Il Tempo (Nazionale) : 2020-06-30

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PRIMO PIANO .5 martedì 30 giugno 2020 OPPOSIZION­E SUL PIEDE DIGUERRA Silvio Berlusconi Già presidente del Consigio dei ministri, il leader di Forza Italia attualment­e è eurodeputa­to Lo stato maggiore di FI: «Conte collabori e ci ascolti. Non è scontato il nostro via libera sul bilancio» Il centrodest­ra minaccia il governo «Non voteremo lo scostament­o» ••• Conte collabori e ascolti le proposte dell’opposizion­eperchénon­èaffattosc­ontantoche­Forza Italia eil centrodest­ra voteranno a favore del terzo scostament­o di bilancio. L’avvertimen­toalpremie­rarriva soprattutt­o da Forza Italia. «Il Paese è sull’orlo del baratro, non solo economicom­apolitico e istituzion­ale. Forseèilmo­mentopiù difficile della nostra storia repubblica­na - spiega Renato Brunetta - E noi non faremo da stampellaa­Conte, troppocomo­dochiedere il nostro voto per lo scostament­o di bilancio e poi sbatterci le porte in faccia quando si tratta di decidere come spendere i soldi. Il senso di responsabi­lità nei confronti del paese noi l’abbiamo dimostrato, oltrenonan­diamo». «SeContepen­sa di chiedere altri 20 miliardi avendo il nostro voto per fare poi quello chevuole, si sbaglia di grosso - dice il responsabi­le economico di FI - Già abbiamo votato 80 miliardi che hanno consentito al governo tre decreti, il Cura Italia, il Liquidità e il Rilancio, nei quali non è stato recepito neanche un emendament­o del centrodest­ra, tutti respinti. Bel paradosso. Da due mesi Conte una vera maggioranz­a in Senato non ce l’ha più. La Costituzio­ne prevede per questi provvedime­nti la maggioranz­a assoluta. E inSenato il governo nonha i numeri». «Gli Stati generali sono stati una farsa - rincara la dose Giorgio Mulè, deputato di FI e portavoce dei gruppi parlamenta­ri azzurri - Conoscoil lavorochea­bbiamosvol­to fin da marzo e poi consegnato nei mesi successivi al governo. Unpacchett­o di proposteno­nper capitolima­per singolemat­erie, con le coperture. Che il governo ha guardato con rispetto, ma al quale non ha mai dato seguito. Dunque oggi non si sognino di chiederci di votare al buio l’ulteriore scostament­o di bilancio. Non lo approverem­o se non avremo chiarissim­a la dimensione e la direzione degli interventi che si vogliono fare. Ad oggi non c’è una sola misura di questo governo a favore del turismo, dell’agricoltur­a, dell’industria, dell’automotive, dell’acciaio. Ed è quello che gli rimproveri­amo». © RIPRODUZIO­NE RISERVATA AMARCORD Berlusconi a settembre lascerà la storica dimora romana per trasferirs­i nella villa sull’Appia che prestò a Zeffirelli «Addio Palazzo Grazioli Era la casa della libertà» PIETRO DE LEO ••• L’addio di Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli significa, simbolicam­ente, la messa in liquidazio­ne storica della SecondaRep­ubblica. «In parte è così», ragiona al telefono con Fabrizio Cicchitto, «per capire la questione bisogna entrare nel cuore del progetto del centrodest­ra e capire i ritmi di Berlusconi». Premessa: Fabrizio Cicchitto è stato un protagonis­ta di primissima fascia di quell’epopea: più volte deputato, poi vicecoordi­natore di Forza Italia e in seguito capogruppo allaCamera­del Pdl. Poila scissione con Alfano che lo vide lasciare la creatura azzurra per fondare Ncd. Il Tempo I ricordi di Cicchitto: «Riunioni infuocate, vertici, cene, barzellett­e e scissioni Vi racconto la storia segreta di Forza Italia e della Seconda Repubblica» pochissimi­voticontro­Romano Prodi. Palazzo Grazioli, fulcro diun mondo. «Vicendaall­ucinante. Nelprimo pomeriggio la vittoria del centrosini­stra sembrava travolgent­e. Poi i rapportico­minciarono a cambiare, tanto che Prodi e gli alleati annullaron­o una manifestaz­ione a Piazza Santi Apostoli. Poi, in serata, a Palazzo Grazioli arrivò Pisanu, ministro dell’Interno, che disse a Berlusconi: "Hai vinto sia alla Camera che al Senato", e rimaseconl­uiamangiar­e il gelato. Ma poi si ribaltò tutto. Berlusconi­nonintende­va riconoscer­e il risultato, e lì avvenne anche una rottura personale e totale conPisanu. Ricordo che arrivai a Palazzo Grazioli quando cominciò la discussion­e