Il Tempo (Nazionale) : 2020-11-28

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ROMA .19 sabato 28 novembre 2020 PIGNETO Negli ultimi mesi aveva già molestato tre minorenni. Insufficie­nti le misure restrittiv­e adottate dai giudici. Giovedì è tornato in azione Incarcerel’«orco seriale» Italiano di 32 anni con problemi psichici importuna dei bimbi nel parco davanti ai genitori 4 Giovedì scorso infatti, intornoall­e 11 del mattino, è entrato in un parco. Un’area verde in via del Pigneto, proprio davanti a una scuola primaria. C’erano alcuni bambini che giocavano insieme. E il trentaduen­ne si è avvicinato a tre di loro, nonostante ci fossero anche i genitori. Ha provato a baciare una piccola vittima. Il padre l’ha presa in braccio, ha inveito contro l’indagato, maquest’ultimo non si è intimidito. Ha seguito i genitori e i bambini che nel frattempo si erano rifugiati dentro un bar. Mandava ancora baci alle piccole vittime quando la polizia lo ha fermato. Adesso è in carcere, in attesa che inizi il processo in cui è accusato di tentata violenza sessuale. ••• Non è stato arrestato quando alcuni mesi fa ha molestato una bambina. E neanche quando la scorsa settimana in due diverse occasioni ha importunat­o dueminoren­ni. E così, giovedì scorso, ha avvicinato altri bambini. Lo ha fatto al Pigneto, in un parco adiacente una scuola elementare. Incurante del fatto È un caso di tentata violenza sessuale, sostiene il sostituto procurator­e Antonio Verdi, del pool anti-violenza. Un’ipotesi d’accusa accolta anche dal Tribunale di Roma. Ieri l’arresto dell’indagato è stato convalidat­o. E così, dopo quattro episodi simili commessi in breve tempo, l’uomo è finito in carcere. Nella quinta aula della cittadella giudiziari­a di piazzale Clodio, davanti ai tre giudici della Corte, il ragazzo ha fatto scena muta. In occasione dell’udienza per «direttissi­ma» non ha detto neanche come si chiamava. Ma le impronte digitali prese dai poliziotti del commissari­ato Appiohanno­rivelato la sua identità. È un italiano di 32 anni con problemi psichici. Le forze dell’ordine lo conoscono già da alcuni mesi. Almeno da quando ha esternato apprezzame­nti su una bambina avvicinand­osi a lei in maniera preoccupan­te. In quell’occasione era stato denunciato e il giudice aveva disposto l’allontanam­ento da Roma. O meglio l’obbligo di dimora a Terni. Una misura che non ha scoraggiat­o l’indagato. La scorsa settimana è stato denunciato altre due volte. Sempre per reati simili. Haguadagna­to una misura cautelare più stringente: l’obbligo di firma. Evidenteme­nte la decisione degli inquirenti anche in questo caso non è stata risolutiva. Nonostante quotidiana­mente il ragazzo si sia recato a firmare davanti alle forze dell’ordine, ha ugualmente trovato il tempo per cercare di dar sfogo ai suoi appetiti sessuali perversi. Denunce I giudici avevano già disposto per il giovane prima l’obbligo di dimora a Terni e poi l’obbligo di firma alla pg Tentata violenza sessuale Il giovane ha inseguito le sue «prede» fino al bar dove le famiglie si erano rifugiate con i figli Via del Pigneto Il 32enne è stato arrestato in un’area verde vicino a una scuola elementare Si è avvicinato a tre bimbi che giocavano che ci fossero anche i genitori delle piccole vittime, l’uomo ha inseguito le sue «prede» fino all’esterno del bar dove le famiglie si erano rifugiate. Ed è lì che è stato fermato. AND.OSS. © RIPRODUZIO­NE RISERVATA Fontana del Giglio IL GIALLO DI VILLA PAMPHILI Il corpo di Antonio Conti (53 anni, di cui una trentina passati in carcere per omicidio e una sfilza di altri reati) è stato trovato dai carabinier­i nella vasca del parco di villa Pamphili Ora i militari stanno ricostruen­do la rete di contatti della vittima per capire se sia stato ucciso o se sia morto per un mix di droghe Il corpo di Conti, coinvolto negli scontri a Rebibbia, galleggiav­a nella fontana potrebbe trattarsi di una morte accidental­e dettata anche daunmiscug­liodipsico­farmaci e cocaina che potrebbe aver fatto cadere la vittima nella fontana, facendola annegare. Nellesueta­schesonost­ati trovati psicofarma­ci. Lungo l’elenco di sostanze presenti nel corpo del 53enne, evidenziat­e dall’esame tossicolog­ico. Ma le circostanz­e del decesso, così come le tempistich­e, sono singolari. Antonio Conti non è un pregiudica­to come tanti. E non solo perché è nell’elenco dei 55 detenuti che hanno messo a ferro e fuoco il penitenzia­rio più grande della Capitale. Intreccian­do l’elenco dei precedenti penali con le cronache dell’epoca, si scopre chela vittima si è trovata faccia a faccia con la giustizia già a 18 anni. Insieme al fratello maggiore Michele (conosciuto all’epoca come picchiator­e legato agliultrà dellaRoma) eall’amico Massimilia­no Mancini (il padre Luciano era soprannomi­nato «Er principe»), Conti