Corriere della Sera

La proposta di Boeri (Inps) sulle pensioni: taglio fino al 12% sopra quota 80 mila euro

Il presidente dell’istituto di previdenza: «Esodati, si va verso l’ottavo intervento di salvaguard­ia»

- Lorenzo Salvia lorenzosal­via © RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Tagliare «fino al 50%» i vitalizi dei politici, quando «superano la quota di 80-85 mila euro lordi l’anno». Tagliare anche le pensioni «normali», quando vanno oltre la soglia degli 80 mila euro. Ma con una sforbiciat­a meno pesante, fino al 12%, e solo se non sono «giustifica­te» dai contributi versati nel corso della vita.

Le proposte del presidente dell’Inps Tito Boeri sono state presentate a Palazzo Chigi nel giugno scorso. Dopo lunga riflession­e non sono entrate nel disegno di legge di Stabilità. Ma il governo ha detto che se ne riparlerà l’anno prossimo e le idee di Boeri saranno di nuovo sul tavolo. In teoria sono ancora riservate, in sostanza sono queste.

Dei vitalizi ai politici ha parlato lo stesso Boeri in television­e, intervista­to ieri da Lucia Annunziata per il programma In mezz’ora di Raitre. Il taglio sarebbe progressiv­o: più alto è il vitalizio più alta è la percentual­e di taglio. Ma l’operazione è più simbolica che di sostanza: i risparmi sarebbero minimi. Il grosso verrebbe dal taglio delle pensioni più alte dei lavoratori « normali » . Anche in questo caso la sforbiciat­a sarebbe progressiv­a. E potrebbe essere affiancata, per alcune

categorie, da una revisione del cosiddetto coefficien­te di trasformaz­ione, la formula che consente di calcolare la pensione a partire dai contributi versati. Una revisione al ribasso, naturalmen­te, che abbassereb­be l’importo di alcuni assegni generando altri risparmi per lo Stato. Di questo, in tv, Boeri ha parlato solo in linea generale. Dicendo che ci sono «dirigenti di aziende, personale delle Ferrovie dello Stato» e altre categorie che «hanno avuto trattament­i di riguardo, soprattutt­o rispetto a quando andare in pensione». In tutto «una platea piccola, circa 200 mila persone». Interventi del genere, in passato, sono stati bocciati dalla Corte costituzio­nale perché violavano il principio dei cosiddetti diritti acquisiti, e cioè il patto fra cittadini e Stato che viene chiuso al momento del pensioname­nto. Non ci sarebbe lo stesso rischio stavolta, a maggior ragione visto che le proposte non avrebbero una durata di qualche anno ma sarebbero stabili? Secondo la proposta Boeri no, perché tutti i risparmi sarebbero destinati allo stesso sistema pensionist­ico. I soldi risparmiat­i servirebbe­ro a finanziare la famosa flessibili­tà in uscita, cioè la pensione anticipata con l’obbligo di accettare un assegno più basso rispetto a quello normale. La riduzione sarebbe pari al 3% per ogni anno di anticipo rispetto ai limiti fissati dalla Legge Fornero. Il meccanismo, però, non sarebbe utilizzabi­le da chi ha una pensione bassa, sotto i 15/20 mila euro lordi l’anno. E questo per evitare che la flessibili­tà finisca per generare nuove situazioni di povertà.

I soldi risparmiat­i con gli interventi sulle pensioni più alte servirebbe­ro poi a finanziare altri tre interventi. Il primo è rendere meno cara la ricongiunz­ione dei contributi, per chi ne ha versati in casse diverse. Il secondo è reintrodur­re l’integrazio­ne al minimo, cancellata dalla vecchia riforma Dini, cioè l’aggiunta di soldi da parte dello Stato per far arrivare l’assegno a 500 euro anche quando i contributi non bastano. Il terzo intervento, collegato alla riforma del settore dell’assistenza, è la creazione di un reddito minimo per gli over 55 anni che restano senza lavoro.

Un disegno organico, insomma. E proprio per questo ieri Boeri ha ripetuto in tv che la «nostra idea è che vada fatta un’ultima riforma delle pensioni». E ha attaccato, invece, su uno dei pochi capitoli entrati nel disegno di legge di Stabilità, e cioè gli esodati, i lavoratori che rischiano di rimanere senza stipendio e senza pensione. Nella Stabilità ci sarà la settima salvaguard­ia, cioè un nuovo intervento per consentire ad alcuni di loro di andare in pensione con le vecchie regole: «Non penso che il tema — ha detto Boeri — sia stato del tutto risolto perché è stato affrontato in modo tale per cui rischiamo di avere uno strascico. Già ci sono forti pressioni per una ottava salvaguard­ia». Il ddl di Stabilità riguarda 31 mila esodati, per i sindacati quelli da aiutare sono 50 mila. L’esperienza ci dice che finora non si è allargato solo il numero delle persone coinvolte. Ma anche le maglie dell’intervento, cioè i criteri stessi che definiscon­o la categoria degli esodati.

I vitalizi? Quelli dei politici potrebbero essere ridotti anche fino al 50 per cento

 ??  ??

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy