Il live dei La­li Pu­na, il grup­po te­de­sco che pia­ce a Sor­ren­ti­no

Ca­va­tic­cio

Corriere di Bologna - - TEMPO LIBERO - P. D. D. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Usci­to un an­no fa per l’eti­chet­ta ber­li­ne­se Morr Mu­sic, «Two Win­do­ws» è il quin­to al­bum dei te­de­schi La­li Pu­na, 5 an­ni do­po il precedente «Our In­ven­tions», e ha se­gna­to una svol­ta pro­fon­da per il grup­po elec­tro-pop. An­che per­ché ha san­ci­to l’ab­ban­do­no di Mar­kus Acher, mem­bro dei Not­wi­st e ma­ri­to del­la fon­da­tri­ce Va­le­rie Tre­be­l­jahr. Tan­to che que­sta se­ra alle 21,30, nel con­cer­to bo­lo­gne­se al par­co del Ca­va­tic­cio per il Bio­gra­film Park, i La­li Pu­na si pre­sen­te­ran­no in trio, con Ch­ri­stian “Tai­son” Heiß e Ch­ri­sto­ph Brand­ner con la can­tan­te di ori­gi­ne coreana. Rea­liz­za­to in cir­ca due an­ni, «Two Win­do­ws» è un al­bum com­po­si­to, che par­la di eman­ci­pa­zio­ne e se­gna un nuo­vo ini­zio per la band sia dal pun­to di vista mu­si­ca­le che li­ri­co. Il di­sco, in­fat­ti, è il pri­mo re­gi­stra­to do­po l’ab­ban­do­no di Acher, con le li­ri­che del­la Tre­be­l­jahr che esplo­ra­no ar­go­men­ti estre­ma­men­te at­tua­li co­me la li­ber­tà per­so­na­le, la pre­sen­za sem­pre più in­va­si­va del­la tec­no­lo­gia e la pro­gres­si­va gen­tri­fi­ca­zio­ne dei cen­tri ur­ba­ni, tra­sfor­ma­ti in zo­ne abi­ta­ti­ve di par­ti­co­la­re pre­gio. Il le­ga­me dei La­li Pu­na con il ci­ne­ma ita­lia­no è at­te­sta­to da una loro ce­le­bre can­zo­ne, «Sca­ry World Theo­ry», scel­ta da Pao­lo Sor­ren­ti­no per la se­quen­za ini­zia­le del suo film Le con­se­guen­ze dell’amo­re con To­ni Ser­vil­lo. Il grup­po, na­to nel 1998 a Mo­na­co di Ba­vie­ra, è sta­to per mol­to tem­po in­se­ri­to nel fi­lo­ne dell’ in­die tro­ni ca. An­che se, ha ri­cor­da­to in va­rie oc­ca­sio­ni la Tre­be­l­jahr, che ha un pas­sa­to da gior­na­li­sta mu­si­ca­le, «le mo­de van­no e ven­go­no, noi ci sia­mo tro­va­ti a es­se­re qua­si per ca­so tra gli espo­nen­ti più rap­pre­sen­ta­ti­vi dell’ in­die tro­ni ca. Or ala pa­ro­la è spa­ri­ta, e va be­ne co­sì. Sono cer­ta che tor­ne­rà, pri­ma o poi, ma il no­stro mo­do di fare mu­si­ca è sem­pre lo stes­so, cer­co di com­bi­na­re elet­tro­ni­ca e al­tri ge­ne­ri».

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