La lo­gi­sti­ca vi­sta dall'in­ter­no

Se que­sto ser­vi­zio è svol­to in mo­do ap­pros­si­ma­ti­vo o li­mi­ta­to, è l'im­ma­gi­ne dell'azien­da “rap­pre­sen­ta­ta” a ri­met­ter­ci pri­ma di tut­to

Costozero - - Sommario - Da­nie­le Tri­mar­chi Studio Tri­mar­chi da­nie­le@stu­dio­tri­mar­chi.com

di D. Tri­mar­chi

Pen­sa­re alla lo­gi­sti­ca uni­ca­men­te co­me il tra­spor­to di mer­ci da un pun­to all'al­tro di un de­ter­mi­na­to mercato si­gni­fi­ca sot­to­sti­ma­re una del­le prin­ci­pa­li at­ti­vi­tà su cui si ba­sa il com­mer­cio estero. Ba­sti pen­sa­re al fat­to che, ogni vol­ta che si spe­di­sce un pro­dot­to, il con­tat­to con il clien­te fi­na­le è de­man­da­to a un ter­zo che avrà il ruo­lo di svol­ge­re la con­se­gna e, per que­sto, an­che se in­di­ret­ta­men­te, di rap­pre­sen­ta­re l'azien­da. Alla ba­se di tut­to c'è ov­via­men­te il com­pi­to di ge­sti­re il tra­spor­to dei pro­dot­ti dei clien­ti in mo­do ef­fi­cien­te ed ef­fi­ca­ce. Se que­sto ser­vi­zio è svol­to in mo­do ap­pros­si­ma­ti­vo o li­mi­ta­to, è l'im­ma­gi­ne dell'azien­da “rap­pre­sen­ta­ta” a ri­met­ter­ci pri­ma di tut­to. La lo­gi­sti­ca in­ter­na­zio­na­le, per­tan­to, svol­ge un ruo­lo fon­da­men­ta­le nel­la cre­sci­ta e nello svi­lup­po di un'azien­da nel mercato mon­dia­le e oggi sta as­su­men­do una va­len­za stra­te­gi­ca spe­cial­men­te nel­la par­te fi­na­le del per­cor­so, pro­prio in pros­si­mi­tà del clien­te. Ve­dia­mo qua­li sono i trat­ti sa­lien­ti per­ce­pi­ti dall'in­ter­no. In­nan­zi­tut­to l'obiet­ti­vo prin­ci­pa­le di un ope­ra­to­re lo­gi­sti­co è quel­lo di svi­lup­pa­re un mec­ca­ni­smo di con­se­gna eco­no­mi­ca­men­te ef­fi­cien­te che ri­spet­ti i tem­pi “con­cor­da­ti”. In ef­fet­ti, pe­rò non è sem­pre co­sì! L'ope­ra­to­re lo­gi­sti­co non po­trà che of­fri­re i servizi nei tem­pi e nei mo­di con­di­zio­na­ti dal­la ti­po­lo­gia a lui ac­ces­si­bi­le sul mercato. Non di­men­ti­chia­mo­lo: il più del­le vol­te si trat­ta di ve­ri e pro­pri coor­di­na­to­ri del­le at­ti­vi­tà che or­ga­niz­za­no il tra­spor­to del­le mer­ci, da mon­te fi­no ad un cer­to pun­to che po­treb­be essere, e spes­so lo è, an­che in­ter­me­dio alla de­sti­na­zio­ne fi­na­le. Per que­sto mo­ti­vo il livello dei servizi of­fer­to, di­pen­de­rà da una serie di fat­to­ri e non per for­za dal­le ri­sor­se che un im­pren­di­to­re è di­spo­sto a in­ve­sti­re (ad es. un mag­gior co­sto). Stra­te­gi­co ri­sul­ta poi il ti­po di or­ga­niz­za­zio­ne che l'ope­ra­to­re lo­gi­sti­co met­te in piedi e, non ul­ti­mo, le re­la­zio­ni e/o le ca­pa­ci­tà di ne­go­zia­re che lo stes­so ha con ter­ze par­ti (pic­co­li o gran­di tra­spor­ta­to­ri, ship­ping li­ne, vet­to­ri ae­rei etc.). Con­cet­to non sem­pre chia­ro all'im­pren­di­to­re che do­vrà spe­di­re i sui pro­dot­ti all'estero: ad un mag­gior co­sto po­treb­be non ri­flet­ter­si un ser­vi­zio mi­glio­re, ma piut­to­sto un'or­ga­niz­za­zio­ne più com­ples­sa, con i van­tag­gi che vedremo in se­gui­to. L'ope­ra­to­re lo­gi­sti­co sa be­ne che l'in­di­vi­dua­zio­ne del ca­na­le di di­stri­bu­zio­ne ade­gua­to al pro­prio clien­te au­men­ta no­te­vol­men­te le pos­si­bi­li­tà di suc­ces­so dell'azien­da nei mer­ca­ti in­ter­na­zio­na­li. Ec­co al­lo­ra che ri­sul­ta im­por­tan­te per l'im­pren­di­to­re, o per chi valuta gli aspet­ti lo­gi­sti­ci per suo con­to, com­pren­der­ne le lo­gi­che sot­to­stan­ti. Per trar­re un rea­le be­ne­fi­cio, a mio avviso è op­por-

