal suc­ces­so che sto aven­do». Si cam­pa be­ne fa­cen­do oro­sco­pi? «Og­gi gli in­troi­ti da av­vo­ca­to so­no mol­to su­pe­rio­ri ri­spet­to a quel­li da astro­lo­go le­ga­ti al li­bro e al si­to. Nel ca­so do­vrò pren­de­re in con­si­de­ra­zio­ne l’in­se­gna­men­to, mi di­ver­ti­reb­be mol­to». A quan­to po­treb­be am­mon­ta­re una par­cel­la per un oro­sco­po ad per­so­nam? «Se chie­des­si quat­tro­cen­to eu­ro per una con­su­len­za di un’ora e mez­za non sa­rei guar­da­to co­me un pazzo. Fi­no­ra pe­rò le ho sem­pre ri­fiu­ta­te. Non mi pia­ce l’idea di es­se­re pa­ga­to da chi si sen­te in si­tua­zio­ne di bi­so­gno». Chi ti chiede consigli e che ti­po di consigli ti ven­go­no ri­chie­sti? «Il 95% del­le per­so­ne che mi scri­ve so­no donne. La mag­gior par­te chiede lu­mi su vi­cen­de amo­ro­se. Mol­te mi man­da­no di­ret­ta­men­te il se­gno zo­dia­ca­le dell’uo­mo che vor­reb­be­ro ama­re. Io evi­to più pos­si­bi­le di da­re consigli per­so­na­li. Scri­vo oro­sco­pi pub­bli­ci. E il mio sti­le è gio­co­so: col­le­go i per­so­nag­gi del­le fa­vo­le Di­sney o del Tro­no di spa­de all’astro­lo­gia. Nei li­bri fac­cio coin­ci­de­re il de­sti­no di un se­gno zo­dia­ca­le con un film». Il tre­no ar­ri­va a Fi­ren­ze. Ne ap­pro­fit­to per but­tar­la un po’ in po­li­ti­ca. Co­me sa­rà il 2018 di Mat­teo Ren­zi, ex pre­mier e se­gre­ta­rio del Pd? «Lui è Ca­pri­cor­no. De­ve da­re una gi­ra­ta de­ci­si­va a un pro­get­to che col­ti­va dal 2008, an­no di svol­ta per quel se­gno zo­dia­ca­le». Fac­cia­mo un gio­co. Ti di­co un pa­io di da­te di po­li­ti­ci e tu mi di­ci co­me sa­rà il lo­ro 2018: 9 mar­zo 1973. «Pe­sci, esco­no da due an­ni du­ri, pre­si sot­to gam­ba. Ora han­no una ba­se so­li­da e il ven­to in pop­pa». E’ la da­ta di na­sci­ta di Mat­teo Sal­vi­ni. Ec­co­ne un’al­tra: 6 lu­glio 1986. «Can­cro. Un 2017 in af­fan­no, di so­li­to gio­ca­no in di­fe­sa. Nel 2018 ci sa­rà una ri­bel­lio­ne». Lui­gi Di Ma­io ri­bel­le? A che film è le­ga­to il Can­cro? «Sno­w­den». È la sto­ria dell’ex agen­te che ha ri­ve­la­to i se­gre­ti dell’Agen­zia per la Si­cu­rez­za Na­zio­na­le de­gli Sta­ti Uni­ti. Chiu­dia­mo con i se­gni che avran­no il mi­glior 2018. «I se­gni d’ac­qua e di ter­ra. So­prat­tut­to Scor­pio­ne, Ca­pri­cor­no e Ver­gi­ne. Ma so­no tut­ti li­be­ri di ap­pli­ca­re il lo­ro scet­ti­ci­smo al­la pre­vi­sio­ne, eh».

CI FIDIAMO DEL­LE STEL­LE? Si­mon & the Stars con Vit­to­rio Zin­co­ne, scet­ti­co su­gli oro­sco­pi

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