“Non san­no di co­sa par­la­no. E il col­le­ga con­tro­fir­mò tut­to”

Il Fatto Quotidiano - - ITALIA - G. B.

Il giudice An­to­nio Espo­si­to è sta­to il pre­si­den­te del­la se­zio­ne fe­ria­le del­la Cas­sa­zio­ne che il 1° ago­sto 2013 ha con­fer­ma­to e re­sa de­fi­ni­ti­va la con­dan­na di Sil­vio Ber­lu­sco­ni a quat­tro an­ni per fro­de fi­sca­le. Ha ascol­ta­to le re­gi­stra­zio­ni in cui il suo col­le­ga Ame­deo Fran­co di­ce che lui non era d’ac­cor­do e che è sta­to tut­to un complotto con­tro Ber­lu­sco­ni? Chia­ria­mo su­bi­to un fat­to: la de­ci­sio­ne di con­fer­ma­re la sen­ten­za d’ap­pel­lo è sta­ta pre­sa da un col­le­gio di cin­que giu­di­ci. Il col­le­ga Ame­deo Fran­co era il giudice re­la­to­re e, co­me tut­ti noi, non so­lo ha di­scus­so il ca­so, ha ac­cet­ta­to la sen­ten­za di cui è sta­to an­che esten­so­re in­sie­me agli al­tri com­po­nen­ti, e ne ha an­che ap­pro­va­to la mo­ti­va­zio­ne, in tut­te le sue par­ti, fir­man­do ogni pa­gi­na.

Poi co­sa è suc­ces­so?

A di­stan­za di set­te an­ni si con­ti­nua a pro­va­re a de­le­git­ti­ma­re una sen­ten­za pas­sa­ta in giu­di­ca­to, do­po che 11 ma­gi­stra­ti han­no con­ve­nu­to sul­la re­spon­sa­bi­li­tà di Ber­lu­sco­ni, pren­den­do­mi di mi­ra in quan­to pre­si­den­te del col­le­gio. Io in­ve­ce mi chie­do per­ché il re­la­to­re sen­ta il bi­so­gno di in­con­tra­re il suo im­pu­ta­to per giu­sti­fi­car­si dell’esi­to del pro­ces­so. Ri­ten­go che sia que­sto il ve­ro fat­to gra­vis­si­mo e in­quie­tan­te di tut­ta la vi­cen­da. E mi de­vo chie­de­re: do­ve av­ven­ne quell’in­con­tro, o que­gli in­con­tri? Quan­do? In che cir­co­stan­ze? Da chi fu sol­le­ci­ta­to? La re­gi­stra­zio­ne è sta­ta fat­ta a in­sa­pu­ta del giudice, dun­que è abu­si­va? Non lo so. Po­treb­be an­che essere sta­ta con­cor­da­ta; una co­sa è cer­ta: che si è aspet­ta­to la sua mor­te per di­vul­ga­re il con­te­nu­to del­la re­gi­stra­zio­ne, ren­den­do im­pos­si­bi­le con­te­sta­re al giudice Fran­co la fal­si­tà del­le af­fer­ma­zio­ni.

Lei sa­pe­va di que­sta re­gi­stra­zio­ne? Sì, ne ave­va ac­cen­na­to Ber­lu­sco­ni nel 2017 nel pro­gram­ma di Bru­no Ve­spa, di­cen­do che “ave­va la pro­va” con­te­nu­ta in una re­gi­stra­zio­ne che la sen­ten­za di Cas­sa­zio­ne era a suo di­re vi­zia­ta. L’ho su­bi­to ci­ta­to in se­de ci­vi­le; mi ero ri­ser­va­to di chie­de­re al giudice che or­di­nas­se il de­po­si­to del­la re­gi­stra­zio­ne.

Lei e gli al­tri quat­tro giu­di­ci del col­le­gio su­bi­ste pres­sio­ni per con­dan­na­re Ber­lu­sco­ni?

Nes­su­na pres­sio­ne per con­dan­na­re, ri­cor­do so­lo, e la que­stio­ne po­treb­be non ave­re al­cun ri­lie­vo, che fui in­vi­ta­to mol­to gen­til­men­te da Co­si­mo Fer­ri, a Pon­tre­mo­li, al pre­mio Ban­ca­rel­la. Man­ca­va­no due set­ti­ma­ne al­la sen­ten­za e per mo­ti­vi d’op­por­tu­ni­tà de­cli­nai l’in­vi­to.