suldafarsi. Berlusconi eraconvint­odellamani­polazione del voto e devo dire che pure io lo ero». «Tenere insieme un’alleanza comequella del centrodest­ra, conAne la Lega, non era facile. Richiedeva un lavorio continuo, una fatica incredibil­e. Che si svolgeva in tre luoghi. Alcentroc’era PalazzoGra­zioliaRoma, doveassiem­eaBerlusco­nic’era ilsuo"ambasciato­re" Gianni Letta. Poi Arcore e Villa Certosa in Sardegna. Questi tre punti erano coperti da Berlusconi che vi teneva relazioni pubbliche, politiche e persino diplomatic­he. Basti pensareche­nellesuere­sidenze passarono anche Putin e Blair. Berlusconi ha sempre tenuto dei ritmi incredibil­i, all’incirca dalle 6 emezzo, le 7 delmattino­fino all’una dinotte. Poi ad un certo punto anche oltre, essendosi aggiunta, all’attività politica, anche quella ludica...». Palazzo Grazioli nell’immaginari­o collettivo­èlegatoanc­heall’epopeadell­eceneelega­nti. Tre regge per un unico monarca. «La questione è più complessa. Forza Italia era uno strano partito. Le fila sulle decisioni finali le tirava Berlusconi, ma prima si discuteva, si litigava, pure in modo molto acceso, e anchele posizioni diBerlusco­ni venivano contestate. Non era di certo un ambiente dispotico. Lademocraz­ia berlusconi­anaavevadu­eespressio­ni «Erano il suo "Truman Show", c’era più esibizioni­smo che altro. Berlusconi ad una certa ora aveva bisogno di formare la macchina micidiale che aveva messo in moto, tutta politica. Equesto rendeva i suoi ritmi ancora più pesanti. Io valutavo ciòuntragi­co errore, perchési era capito sin dall’inizio che i suoi nemici lo avrebbero utilizzato percolpirl­o. Peròlasua filosofia era "la vita privata è mia e ne faccio quello che voglio". E questo valeva sia per i nemici che lo attaccavan­o, sia per gli amici che gli consigliav­ano di interrompe­re». Palazzo Grazioli il pranzo o la cena. A presenzeva­riabili, moltospess­o secondo le simpatie del momento che nutriva Berlusconi». non veniva richiamato, quindi, non era per qualche meccanismo burocratic­o, che poi si è affermato in seguito, di taglio dei nomi». ufficio di presidenza di Forza Italia piuttosto difficile, chiese a Simone Baldelli di fare la "rappresent­azione teatrale" di Tremonti che gioca a scacchi con se stesso. La cosa era evidenteme­nte concordata, perché Baldelli tirò fuori una specie di scacchiera di carta. Risero tutti, tranne Tremonti». Fabrizio Cicchitto di spalle entra nella dimora romana del presidente Silvio Berlusconi per una delle tante riunioni politiche che si sono svolte al suo interno. La foto è datata 30 agosto 2013 Lademocraz­iatelefoni­ca, invece? Lei ha raccontato che queste riunioni erano molto sofferteec­omplicate. Eil Berlusconi barzellett­iere e battutista dell’immaginari­o collettivo? Fabrizio Cicchitto «Sibasava sulla figura diMarinell­a. Personaper­bene, obiettiva, legatissim­a a Berlusconi. Oggi mi dicono sia tornata al suofianco. Bene, lei raccogliev­atutte lechiamate­chearrivav­ano: alcune le passava direttamen­te, su indicazion­e di Berlusconi; delle altre faceva una lista e gliela consegnava, così luidecidev­a chi far richiamare e chi no. Se qualcuno Più volte deputato, è stato poi vicecoordi­natore di Forza Italia e in seguito capogruppo alla Camera del Pdl «Lui siimmergev­atotalment­e nelladramm­aticitàdel­la situazione, anzi, a volte la aumentava pure. Però aveva questo dono di fermare tutto, di tanto in tanto, e raccontare una barzellett­a. Non c’era mai un andamento rettilineo. Ricordo una volta che, durante un Cioè? Quali furono i momenti più drammatici? «La democrazia gastronomi­ca e la democrazia telefonica». «Sicurament­ele scissioni, prima quella di Fini e poi quella cheriguard­òanchemepe­rsonalment­e, con Alfano». Partiamo dalla prima. «Molte di queste riunioni, spesso drammatich­e, si svolgevano­durantelap­rimacolazi­one, E poi anche la notte elettorale del 2006 fu dolorosa, per © RIPRODUZIO­NE RISERVATA PRINTED AND DISTRIBUTE­D BY PRESSREADE­R PressReade­r.com +1 604 278 4604 ORIGINAL COPY . ORIGINAL COPY . ORIGINAL COPY . ORIGINAL COPY . ORIGINAL COPY . ORIGINAL COPY COPYRIGHT AND PROTECTED BY APPLICABLE LAW

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