STRI­NIC CA­RI­CA «Na­po­li, mi pia­ci: ora ci di­ver­ti­re­mo»

Ab­brac­cia il nuo­vo club e fir­ma il con­trat­to fi­no al 2019: «Gran­de gio­ia, la ma­glia az­zur­ra era nel mio de­sti­no»

Corriere dello Sport - - Napoli - Di Ri­no Ce­sa­ra­no

«Era de­sti­no», que­ste le pri­me pa­ro­le pro­nun­cia­te da Ivan Stri­nic nel met­te­re pie­de nel cen­tro tec­ni­co di Ca­stel­vol­tur­no per le vi­si­te me­di­che. E do­po aver­le su­pe­ra­te, par­lan­do con Be­ni­tez, ha giu­ra­to a se stes­so: «Il Na­po­li mi aiu­te­rà a rien­tra­re in Na­zio­na­le. Ho bi­so­gno so­lo di qual­che giorno di tem­po per re­cu­pe­ra­re la con­di­zio­ne e poi sa­rò pron­to per gio­ca­re». L’ha do­vu­to fre­na­re, Don Ra­fa. «Cal­ma, se­gui­rai un pro­gram­ma di la­vo­ro già ap­pron­ta­to per te e poi ve­dre­mo». Stri­nic sma- pie­no ri­sta­bi­li­men­to dell’ex gio­iel­li­no dell’Ha­j­duk. IL MES­SAG­GIO. «Era de­sti­no», per­ché Ivan Stri­nic ha già af­fron­ta­to il Na­po­li due vol­te: una in ami­che­vo­le, nel lon­ta­no 2008, a Spa­la­to; e l’altra di Eu­ro­pa Lea­gue, nel 2012, a Dni­pro (al ri­tor­no, era in tri­bu­na, quan­do Ca­va­ni rea­liz­zò il po­ker). De­sti­no, an­che per­ché al­cu­ni me­si è sta­to al­le­na­to da Re­ja. E ie­ri in se­de nel ve­der­lo in uno dei qua­dri ap­pe­sI al­le pa­re­ti, il croa­to ha escla­ma­to, di­ver­ti­to:«Ah, il mi­ster!». Stri­nic è ani­ma­to da gran­de vo­glia di ri­scat­to. Nel Dni­pro ha gio­ca­to a sin­ghioz­zo a cau­sa di un in­for­tu­nio mu­sco­la­re, for­se mal­cu­ra­to, che lo ha per­se­gui­ta­to ad in­ter­val­li. Ma ie­ri, scor­ta­to dal suo ma­na­ger e da un fa­mi­lia­re, ha su­pe­ra­to a pie­ni vo­ti le vi­si­te me­di­che e co­no­sciu­to al­cu­ni dei suoi nuo­vi com­pa­gni di squa­dra. Fir­me­rà un con­trat­to fi­no al 2019 da ol­tre un mi­lio­ne e mez­zo di eu­ro l’an­no. Non è sta­to pos­si­bi­le da­re il suo an­nun­cio uf­fi­cia­le in quan­to il suo le­ga­me con il Dni­pro, do­ve s’era tra­sfe­ri­to a gen­na­io del 2011, sca­drà il 31 di­cem­bre per cui il tweet del pre­si­den­te po­treb­be ar­ri­va­re nel giorno di Ca­po­dan­no, quan­do il Na­po­li di po­me­rig­gio si ri­tro­ve­rà a Ca­stel­vol­tur­no a ran­ghi com­ple­ti per ri­pren­de­re gli al­le­na­men­ti.

Stri­nic com­pren­de un po’ la lin­gua ma è ri­ma­sto sor­pre­so dal fred­do: «In com­pen­so c’è il so­le e co­no­sco un po’ la cit­tà che vi­si­tai quan­do ven­ni con il Dni­pro», ha det­to. Al­to un me­tro ed ot­tan­ta­sei cen­ti­me­tri, il croa­to se la ca­va an­che nel gio­co ae­reo ma gli pia­ce so­prat­tut­to sco­raz­za­re sull’out si­ni­stro: Re­ja lo im­pie­ga­va nei cin­que di cen­tro­cam­po. Ma pos­sie­de un pie­de raf­fi­na­to per cui i cross gli rie­sco­no a me­ra­vi­glia ed ha avu­to già mo­do di am­mi­ra­re la de­strez­za di Hi­guain in area di ri­go­re ve­den­do in tv i gol del Pi­pi­ta a Do­ha. GAB­BIA­DI­NI. Tra qual­che giorno toc­che­rà an­che a Ma­no­lo Gab­bia­di­ni sot­to­por­si al­le vi­si­te me­di­che. L’at­tac­can­te ber­ga­ma­sco ie­ri è pas­sa­to per i cam­pi di al­le­na­men­to del­la Samp a sa­lu­ta­re i vec­chi com­pa­gni e svuo­ta­re il pro­prio ar­ma­diet­to quan­do un ti­fo­so no­stal­gi­co gli ha sus­sur­ra­to: «Ora toc­ca tifare un po’ an­che per il Na­po­li». E lui, con un fi­lo di im­ba­raz­zo, ha al­lar­ga­to le brac­cia co­me a di­re: «Que­sto è il cal­cio mo­der­no». Be­ni­tez aspet­ta an­che lui a brac­cia aper­te per pre­pa­ra­re un gen­na­io da bri­vi­di tra cam­pio­na­to e Cop­pa Ita­lia e per sfrut­ta­re la scia di entusiasmo esplo­sa a Do­ha do­po la con­qui­sta del­la Su­per­cop­pa Ita­lia­na.

«Pre­sto sa­rò al top Con l’aiu­to di que­sta squa­dra con­to an­che di ri­tro­va­re la na­zio­na­le croa­ta» In­tan­to Gab­bia­di­ni ha sa­lu­ta­to ie­ri la Samp­do­ria: ar­ri­ve­rà da Be­ni­tez nel­le pros­si­me ore

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