Gad­dy: Io, un lea­der pe­rò ti­mi­do

«Vir­tus, ades­so sei pron­ta per af­fron­ta­re il pe­rio­do chia­ve»

Corriere dello Sport Stadio (Bologna) - - CRONACHE DI BOLOGNA - Di Ste­fa­no Brien­za BO­LO­GNA In­fo­press

La ma­tu­ri­tà non gli è mai man­ca­ta. Ora cer­ca di usci­re de­fi­ni­ti­va­men­te dal pro­prio gu­scio, per da­re sem­pre più ri­sal­to al pro­prio ta­len­to, per di­ven­ta­re uo­mo e gio­ca­to­re di spes­so­re. A 24 an­ni ap­pe­na com­piu­ti - mar­te­dì scor­so, per la pre­ci­sio­ne - Ab­dul Gad­dy si ap­pre­sta ad at­tra­ver­sa­re un pe­rio­do tan­to cru­cia­le per la squa­dra quan­to per la sua car­rie­ra, con tut­ta la se­re­ni­tà in­te­rio­re che con­trad­di­stin­gue il play­ma­ker di Ta­co­ma. Che in Ita­lia sta be­ne, be­nis­si­mo, ma in fondo "ho­me is al­ways ho­me". Gad­dy, do­po un an­no e mez­zo lon­ta­no da ca­sa e con la car­ta d'iden­ti­tà che si ap­pe­san­ti­sce, si sen­te sem­pre più vis­su­to? «Sì, or­mai mi sen­to un uo­mo. Que­sta espe­rien­za mi ha già da­to tan­tis­si­mo e con­ti­nua a far­lo ogni gior­no. Mi sen­to sem­pre più ve­te­ra­no, im­pa­ro sen­za so­sta da coach e com­pa­gni. E poi cre­sco an­che co­me per­so­na, se vo­glia­mo invecchio. Mi pren­do più cu­ra del pro­prio cor­po, sto at­ten­to a co­sa man­gi, e in ge­ne­ra­le so­no più ri­las­sa­to, so­prat­tut­to fra le mu­ra ca­sa­lin­ghe». L'an­no scor­so ha fir­ma­to un bien­na­le. Cre­de di ri­ma­ne­re in Eu­ro­pa a lun­go? «Mi pia­ce mol­to vi­ve­re qui, e ho l'op­por­tu­ni­tà di la­vo­ra­re fa­cen­do ciò che amo. Pri­ma di al­lo­ra non ero mai usci­to da­gli USA, e chi mi co­no­sce sa quan­to mi ab­bia for­gia­to que­sto pe­rio­do. Pe­rò sai, ho­me is al­ways ho­me, ca­sa è sem­pre ca­sa. In esta­te cre­do fa­rò dei pro­vi­ni, ma sa­rei mol­to fe­li­ce di tor­na­re qui». Mar­te­dì non si è al­le­na­to: qua­li so­no le sue con­di­zio­ni? «Ho avu­to un fa­sti­dio al fles­so­re del­la gam­ba de­stra ma lo staff mi ha aiu­ta­to a trat­tar­lo. Og­gi (ie­ri, ndr) mi so­no al­le­na­to mol­to be­ne, e cre­do che per Ca­po d'Or­lan­do sa­rò al top del­la for­ma». Nel­la vit­to­ria su Brin­di­si ha an­co­ra una vol­ta evi­den­zia­to le pro­prie qua­li­tà quan­do la po­sta in pa­lio si fa pe­san­te. «Ho no­ta­to che gio­co sem­pre me­glio nel se­con­do tem­po per­ché ci ten­go. Quan­do ar­ri­via­mo al­le fasi de­ci­si­ve mi pre­oc­cu­po che ogni com­pa­gno sia nel­la po­si­zio­ne giu­sta, che ri­ce­va pal­lo­ni pu­li­ti, che ese­guia­mo al me­glio. Poi, che sia un ca­ne­stro o un pas­sag­gio non im­por- ta. Que­st'an­no, do­po es­ser­mi pa­rec­chio