tu­no ten­de­re a svi­lup­pa­re una “sa­na” re­la­zio­ne con il pro­prio in­ter­lo­cu­to­re. Au­spi­ca­bi­le è ca­pi­re se chi si ha di fron­te, pos­sie­de le com­pe­ten­za ido­nee a ge­sti­re le spe­di­zio­ni dei pro­pri pro­dot­ti nei pro­pri mer­ca­ti di sboc­co. Da que­sto si de­su­me che è vin­cen­te fa­re una co­stan­te ana­li­si - più che sui co­sti of­fer­ti del­la con­cor­ren­za - sui servizi svol­ti da­gli ope­ra­to­ri e/o in­ter­me­dia­ri con cui ci si sta in­ter­fac­cian­do. Cer­to, bi­so­gna evi­ta­re di sca­de­re nel­la pu­ra in­tro­mis­sio­ne nel­la ge­stio­ne del for­ni­to­re di servizi, fa­vo­ren­do piut­to­sto un ap­proc­cio a for­ni­re feed­back, scam­biar­si fre­quen­ti pa­re­ri e opi­nio­ni sul­le at­ti­vi­tà in essere e sulla qualità del ser­vi­zio svol­to, ma­ga­ri po­nen­do que­si­ti in­te­si a for­ni­re in­di­ca­zio­ni per mi­glio­ra­re even­tua­li de­bo­lez­ze. Al­tro pun­to im­por­tan­te è va­lu­ta­re la ca­pa­ci­tà dell'ope­ra­to­re di con­trol­la­re tut­to (o quasi) il per­cor­so com­piu­to dal­le mer­ci, pre­fe­ren­do que­gli ope­ra­to­ri che han­no avu­to la ca­pa­ci­tà di espan­der­si nei mer­ca­ti in­ter­na­zio­na­li. In que­sto mo­do si è sicuri che l'ope­ra­to­re lo­gi­sti­co po­trà ga­ran­ti­re un ade­gua­to ser­vi­zio nel mercato di sboc­co. Que­sto, spes­so si tra­du­ce in servizi che non per for­za avran­no un ex­tra co­sto. Il ca­so Ama­zon do­vreb­be far ri­flet­te­re co­me ca­so d'azien­da che pun­ta co­stan­te­men­te alla sod­di­sfa­zio­ne del­la clien­te­la fi­na­le, stu­dian­do co­me ren­de­re frui­bi­le i pro­dot­ti ai con­su­ma­to­ri con servizi sem­pre più in­no­va­ti­vi.Di ri­fles­so, per un ope­ra­to­re lo­gi­sti­co met­te­re al pri­mo po­sto la clien­te­la si tra­du­ce an­che nel po­ter ga­ran­ti­re ai pro­pri clien­ti un tra­spor­to in­ter­mo­da­le con tec­no­lo­gie evo­lu­te, co­me quel­la del trac­cia­men­to del­le pro­prie mer­ci che fa­vo­ri­sce un rea­le avan­za­men­to nell'ef­fi­cien­za dei servizi alle im­pre­se. L'e-com­mer­ce - in pri­mis co­los­si co­me Ama­zon e Ali­ba­ba - sta im­po­nen­do una ra­di­ca­le tra­sfor­ma­zio­ne al set­to­re. Le re­cen­ti fu­sio­ni nello Ship­ping, ma non solo, lo svi­lup­po di al­lean­ze e le strategie di Mer­ger & Ac­qui­si­tion in at­to, han­no lo sco­po di ade­gua­re i servizi alle rin­no­va­te esigenze del­la clien­te­la fi­na­le. Si sta as­si­sten­do a un cam­bio de­gli sche­mi e i gran­di player han­no ca­pi­to da do­ve de­ri­va la mi­nac­cia se non sa­ran­no in gra­do di of­fri­re nel bre­ve tem­po un buon ser­vi­zio. Dal mio per­so­na­le pun­to di vi­sta, co­no­sce­re dall'in­ter­no il set­to­re del­la lo­gi­sti­ca vuol di­re an­che ap­prez­za­re que­gli ope­ra­to­ri che stan­no di­mo­stran­do di ave­re le ca­pa­ci­tà e so­prat­tut­to il coraggio di con­so­li­da­re le pro­prie po­si­zio­ni, ma­ga­ri con in­ve­sti­men­ti spes­so in­gen­ti che gli con­sen­to­no una pre­sen­za in più mer­ca­ti. «L’e-com­mer­ce - in pri­mis co­los­si co­me Ama­zon e Ali­ba­ba - sta im­po­nen­do una ra­di­ca­le tra­sfor­ma­zio­ne al set­to­re. Le re­cen­ti fu­sio­ni nello Ship­ping, ma non solo, lo svi­lup­po di al­lean­ze e le strategie di Mer­ger & Ac­qui­si­tion in at­to, han­no lo sco­po di ade­gua­re i servizi alle rin­no­va­te esigenze del­la clien­te­la fi­na­le. Si sta as­si­sten­do a un cam­bio de­gli sche­mi e i gran­di player han­no ca­pi­to da do­ve de­ri­va la mi­nac­cia se non sa­ran­no in gra­do di of­fri­re nel bre­ve tem­po un buon ser­vi­zio»

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