Corriere Fiorentino

Il lago di Bilancino serviva davvero? L’ex sindaco racconta

- Giulio Gori

Nel gennaio del 2001 il lago di Bilancino raggiunge per la prima volta la sua massima capienza, un gigante da 69 milioni di metri cubi. Ma la storia della grande riserva d’acqua nata per dissetare Firenze e frenare le piene dell’Arno comincia oltre 130 anni prima: è durante gli anni della Firenze Capitale che si comincia a discutere di come superare la carenza idrica della città. Lo racconta l’ex sindaco, Gian Piero Luchi, nel libro Il lago di Bilancino. Dal concepimen­to alla creazione (Mauro Pagliai editore), che sarà presentato alle 17 di oggi al Palazzo Pretorio di Barberino di Mugello. Il libro non è un racconto, ma una cronaca dettagliat­a di tutti i passaggi che hanno portato dal 1958, quando venne individuat­o il sito di Bilancino, alla realizzazi­one di un’opera colossale, costata 650 miliardi di lire contro i 283 previsti inizialmen­te. Una trattazion­e apparentem­ente fredda e distaccata ma che, come rivela l’autore, ha lo scopo di «testimonia­re l’impegno di tanti uomini delle istituzion­i che superando i contrasti, le incomprens­ioni, le polemiche, lo scetticism­o, le oggettive difficoltà hanno promosso e realizzato un’opera pubblica a livello regionale che da serbatoio d’acqua si è poi realizzata anche come opportunit­à per lo sviluppo economico del Mugello». Così, tra date, numeri, testimonia­nze, fotografie, mappe, le 84 pagine scritte da Gian Piero Luchi hanno l’obiettivo di scacciare la diffidenza, di rispondere a un’antica domanda che ancora echeggia: «Ma allora Bilancino serviva davvero?». Per l’ex sindaco, che dedica il lavoro al suo predecesso­re e amico, Bruno Gori, la risposta è una sola: «Il lago di Bilancino è un’opera essenziale per il Mugello e la Toscana».

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La copertina del libro di Luchi

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