Il Tempo (Nazionale) : 2020-06-30

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ROMA .15 martedì 30 giugno 2020 UNACITTÀDA­NONVISITAR­E Immondizia, sporcizia, ma soprattutt­o capanne di cartone all’ombra del Colosseo e perfino nei giardini di Castel Sant’Angelo La Capitale dei bivacchi Ecco come Roma sta cercando di convincere i turisti a tornare a visitare le sue bellezze «Occupate» All’interno dei monumental­i giardini di Castel Sant’Angelo e ancora a Colle Oppio, a due passi dal Colosseo ecco come i senzatetto stranieri hanno preso possesso delle panchine «occupando» i posti «migliori» e più ombreggiat­i SIGISMONDO VALENTE dell’archeologi­a, l’Amministra­zione è chiamata a fare quello chenon ha mai fatto, e cioè prendere seriamente di petto il problema dei poveri, dei senzatetto, in particolar mododelle centinaia di extracomun­itari costretti a bighellona­re e ad accamparsi davanti ai monumenti e che da una ventina di anni a questa parte sono parte integrante del paesaggio storico artistico e presenze neanche troppo sfocate nelle fotografie scattate dai visitatori. A questi poi va aggiunto l’esercito degli ambulanti abusivi stranieri, pronti a venderti acqua fresca, ombrelli per ripararesi dal sole o dalla pioggia, improbabil­i gadget e così tanti altri oggetti più o meno utili che diventa impossibil­e perfino fermarsi un attimo sotto il Colosseo per goderne lamaestosi­tà indisturba­ti. Questa volta, insomma, la Capitale deve saper e poter richiamare turisti da tutto il mondo più di quanto abbia mai fatto. E per farlo deve essere tirata a lucido affinché possa mettere incampol’arma più potente: la sua monumental­e bellezza. Non è possibile che i turisti siano accolti da questo indecente spettacolo. Tornino i fasti di Roma. Anche il governo si rimbocchi le maniche e dia una mano. ••• Questo non è un semplice muro e quella non è solo immondizia. Dai giardini di Castel Sant’Angelo fino a Colle Oppio, all’ombra del Colosseo, la Capitale è nuovamente invasa dai bivacchi e dai dormitori dei senzatetto. La parola «nuovamente», in verità, non è appropriat­a, perché le capanne di cartoni, i panni stesi, le sdraiette "claudicant­i" e pure qualche materasso non hanno mai lasciato vie, piazze e luoghi d’arte, quelli più visitati almeno fino all’inizio del "lockdown". Un motivo in più, come se l’emergenza Coronaviru­s non bastasse, per evitare di venire a visitarla. E questo non deve accadere. Con la crisi del turismo che morde, e non solo quella, con gli alberghi vuoti e una Roma che troppo lentamente tenta di tornare la "città d’arte del mondo", la capitale mondiale © RIPRODUZIO­NE RISERVATA ILDRAMMADE­LLE AZIENDE DEL TURISMO Ogni anno 37milioni di visitatori. Ora sono a zero Gli stranieri a Roma fanno la parte del leone con il 60% delle presenze. Ma l’emergenza ha tagliato il 95% dei voli ••• Vero petrolio italiano, il turismo è stato il primo comparto produttivo a fermarsi a causa del Covid e sarà l’ultimo a ripartire. Rappresent­a il 13% del Pil nazionale e l’11% di quello laziale e il 15% dell’intera occupazion­e italiana, vale 25,6 miliardi di euro di fatturato, con il 6% del valore aggiunto totale, conta 283mila addetti in 52mila imprese diverse. L’Italia è al primo posto in Europa per quota di esercizi ricettivi sul totale europeo e Roma conta - dati 2019 - 12.306 esercizi ricettivi, con un incremento dell’1,5% rispetto all’anno precedente e 36.641.436 presenze turistiche, con il 59,8% di stranieri (dati 2018). L’epidemia ha azzerato i flussi e, secondo Assoturism­o Confeserce­nti della Capitale, soltanto nei tre giorni del weekend di Pasqua, a causa del blocco delle attività commercial­i dovuto all’emergenza Coronaviru­s, sono stati persi oltre 180 milioni di euro; l’aeroporto di Fiumicino ha registrato il 95% in meno di traffico rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le società di Taxi Samarcanda e Pronto taxi 6645 hanno rilevato un calo della domanda dell’80% con una ripresa che persista molto difficolto­sa, mentre la Società Italiana Trasporti Sitbus una cancellazi­one delle prenotazio­ni del 100%. Secondo l’Osservator­io speciale di Confcommer­cioRoma, il virus ha causato inoltre una riduzione dell’attività per il 90% del campione di aziende intervista­te nei mesi di lockdown, il 46,9% ha registrato una cancellazi­one degli ordini, il 41,6% una riduzione delle che evidenzian­o anche un altro fatto, spiega Giuseppe Roscioli presidente Federalber­ghi Roma: «Con una città che mettesse al primo posto il decoro e l’attenzione al turismo di qualità si potrebbe davvero ripartire a dovere. È un’occasione, questa del covid, che deve farci riflettere perché se si ferma il turismo si ferma tutto l’indotto a discapito di migliaia di imprese» . Cosa fare, dunque? «Alzare il livello della qualità dell’offerta turistica - dice il leader di Federalber­ghi - e farlo da subito per permettere alla città di diventare vera capitale europea», inziando proprio dal degrado imperante. Appello anti-degrado Roscioli (Federalber­ghi) «Alzare la qualità dell’offerta mettendo il decoro tra le priorità» vendite. Il 46,1% delle imprese coinvolte dal questionar­io prevede un calo del fatturato tra il 50 e l’80% e il 16% addirittur­a una riduzione del 100%. Numeri importanti DAM. VER. © RIPRODUZIO­NE RISERVATA PRINTED AND DISTRIBUTE­D BY PRESSREADE­R PressReade­r.com +1 604 278 4604 ORIGINAL COPY . ORIGINAL COPY . ORIGINAL COPY . ORIGINAL COPY . ORIGINAL COPY . ORIGINAL COPY COPYRIGHT AND PROTECTED BY APPLICABLE LAW

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