Schengen e l’Unio­ne Eu­ro­pea

Corriere della Sera - - SPETTACOLI -

Col­pi­sce la qua­si una­ni­mi­tà di vo­ci che si so­no le­va­te per am­mo­ni­re che la fi­ne di Schengen po­treb­be si­gni­fi­ca­re la fi­ne dell’Unio­ne Eu­ro­pea. Per­so­nal­men­te non lo cre­do, la Ue so­prav­vi­vreb­be: è trop­po gran­de, trop­pi in­te­res­si so­no in gio­co. E se fos­se ve­ro il con­tra­rio, se la chiu­su­ra di Schengen, in­ve­ce, si­gni­fi­cas­se che l’Unio­ne Eu­ro­pea è an­co­ra ca­pa­ce, o me­glio, ri­tro­va la ca­pa­ci­tà di pren­de­re de­ci­sio­ni stra­te­gi­che per ge­sti­re un mon­do che non è più quel­lo che i suoi prin­ci­pa­li lea­der co­no­sce­va­no quan­do vol­le­ro apri­re le fron­tie­re? Da al­lo­ra il mon­do è dram­ma­ti­ca­men­te cam­bia­to con l’ir­ru­zio­ne nel­le no­stre vi­te del ter­ro­ri­smo e dell’eso­do dei pro­fu­ghi. Quin­di si può op­ta­re per la so­lu­zio­ne del­la so­spen­sio­ne di Schengen se non si vuo­le par­la­re di un an­nul­la­men­to del­le mi­su­re pre­se al­lo­ra. Ma non è que­sto il pun­to. Se vo­glia­mo che la chiu­su­ra del­le fron­tie­re

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