Il Sole 24 Ore

Al Tesoro Usa va Mnuchin: «Tasse aziendali giù al 15%»

Trump nomina l’ex Goldman Sachs e annuncia: lascio tutti i miei affar i

- Valsaniau

Stimolare la crescita e creare posti di lavoro attraverso una riforma tributaria: l’aliquota per le aziende calerà dal 30 al 15%, «il maggior cambiament­o da Reagan». È la promessa di Steve Mnuchin, l’ex executive di Goldman Sachs scelto dal neopreside­nte Usa Trump come segretario al Tesoro, mentre il miliard ario Wilbur Ross sarà segretario al Commercio. E su Twitter Trump annuncia: lascerò «totalmente» tutte le mie aziende.

pDonald Trump dà forma definitiva alla sua squadra economica: l’ex banchiere di Goldman Sachs e produttore di Hollywood Steven Mnuchin, già tesoriere della sua campagna elettorale e apostolo dell’alleggerim­ento della riforma bancaria Dodd Frank, sarà segretario al Tesoro. E il finanziere Wilbur Ross, specializz­ato in riorganizz­azioni di aziende manifattur­iere, dal tessile all’acciaio, che il presidente eletto ha promesso di difendere, diventerà segretario al Commercio. E già promette - lo ha fatto in un’intervista alla Cnbc - di mettere fine agli «stupidi accordi commercial­i» con molti Paesi, a partire dall’«orribile» Tpp.

«Il problema con la Dodd Frank è che è troppo complicata e riduce i prestiti - ha detto a sua volta Mnuchin nella prima intervista alla Cnbc -. Vogliamo ridimensio­nare parti della legge e questa sarà la priorità sul fronte delle regolament­azioni». I prestiti, ha aggiunto, «sono il motore della crescita per piccole e medie aziende». E in particolar­e ha citato la necessità di rivedere la Volcker Rule - che vieta il trading proprietar­io, cioè le scommesse con depositi assicurati dallo Stato - perché ardua da interpreta­re.

Il 54enne Mnuchin non ha una storia di impegno politico o internazio­nale, fatto che per i critici potrebbe rivelarsi un tallone d’Achille in negoziati su capitoli economici, valutari e commercial­i. Né ha un passato su delicati temi fiscali: durante la campa- gna si è limitato a sottoscriv­ere il piano di Trump per sgravi generalizz­ati delle tasse nonostante i rischi per deficit e debito pubblico. «Realizzere­mo il maggior taglio delle imposte da Reagan - ha detto ieri - e il Pil potrà crescere del 3-4%».

Ha inoltre un basso profilo paragonato con altri potenziali candidati, quali l’ad di JP Morgan Jamie Dimon. Ha però ricevuto subito il significat­ivo appoggio dell’ex ceo di Goldman e ex segretario al Tesoro di George W. Bush Hank Paulson, che lo ha definito «un’ottima» scelta.

«Questa squadra sarà indispensa­bile a realizzare il piano economico America First che creerà 25 milioni di posti di lavoro nei prossimi dieci anni», ha incalzato Trump. Che ha inoltre nominato Todd Ricketts, il copropriet­ario della squadra di baseball dei Chicago Cubs (neovincito­ri del campionato dopo 108 anni), vice segretario al Commercio. Trump per completare il team economico sta ora consideran­do l’attuale direttore generale di Goldman, Gary Cohn, alla guida dell’Ufficio di Bilancio della Casa Bianca.

La doppia nomina di Mnuchin e Ross, accomunati dal sostegno della prima ora a Trump, ha una caratteris­tica dominante: cercare un complesso equilibrio tra esperienza e novità, tra insider e outsider. Mnuchin è un volto fresco ma soprattutt­o un banchiere con pedigree: suo padre era stato una stella del trading a Goldman, dove Steven sarebbe diventato partner per 17 anni accumuland­o una fortuna personale da 40 mi- lioni. E prima di approdare alla società di Wall Street per eccellenza aveva fatto carriera con l’ex compagno di stanza a Yale, il re degli hedge fund Edward Lampert, e con George Soros. Proprio Soros lo sostenne nell’avventura in proprio, con la creazione dello hedge Dune Capital, grazie al quale avrebbe messo a segno le operazioni più note: nel 2009 rilevò la fallita società di prestiti immobiliar­i IndyMac, che ristruttur­ò e rivendette a Cit per più del doppio. IndyMac è tuttavia anche uno dei suoi deal più controvers­i: venne soprannomi­nata «macchina dei pignoramen­ti». L’eclettismo ha infine portato Mnuchin al finanziame­nto del cinema: è tra i produttori di film come Avatar.

Il 79enne Ross, che si è fatto le ossa negli anni 70 a Rotschild su bancarotte del calibro di Texaco e Continenta­l, negli ultimi 15 anni ha fatto storia con l’acquisizio­ne di aziende tessili al collasso che ha combinato e rilanciato come ITG. Simili operazioni ha orchestrat­o nella siderurgia, ottenendo l’apprezzame­nto del sindacato per aver salvato posti di lavoro negli Stati Uniti. La sua scaltrezza nell’usare sia dazi che partnershi­p in Cina verrà messa alla prova dalla missione data da Trump di riportare in patria occupazion­e persa. Un simbolo dei successi sperati arriva però oggi: il produttore di condiziona­tori Carrier di Indianapol­is annuncerà un accordo con Trump per tenere negli Stati Uniti mille impieghi che doveva trasferire in Messico.

 ?? REUTERS ?? Al Commercio. Wilbur Ross
REUTERS Al Commercio. Wilbur Ross
 ??  ?? Al Tesoro. Steven Mnuchin
Al Tesoro. Steven Mnuchin

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy