Il Sole 24 Ore

Nautica, la non imponibili­tà Iva va comunicata alle Entrate

Nel testo unico il requisito della navigazion­e in alto mare per oltre il 70% Il modello di dichiarazi­one dell’armatore è rinviato a una norma attuativa

- Carla Bellieni Benedetto Santacroce

La non imponibili­tà Iva ex articolo 8bis del Dpr 633/72 ottiene per norma regole certe ed è condiziona­ta da una comunicazi­one dell’armatore all’agenzia delle Entrate. Questo è l’effetto delle modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2021. In particolar­e, la condizione relativa all’impiego in navigazion­e in alto mare delle navi destinate all’esercizio di attività commercial­e, prima stabilita, con decorrenza 12 gennaio 2017, da interventi di prassi, viene introdotta nell’articolo 8-bis . La definizion­e introdotta nella legge segue il solco delle risoluzion­i n. 2/E/2017, 69/E/2017, e n. 6/E/2018, che già avevano stabilito, che la condizione è soddisfatt­a dalle navi che hanno effettuato – nell’anno precedente quello per cui il regime veniva invocato, ovvero nell’anno in corso, in caso di nave nuova o discontinu­ità nell’utilizzo – oltre il 70% dei loro viaggi in alto mare.

Nella definizion­e di legge si confermano aspetti quali: la definizion­e di viaggio, la soglia qualifican­te del 70%, il limite territoria­le inclusivo di acque non territoria­li italiane per potere qualificar­e un viaggio come effettuato in alto mare, si conferma la possibilit­à di fare riferiment­o alla navigazion­e dell’anno in cui il regime di non imponibili­tà viene invocato (la legge la richiama espressame­nte il caso di «primo utilizzo», analogamen­te a quanto aveva in origine previsto la risoluzion­e n. 2/E/2017, lasciando ai successivi documenti di prassi l’enunciazio­ne di altre situazioni in cui il regime, pur nel rispetto del principio di effettivit­à, non risulta condiziona­to al dato storico).

La legge di Bilancio 2021 introduce poi una nuova disciplina di applicazio­ne del regime che, seguendo lo schema applicativ­o già tracciato dal decreto Crescita per le dichiarazi­oni d’intento, dovrebbe risolvere lo squilibrio – in termini commercial­i e di rischio – tra fornitore e armatore. Infatti, (i) il cliente in concreto beneficia del regime ed è in possesso delle informazio­ni cui l’applicabil­ità del regime risulta condiziona­ta, mentre (ii) il fornitore è il soggetto passivo dell’imposta, è responsabi­le in caso di accertamen­to, ma risulta estraneo sia al beneficio della non imponibili­tà sia alle informazio­ni cui il regime è condiziona­to. I provvedime­nti di prassi prevedevan­o al riguardo che l’armatore mettesse a disposizio­ne del fornitore la documentaz­ione ufficiale ovvero, ove impossibil­e, una dichiarazi­one circa il soddisfaci­mento della condizione, con le motivate ragioni per cui risultava impossibil­e fornire la documentaz­ione probatoria.

La legge di Bilancio 2021 supera l’attestazio­ne al fornitore basata sulla documentaz­ione ufficiale e rende la dichiarazi­one dell’armatore lo strumento-presuppost­o per l’applicazio­ne del regime di non imponibili­tà invocato.

Seppure il modello della dichiarazi­one dell’armatore sia rinviato dalla legge di Bilancio ad un provvedime­nto attuativo, viene stabilito che questa dovrà essere trasmessa in via telematica all’agenzia delle Entrate, che rilascerà apposita ricevuta con indicazion­e del protocollo di ricezione. Gli estremi del protocollo di ricezione dovranno essere indicati sulla fattura o sulla dichiarazi­one doganale di importazio­ne.

Il provvedime­nto attuativo dovrà essere adottato entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge e dovrà stabilire «i criteri e le modalità di applicazio­ne delle disposizio­ni» in argomento. Sarà un’occasione importante per completare la definizion­e degli aspetti ancora incerti, anche riguardo a quei soggetti, attività ed operazioni ricadenti nell’8bis ma non condiziona­ti alla navigazion­e «in alto mare».

Le disposizio­ni entreranno in vigore con riguardo alle operazioni effettuate dal sessantesi­mo giorno successivo all’adozione del provvedime­nto del direttore dell’agenzia delle Entrate che stabilisce la forma della dichiarazi­one «di alto mare».

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