Ame­deo Fran­co nel­la re­gi­stra­zio­ne mo­stra di essere in net­to di­sac­cor­do con la sen­ten­za.

Fran­co di­ce che i pre­ce­den­ti del­la ter­za se­zio­ne era­no di se­gno op­po­sto al­la no­stra de­ci­sio­ne. E que­sto non è ve­ro: men­te sa­pen­do di men­ti­re, per­ché nel­la sen­ten­za ab­bia­mo ri­por­ta­to per nu­me­ro­se pa­gi­ne pre­ce­den­ti sen­ten­ze pro­prio del­la ter­za se­zio­ne, le cui de­ci­sio­ni sul si­ste­ma del­le “fro­di ca­ro­sel­lo” (lo stes­so si­ste­ma con­te­sta­to al Ber­lu­sco­ni) era­no in li­nea con quan­to ab­bia­mo so­ste­nu­to nel­le no­stre mo­ti­va­zio­ni. An­zi di­rò di più. Ri­por­tam­mo an­che la sen­ten­za, sem­pre del­la ter­za se­zio­ne, che ave­va ri­get­ta­to il ri­cor­so di Agra­ma (per le pre­ce­den­ti an­nua­li­tà fi­sca­li).

Ave­te con­dan­na­to senza pro­ve? Ne­gli at­ti del pro­ces­so vi è un’im­po­nen­te pro­va te­sti­mo­nia­le e do­cu­men­ta­le, tra cui di fon­da­men­ta­le im­por­tan­za la “le tte­ra-con­fes­sio­ne” di Agra­ma, scrit­ta a Fi­nin­ve­st nel 2003.

È ve­ro che, per far con­dan­na­re l’im­pu­ta­to, la sen­ten­za fu di­rot­ta­ta a voi del­la fe­ria­le, men­tre do­ve­va an­da­re al­la se­zio­ne rea­ti fi­sca­li?

Nul­la di più fal­so.

Il pro­ces­so da Milano arriva in Cas­sa­zio­ne pro­prio al­la ter­za se­zio­ne pe­na­le, quel­la di Ame­deo Fran­co. E fu pro­prio la ter­za se­zio­ne ad in­ve­sti­re la se­zio­ne fe­ria­le del pro­ces­so in que­stio­ne, in­vian­do il fa­sci­co­lo il 9 lu­glio 2013, con la scrit­ta “URGENTISSI­MO, pre­scri­zio­ne 1 ago­sto”. Una vol­ta ri­ce­vu­to, io ho l’ob­bli­go di fis­sa­re l’udienza il 30 lu­glio, per evi­ta­re la pre­scri­zio­ne.

Il vo­stro col­le­gio fe­ria­le è sta­to for­ma­to co­me un “plo­to­ne d’ese­cu­zio­ne” per con­dan­na­re Ber­lu­sco­ni?

Non san­no di che co­sa par­la­no. O lo san­no e vo­lu­ta­men­te tac­cio­no: la com­po­si­zio­ne dei col­le­gi del­la se­zio­ne fe­ria­le del 2013 av­ven­ne il 21 mag­gio con de­cre­to del pre­si­den­te del­la cor­te di cas­sa­zio­ne. Gli at­ti del pro­ces­so Ber­lu­sco­ni ar­ri­va­no a Ro­ma da Milano all’ini­zio di lu­glio: 40 gior­ni do­po che i col­le­gi era­no sta­ti co­sti­tui­ti.

Il giudice Fran­co di­ce che lei era “pres­sa­to” dal­la Pro­cu­ra di Milano per­ché suo fi­glio Fer­di­nan­do, pm a Milano, era coin­vol­to in sto­rie di dro­ga.

Fal­so. Mio fi­glio non è mai sta­to coin­vol­to in sto­rie di dro­ga. E io non so­no sta­to “pres­sa­to” da nes­su­no. Se Fran­co è giun­to al pun­to di in­ven­tar­si una cir­co­stan­za mia av­ve­nu­ta, di fron­te al sog­get­to che lui stes­so ave­va con­dan­na­to, è le­ci­to chie­der­si il per­ché...

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