in­gros­sa­to in esta­te, sto cer­can­do sem­pre più di an­da­re al fer­ro per sfrut­ta­re il fat­to di es­se­re una del­le guar­die più gros­se del­la Le­ga». Co­me ha rea­gi­to lo spo­glia­to­io a tut­ti i cam­bia­men­ti? «Per me era una no­vi­tà, l'an­no scor­so ave­va­mo avu­to so­lo un cam­bio. Cer­co di non oc­cu­par­me­ne e di fa­re il mio la­vo­ro age­vo­lan­do l'amal­ga­ma con chiun­que ar­ri­vi. Ades­so ab­bia­mo ac­col­to Ken­ny che è un ot­ti­mo gio­ca­to­re». Quan­to è dif­fi­ci­le es­se­re un lea­der aven­do un tem­pe­ra­men­to ti­mi­do? «È un aspet­to nel qua­le cer­co sem­pre di cre­sce­re, per­ché sì, so­no un ti­po mol­to tran­quil­lo e un po' ti­mi­do. Col pas­sa­re del tem­po vo­glio rom­pe­re sem­pre più il gu­scio ed uscir­ne, an­che gra­zie all'aiu­to dei com­pa­gni e del coach. È du­ra, ma ci la­vo­ro». Co­sa è man­ca­to al­la Vir­tus ne­gli ul­ti­mi me­si? «Non ab­bia­mo un gran re­cord ma ora ve­nia­mo da due ot­ti­me pre­sta­zio­ni, com­pre­sa Ve­ne­zia. A li­vel­lo fi­si­co e tec­ni­co sia­mo mes­si mol­to be­ne, quel­lo che cre­do ci sia man­ca­to è un po' di chi­mi­ca di squa­dra. Che ora si è no­te­vol­men­te alzata. Sia­mo pron­ti ad af­fron­ta­re il pe­rio­do chia­ve del­la sta­gio­ne». Tre ga­re di fuo­co che de­fi­ni­ran­no i vostri obiet­ti­vi. «Cer­chia­mo di pen­sa­re una par­ti­ta al­la vol­ta ed ora sia­mo fo­ca­liz­za­ti su Ca­po d'Or­lan­do. So­no una squa­dra du­ra, ci han­no bat­tu­ti all'an­da­ta e dob­bia­mo vin­ce­re sen­za mez­zi ter­mi­ni. Sap­pia­mo che è il ci­clo che può cam­bia­re la no­stra sta­gio­ne. Sap­pia­mo che do­po que­ste tre ga­re po­tre­mo tor­na­re in spo­glia­to­io e, se avre­mo fat­to il no­stro la­vo­ro, fis­sa­re un nuo­vo obiet­ti­vo. Ven­de­re­mo ca­ra la pel­le». SA­LU­TO A GIO­MO. Ie­ri la squa­dra si è al­le­na­ta al com­ple­to con l'uni­ca de­fe­zio­ne di Va­le­rio Maz­zo­la, che sta la­vo­ran­do in ma­nie­ra dif­fe­ren­zia­ta per cer­ca­re di es­se­re al me­glio lu­ne­dì a Ca­po d'Or­lan­do. Al­lan Ray con­ti­nua a svol­ge­re le se­du­te per in­te­ro sal­vo il cin­que con­tro cin­que fi­na­le. Ie­ri la so­cie­tà ha ri­cor­da­to Au­gu­sto Gian­ni Gio­mo, clas­se '40. Scom­par­so in mat­ti­na­ta, fu il play­ma­ker e la men­te del­la Vir­tus fra il 1962 e il 1968.

L’ame­ri­ca­no Ab­dul Gad­dy, 24 an­ni

«L’Eu­ro­pa mi pia­ce, ma ca­sa è sem­pre ca­sa. Gio­co me­glio nel se­con­do tem­po? Sì, ci ten­go di più» Il club pian­ge Gio­mo, che fu il play e la men­te del­la squa­dra tra il 1962 e il 1968

CIAMILLO

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