Corriere dell'Alto Adige

Sovranisti, Prodi lancia l’allarme

L’ex premier: in pericolo le autonomie di confine. Biancofior­e attacca: «Ci ha svenduti»

- Marco Angelucci

Il sovranismo è un pericolo per l’Europa. E anche per l’Alto Adige che, da terra di confine, rischia di pagare il prezzo più caro. L’ex presidente della Commission­e Ue Romano Prodi, a Bolzano per presentare il libro di Carmelo Salvo, mette in guardia l’Svp che, al pari del Pd, pare aver parecchia nostalgia di quel periodo. Da destra intanto piovono critiche sul professore. «Ha svenduto l’Alto Adige italiano, non doveva venire» tuona Michaela Biancofior­e.

BOLZANO Romano Prodi è ancora in grado di suscitare forti emozioni. A sinistra lo acclamano rimpiangen­do la Belle epoque, a destra invece lo attaccano manco fosse ancora al governo. Tanto che Alessandro Urzì ha fatto stoppare il suo intervento nel foyer del consiglio regionale mentre Michaela Biancofior­e ha diffuso note al vetriolo accusando di aver «svenduto l’italianità dell’Alto Adige cedendo a tutti i ricatti della Svp».

Il Professore è arrivato a Bolzano per presentare il libro del giornalist­a Carmelo Salvo «Con Romano Prodi per un’autonomia vincente» che ripercorre i due anni di governo — tra il 2006 ed il 2008 — in cui sono state approvate importanti­ssime norme di attuazione come quella sull’energia, sulla formazione profession­ale e il bilinguism­o. Ad accogliere Prodi c’era una buona fetta dello stato maggiore Svp incluso il governator­e Arno Kompatsche­r. «É grazie a Prodi se l’Autonomia è diventata dinamica» ha detto il presidente del consiglio regionale Thomas widmann salutando i presenti ad uno a uno. L’ex Obmann Siegfried Brugger, Luis Durnwalder, il candidato alla presidenza del Trentino Giorgio Tonini, gli ex senatori Oskar Peterlini, Helga Thaler e Manfred Pinzger. E poi mezzo Pd. Il segretario Alessandro Huber, il vicepresid­ente della giunta Christian Tommasini, l’ex deputata Luisa Gnecchi. Un grande amarcord in cui si rimpiangon­o i bei tempi andati e dove si guarda, con preoccupaz­ione, al futuro.

Prodi è partito ricordando la «leale collaboraz­ione con la Svp» e lodando la politica come arte del compromess­o. «questo modo di fare politica non c’è più. Compromess­o non è una parola sporca, due parti si compromett­ono per un obiettivo comuni. Allora si discuteva per ore e ore anche sulle piccole cose. Alla velocità a cui si va oggi questo non è possibile, adesso sarebbe impossibil­e pensare un’operazione come quella del trasferime­nto delle strade statali in cui abbiamo discusso mesi sui dettagli» esordisce il ProRinasci­mento

Widmann

È merito suo se la nostra Autonomia è diventata dinamica Biancofior­e Chi ha svenduto l’Alto Adige italiano non dovrebbe farsi vedere

fessore. Un ricordo speciale è dedicato alla formazione profession­ale. «Ciò che voi tedeschi dovreste insegnare a noi italiani è la valorizzaz­ione delle profession­i tecniche. Anche se oggi di aziende italiane non ce ne sono più, nemmeno la Fiat, non è detto che la grande industria debba parlare per forza tedesco» rimarca Prodi secondo cui Italia ed Europa rischiano di vedersi ridotte alla marginalit­à per i prossimi secoli. Come è accaduto agli Stati italiani dopo il «L’Italia è scomparsa dalla carta geografica perché non aveva le Caravelle per commerciar­e con il nuovo mondo. Le caravelle di oggi si chiamano Google, Amazon, Alibaba. L’Europa ha deciso di tassarli per fare in modo che in futuro esista anche la nostra voce. L’altro provvedime­nto, le sanzioni all’Ungheria, non sarà mai applicato per il veto della Polonia. L’aver spostato il potere dalla Commission­e al Consiglio e prevedendo il diritto di veto, si è ridotta l’Unione europea all’impotenza. Con 28 Paesi è impossibil­e ottenere l’unanimità e questo è nefasto per l’Europa. Perché — ha proseguito il professore — solo un Unione europea forte può far sentire la propria voce in un modo dominato da America e Cina. L’Europa è però ancora la prima potenza industrial­e del mondo. Oggi — ha concluso — i sovranisti vogliono rafforzare gli stati nazionali riducendo i compiti dell’Ue. E questo è un pericolo per tutti, specialmen­te per le zone di frontiera come l’Alto Adige». Parole che suonano come un monito nei confronti di un Svp che sembra guardare sempre di più alla Lega.

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(Klotz/Rensi) Protagonis­ta Romano Prodi. A lato: la presentazi­one del libro
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