Au­to­stra­de, re­ga­li di Sta­to a Tren­ti­no e grup­po Benetton

SOT­TO L’AL­BE­RO Del­rio sta pre­pa­ran­do il do­no di Na­ta­le ad Au­to­stra­de per l’Ita­lia: con­ces­sio­ne al­lun­ga­ta di 4 an­ni e “buo­nu­sci­ta” di 5,7 mi­liar­di se lo Sta­to si ri­pren­de­rà le sue stra­de nel 2042

Il Fatto Quotidiano - - DA PRIMA PAGINA - » DA­NIE­LE MAR­TI­NI

■La pro­ro­ga di quat­tro an­ni del­la con­ces­sio­ne per Aspi va­le ben 17 mi­liar­di, quel­la di 30 an­ni per l’Au­to­bren­ne­ro 8 mi­liar­di. Il pre­zio­so al­lea­to dei dem, la Volk­spar­tei, rin­gra­zia Del­rio

Il Na­ta­le si av­vi­ci­na e sia­mo tut­ti più buo­ni. Il pio e cat­to­li­co mi­ni­stro dei Tra­spor­ti Gra­zia­no Del­rio è buo­no tra i buo­ni. So­prat­tut­to con i con­ces­sio­na­ri au­to­stra­da­li. Per Au­to­stra­de per l'Ita­lia- Aspi del­la fa­mi­glia Benetton, il co­los­so che ge­sti­sce l'Au­to­stra­da del So­le e una re­te di ol­tre mil­le chi­lo­me­tri da Nord a Sud, il mi­ni­stro sta con­fe­zio­nan­do un re­ga­lo su­per: 4 an­ni da ag­giun­ge­re al­la già lun­ghis­si­ma con­ces­sio­ne che sa­reb­be do­vu­ta sca­de­re nel 2038. Più un “va­lo­re di su­ben­tro”, una spe­cie di buo­nu­sci­ta au­to­stra­da­le stel­la­re del va­lo­re di 5 mi­liar­di e 700 mi­lio­ni di eu­ro, non pre­vi­sto nel con­trat­to ori­gi­na­rio di con­ces­sio­ne. Pro­prio ie­ri il buon Del­rio ha chiu­so un al­tro pac­co do­no au­to­stra­da­le, que­sta vol­ta per gli ami­ci del Süd­ti­ro­ler Volk­spar­tei, i cui vo­ti a Roma so­no mol­to uti­li al Pd e al go­ver­no Gen­ti­lo­ni. Ha con­sen­ti­to al­le pro­vin­ce au­to­no­me di Tren­to e Bol­za­no e al­la re­gio­ne Tren­ti­no-Al­to Adige di ge­sti­re fi­no al 2048 la A22 Au­to­bren­ne­ro, con an­nes­so un gua­da­gno di cir­ca 8 mi­liar­di pri­ma del­le tas­se. In cam­bio ha fin­to di pre­ten­de­re qual­co­sa: i 650 mi­lio­ni di eu­ro che tren­ti­ni e bol­za­ni­ni han­no con­fi­sca­to in ban­ca per 20 an­ni no­no­stan­te per leg­ge do­ves­se­ro ver­sar­li al­lo Sta­to.

I QUAT­TRO AN­NI di pro­ro­ga re­ga­la­ti ai Benetton val­go­no cir­ca 17 mi­liar­di di ri­ca­vi net­ti con­si­de­ra­to che dal 2039 al 2042, se­con­do le sti­me uf­fi­cia­li, gli in­troi­ti ai ca­sel­li Aspi sa­ran­no cre­scen­ti, da un mi­ni­mo di 4 mi­liar­di di eu­ro nel 2039 fi­no a 4,5 nel 2042. Il va­lo­re di su­ben­tro, in­ve­ce, im­por­rà al­lo Sta­to di sbor­sa­re qua­si 6 mi­liar­di se, nel 2042, in­ten­de­rà ri­pren­der­si le sue au­to­stra­de. Som­ma che, in al­ter­na­ti­va, do­vrà pa­ga­re il pri­va­to che vor­rà pren­de­re il po­sto dei Benetton. Due ipo­te­si nel con­cre­to qua­si im­pra­ti­ca­bi­li per­ché la ci­fra da ver­sa­re è co­sì ele­va­ta che i Benetton pos­so­no sta­re tran­quil­li. Di fat­to Del­rio sta la­vo­ran­do per lo­ro.

