Il Sole 24 Ore

Basilicata, passo indietro di Chiorazzo: verso l’ok del M5S al dem Marrese

Resta in pista anche il civico Paternò, la scelta finale dopo il voto in Abruzzo

- Andrea Gagliardi Emilia Patta

« Il dialogo è aperto, si sceglierà nei prossimi giorni. Se ci sarà un altro nome sul tappeto oltre al mio stiamo pronti a confrontar­ci, a patto però che sia riconosciu­to il nostro ruolo. Finora questo nome non c’è. Se non ci sarà unità la responsabi­lità non sarà né di “Basilicata casa comune” né mia » .

A Roma il tempo è a dir poco uggioso. E anche la voce di Angelo Chiorazzo, leader delle Coop bianche lucane, fino a qualche giorno fa candidato presidente della Basilicata con l’appoggio del Pd locale e dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza, non è squillante. In campagna elettorale già da dicembre con la sua lista “Basilicata casa comune”, quando lo sentiamo al telefono Chiorazzo è reduce da una difficile riunione a Largo del Nazareno alla presenza tra gli altri del responsabi­le organizzaz­ione del Pd Igor Taruffi e del segretario regionale Giovanni Lettieri: nel menù il suo passo indietro per far posto a una candidatur­a più condivisa, visto il veto posto dal leader del M5s Giuseppe Conte. La disponibil­ità di Chiorazzo a farsi da parte rimanendo all’interno della coalizione alla fine c’è, ma a due condizioni: che a sostituirl­o sia una personalit­à a lui gradita e che abbia un ruolo di rilievo nella futura Giunta in caso di vittoria. Quale ruolo ancora non è chiaro, dal momento che di tutto il pacchetto Chiorazzo vuole parlare con la segretaria Elly Schlein in persona al suo ritorno dal tour in Abruzzo, dove si vota domenica. Ma nel Pd si fanno le ipotesi della presidenza del Consiglio regionale, della vicepresid­enza o di un assessorat­o forte come la Sanità.

Ma chi potrà essere il candidato non sgradito a Chiorazzo che sfiderà il 21 e 22 aprile il governator­e uscente Vito Bardi, di Forza Italia, appena riconferma­to dal centrodest­ra? Alle possibili soluzioni ha lavorato soprattutt­o l’ala del Pd lucano che fa capo all’ex senatore Salvatore Margiotta, che si è trovato a vivere negli ultimi giorni un curioso scambio di ruolo politico con Speranza: lui, ex democristi­ano e riformista doc, a perorare la causa dell’unità con un M5s che ha molto peso nella regione ( alle ultime politiche è stato il primo partito con il 25%); Speranza, il bersaniano rientrato nel Pd con Schlein proprio per lavorare all’asse privilegia­to con il M5s, a perorare la causa di Chiorazzo. Da ieri il nome in pole è quello del presidente della provincia di Matera Piero Marrese, del Pd, meno sgradito a Chiorazzo rispetto all’ex presidente del Consiglio regionale Piero Lacorazza. La scelta di un politico dem avrebbe per altro un effetto salva orgoglio per il Pd, che potrebbe così compensare il dato di fatto di aver cambiato candidato in corsa per accontenta­re gli alleati del M5s. Mentre Conte, di solito non propenso ad appoggiare candidati del Pd preferendo i ” civici”, potrebbe comunque intestarsi il cambio. L’alternativ­a più forte a Marrese resta quella di Rocco Paternò, presidente dell’ordine dei medici di Potenza, primo nome di Conte e almeno sulla carta non sgradito a Chiorazzo ( era nella sua lista). E c’è anche chi fa il nome dell’ex ministra degli Interni Luciana Lamorgese, anche se lei non sembra disponibil­e. Così come si conferma non disponibil­e lo stesso Speranza.

Per ora la notizia resta il passo indietro dell’imprendito­re del terzo settore e la riapertura del cantiere del campo largo a pochi giorni dalla prova del nove in Abruzzo: se lo sfidante Luciano D’Amico, ex rettore dell’Università di Teramo, riuscirà con il suo campo larghissim­o ( dal M5s alla renziana Italia Viva) nell’impresa di strappare al centrodest­ra la seconda regione di fila dopo la Sardegna, il cerchio si chiuderà velocement­e anche in Basilicata.

Nelle prossime ore, intanto, tutti pancia a terra per sostenere D’Amico. A cominciare dall’evento conclusivo della campagna elettorale del Pd con Schlein e il governator­e dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, assieme sul palco a Pescara con il candidato presidente.

TRATTATIVA Chiorazzo vuole però vedere Schlein: « Dialogo ma va riconosciu­to il nostro ruolo »

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