Ope­ra­zio­ne ve­ri­tà su Pil e crescita

Il Fatto Quotidiano - - IL FATTO ECONOMICO - » STE­FA­NO FELTRI

▶“TUT­TI

gli italiani do­vreb­be­ro sa­pe­re qual è la ve­ra si­tua­zio­ne eco­no­mi­ca in Ita­lia”. L’ex pre­mier fin­lan­de­se e og­gi vi­ce­pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne eu­ro­pea Jir­ky Katainen non è mai sta­to te­ne­ro con l’Ita­lia, fin da quan­do, nel 2011, gui­da­va il fron­te dell’au­ste­ri­tà con­tro i Pae­si all’epo­ca a ri­schio de­fault, co­me l’Ita­lia o la Gre­cia. Ma co­me si spie­ga un suo at­tac­co co­sì vio­len­to? Pri­ma ri­fiu­ta di an­ti­ci­pa­re il giu­di­zio del­la Com­mis­sio­ne sull’im­pian­to del­la leg­ge di Sta­bi­li­tà in­via­to dal go­ver­no Gen­ti­lo­ni a Bru­xel­les. Poi pe­rò com­men­ta che “tut­ti pos­so­no ve­de­re dai nu­me­ri che la si­tua­zio­ne in Ita­lia non sta mi­glio­ran­do”. E que­sto nel gior­no in cui l’Istat di­vul­ga nu­me­ri tut­to som­ma­to po­si­ti­vi sul­la crescita in Ita­lia in ba­se ai qua­li il Pil nel 2017 do­vreb­be cre­sce­re dell’1,6 per cen­to, più del­le at­te­se. È il so­li­to pre­giu­di­zio nor­di­co an­ti-ita­lia­no?

In par­te si­cu­ra­men­te sì, la Com­mis­sio­ne eu­ro­pea è mol­to me­no osti­le di quan­to sem­bra dal­le pa­ro­le di Katainen, tan­to da rin­via­re il giu­di­zio fi­na­le sul­la man­ca­ta correzione del de­fi­cit strut­tu­ra­le ita­lia­no (0,3 per cen­to del Pil in­ve­ce del­lo 0,6 pro­mes­so) a do­po le ele­zio­ni 2018. Ma Katainen, pur con i suoi to­ni ru­di, su una co­sa ha ra­gio­ne: gli italiani han­no una per­ce­zio­ne di­stor­ta del­la si­tua­zio­ne eco­no­mi­ca. Fat­to 100 il Pil nel pri­mo tri­me­stre del 2008, cioè pri­ma del­la fa­se acu­ta del­la crisi, se­con­do i cal­co­li del­la Lc Ma­cro Ad­vi­sors di Lo­ren­zo Co­do­gno, l’eu­ro­zo­na ha re­cu­pe­ra­to quel li­vel­lo a fi­ne 2014 e ora viag­gia in­tor­no a quo­ta 107, cioè nel suo com­ples­so sta me­glio che die­ci an­ni fa. L’Ita­lia in­ve­ce con­ti­nua ad ar­ran­ca­re, pur con la crescita mag­gio­re di que­st’an­no, è an­co­ra in­tor­no a quo­ta 96 e chis­sà se e quan­do po­trà tor­na­re sui li­vel­li di Pil pre-crisi, men­tre ogni gior­no si am­plia il di­va­rio con le al­tre eco­no­mie del­la mo­ne­ta uni­ca. An­che sen­za ca­ta­cli­smi ti­po un au­men­to dei tas­si di in­te­res­se sul de­bi­to pub­bli­co, la si­tua­zio­ne re­sta cri­ti­ca. Do­vrem­mo sa­per­lo sen­za aver bi­so­gno dei ru­di ri­chia­mi di Katainen.

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