I Benetton non si li­mi­ta­no a pren­de­re, qual­co­si­na in cam­bio dan­no al­lo Sta­to, ma di va­lo­re più mo­de­sto: co­strui­ran­no un nuo­vo si­ste­ma au­to­stra­da­le in­tor­no a Ge­no­va, la co­sid­det­ta Gron­da, e in più ef­fet­tue­ran­no una sfa­ri­na­ta di in- ter­ven­ti. Il tut­to per cir­ca 8 mi­liar­di di eu­ro, co­sì ri­par­ti­ti: 4,3 mi­liar­di per la Gron­da, il re­sto per una se­rie di am­plia­men­ti da due a tre cor­sie o da tre a quat­tro su trac­cia­ti esi­sten­ti. Da due a tre cor­sie sul­la A11 tra Fi­ren­ze e Pi­sto­ia, sul­la A1 a In­ci­sa Val­dar­no, sul­la A13 tra Fer­ra­ra e Bo­lo­gna e tra Pa­do­va e Mon­se­li­ce e in­fi­ne sul­la A12 a San­ta Ma­ri­nel­la-Tor­rim­pie­tra. Da tre a quat­tro cor­sie sul­la di­ra­ma­zio­ne A14 tra Ra­ven­na e Bo­lo­gna San Laz­za­ro e sul­la A1 tra Milano Sud e Lo­di. In to­ta­le 153 chi­lo­me­tri di nuo­vo asfal­to.

L'ope­ra­zio­ne re­ga­lo­ne di Na­ta­le è in una fa­se avan­za­ta e il mi­ni­stro fa sa­pe­re al Fat­to che “tut­to av­vie­ne all'in­ter­no del­le re­go­le eu­ro­pee”. Il ca­po di­par­ti­men­to per le In­fra­strut­tu­re del mi­ni­ste­ro, la con­si­glie­ra Eli­sa Gran­de, ha già tra­smes­so gli at­ti al Di­par­ti­men­to per le Po­li­ti­che eu­ro­pee del­la Pre­si­den­za del Con­si­glio che a sua vol­ta ha gi­ra­to il tut­to per l'ap­pro­va­zio­ne fi­na­le al­la Com­mis­sio­ne eu­ro­pea. Il pre­sup­po­sto su cui è in­car­di­na­to lo scam­bio ine­gua­le Sta­to-Benetton è un al­le­ga­to di 22 pa­gi­ne in­ti­to­la­to “Me­to­do­lo­gia di cal­co­lo del cre­di­to ta­rif­fa­rio, pro­ro­ga del­la Con­ces­sio­ne e va­lo­re di su­ben­tro”. Do­cu­men­to che Il Fat­to­ha po­tu­to con­sul­ta­re. Tra­dot­to: il te­sto sta­bi­li­sce pri­ma di tut­to che per re­mu­ne­ra­re gli in­ve­sti­men­ti so­ste­nu­ti da Au­to­stra­de per la Gron­da di Ge­no­va e le ter­ze e quar­te cor­sie è ri­te­nu­to im­pro­po­ni­bi­le il ri­cor­so all'au­men­to del­le ta­rif­fe, cioè i pe­dag­gi. Da qui al 2038 gli au­men­ti sa­reb­be­ro sta­ti cor­po­si, con pun­te del 5 per cen­to in al­cu­ni an­ni. Trop­po evi­den­ti i ri­schi di con­te­sta­zio­ne che ne sa­reb­be­ro de­ri­va­ti, più che si­cu­re le pro­te­ste de­gli au­to­mo­bi­li­sti. Per evi­tar­li è sta­to fis­sa­to un cal­mie­re, una ta­rif­fa “pre­de­fi­ni­ta” con au­men­ti del 2,5 fi­no al 2038. Per gli au­to­mo­bi­li­sti è un van­tag­gio so­lo ap­pa­ren­te, per­ché lo “scon­to” al ca­sel­lo lo do­vran­no col­ma­re in se­gui­to con gli in­te­res­si, com­pre­sa la buo­nu­sci­ta dei Benetton.

IL DO­CU­MEN­TO del mi­ni­ste­ro sta­bi­li­sce che “la per­di­ta di ri­ca­vi con­se­guen­te al­le mi­no­ri ta­rif­fe de­ter­mi­na dei va­lo­ri non re­mu­ne­ra­ti de­fi­ni­ti ‘cre­di­ti fi­gu­ra­ti­vi (ta­rif­fa­ri)’ che so­no sog­get­ti a ca­pi­ta­liz­za­zio­ne con ap­pli­ca­zio­ne di un Wacc spe­ci­fi­ca­ta­men­te in­di­ca­to”. Wacc sta per Weighted Ave­ra­ge Co­st of Ca­pi­tal, co­sto me­dio pon­de­ra­to del ca­pi­ta­le. A pa­gi­na 9 vie­ne cal­co­la­to il Wacc per il pe­rio­do del­la con­ces­sio­ne dal 2018 al 2038 e ven­go­no usa­ti i pa­ra­me­tri sta­bi­li­ti da ap­po­si­te de­li­be­re Ci­pe-Co­mi­ta­to in­ter­mi­ni­ste­ria­le di pro­gram­ma­zio­ne eco­no­mi­ca. Il tas­so è fis­sa­to al 5,60 per cen­to in li­nea con le at­tua­li con­di­zio­ni di mer­ca­to. A pa­gi­na 16 e 17 vie­ne de­ter­mi­na­to pe­rò un se­con­do Wacc, di­ver­so dal precedente e mol­to più ele­va­to, 7,95 per cen­to fis­so, va­li­do “per tut­ta la du­ra­ta del­la con­ces­sio­ne”, fi­no al 2042. Per la de­ter­mi­na­zio­ne del se­con­do su­per­tas­so il do­cu­men­to del mi­ni­ste­ro non ci­ta al­cu­na fon­te re­go­la­to­ria: sem­bra una spe­cie di tas­so di fan­ta­sia, un ve­sti­ti­no su mi­su­ra per con­ce­de­re ai Benetton lo stra­bi­lian­te va­lo­re di su­ben­tro. Si fa fa­ti­ca a ca­pi­re per qua­le mo­ti­vo per co­strui­re la Gron­da di Ge­no­va lo Sta­to non ri­cor­ra a si­ste­mi me­no pe­na­liz­zan­ti per la fi­nan­za pub­bli­ca. Per esem­pio emet­ten­do Btp-Buo­ni Po­lien­na­li del Te­so­ro per il cui rim­bor­so nel 2038 sa­reb­be­ro suf­fi­cien­ti i ri­ca­vi ai ca­sel­li di ap­pe­na un pa­io dei 4 an­ni del­la pro­ro­ga.

Vo­ti che a Roma ser­vo­no Un emen­da­men­to pro­lun­ga di 30 an­ni la ge­stio­ne dell’Au­to­bren­ne­ro Il gua­da­gno per Pro­vin­ce au­to­no­me e Re­gio­ne: 8 mi­liar­di

Ansa

Bab­bo Na­ta­le

Il mi­ni­stro dei Tra­spor­ti, Gra­zia­no Del­rio

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