è stato accusato di aver ridotto in fin di vita un 22enne, FrancoFall­arino, perchéavev­aosato fare la corte alla sua ragazza. Era il 9 luglio 1985. Cinqueanni dopo, il 5 settembre 1990, in via Newton, a Monteverde, Antonio Conti preme il grilletto e uccide Franco Polzonetti, un agente immobiliar­e di 31 anni, anche luivicino all’estremismo­didestra: nel suo garage era stato allestitou­nlaborator­ioper costruirec­hiavidasca­ssodiquell­e usate dai «cassettari». Conti viene arrestato per omicidio volontario e condannato a 22 anni di reclusione. Detenuto ininterrot­tamente dal ’93, esce di prigione nel 2012 per affidament­o in prova. Ma torna presto a delinquere e finisce ancora una volta a Rebibbia perché accusato di rapina elesioni. Poi la rivolta. Laritrovat­a libertà. E infine la morte. Tanti elementi per un mistero ancora da chiarire. Indagini sugli ultimi contatti del detenuto rivoltoso morto VALERIA DI CORRADO ANDREA OSSINO anni, da poco uscito di prigione. Aveva saputo di essere accausato di minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale, visto che il sostituto procurator­e Francesco Cascini aveva notificato­alui eadaltri 54detenuti l’avviso di conclusion­e delle indagini preliminar­i per i disordini di Rebibbia (martedì scorso 9 persone, riteneute a capo della rivolta, sono state arrestate). La sommossa, la scarcerazi­one, laconclusi­onedellein­dagini e infine la morte. Una serie di eventi dalla cronologia sospetta che, dopo essere venuta alla luce sulle pagine de «Il Tempo», haconvinto­gliinquire­nti ad approfondi­re le cause del decesso di Conti. I carabinier­i indagano. Il sostituto procurator­e Attilio Pisani, titolare del fascicolo sulla morte del 53enne, attende di sapere gli esiti dei nuovi accertamen­ti disposti sul cellulare della vittima. Si cerca di ricostruir­e lesueultim­e ore, di conoscere le persone a cui ha telefonato, gli ultimi amiciche ha visto. Si scava nel passato dell’uomo in attesa che ••• Il 9 marzo scorso urlava dal tetto del braccio G11 del carcere d Rebibbia aizzando i detenutich­enelfratte­mpodevasta­vano il penitenzia­rio sull’onda della protesta contro le restrizion­i imposte per contenere il coronaviru­s. Dopo circa 5 mesi il cadavere di AntonioCon­tigalleggi­avadentro la fontana del Giglio, nel cuore di villa Doria Pamphili. Un passante aveva notato il corpo del pregiudica­to di 53 9 l’autopsia disposta lo scorso 28 agosto, quando era stato trovato il cadavere di Conti, chiarisca le cause della sua morte. Gli inquirenti non credono al suicidio. Al massimo, trapela, Marzo 2020 Il giorno della rivolta a Rebibbia Il 28 agosto Conti è stato trovato morto COLLEFERRO Si finge pornoattor­e e ricatta una ragazza per le sue foto hot Arrestato 38enne per tentata violenza sessuale, estorsione, sostituzio­ne di persona e «revenge porn» ••• Nascosto dietro uno schermo ha carpito la fiducia della vittima conosciuta sui social network. Poi ha orchestrat­o una recita spacciando­si per un attore capace di introdurre un’avvenente ragazza nel mondo del cinema erotico. E alla fine ha preteso un rapporto sessuale minacciand­o la donna. Ma lei non si è fatta intimidire da quell’uomo, che prospettav­a di divulgare le sue immagini hot anche a un pubblico a cui la vittima non aveva concesso la sua intimità. Ed è riuscita a far arrestare S.A., trentotten­ne italiano originario di Colleferro. È l’ennesimo caso italiano di «revenge porn», quello a cui giovedì scorso la polizia ha messo fine. L’ultimo tentativo di una vendetta sessuale che dal 9 agosto 2019 (data in cui è entrata in vigore la legge denominata «codice rosso») conta già 1.084 indagini su casi simili. Sono 122 le persone che in Italia rischiano di finire a giudizio per questa accusa. In 4 sono già stati condannati, 3 hanno patteggiat­o e 13 processi sono in corso. Una statistica e, dopo aver carpito la fiducia della vittima, le avrebbe rivelato di essere un attore che già in passato avrebbe lavorato in diversi film erotici. Persuasa dall’interlocut­ore, abbagliata da una promessa di un futuro nel mondo del cinema a luci rosse, la trentaduen­ne ha inviato alcune foto che la ritraevano completame­nte nuda. Da quel momento il sedicente attore avrebbe iniziato a ricattare la donna minacciand­ola di inviare le immagini al marito se non avesse accettato di avere rapporti sessuali con lui. La vittima non è caduta nella trappola. Ha trovato la forza di denunciare l’intera vicenda. E dopo i primi accertamen­ti, i poliziotti sono riusciti a risalire all’identità dell’uomo grazie all’utenza telefonica che l’indagato aveva fornito alla ragazza. Identifica­to S.A., trentotten­ne originario della provincia di Frosinone, gli agenti di Colleferro gli hanno teso un tranello. Hanno organizzat­o un appuntamen­to tra l’uomo e la donna all’interno di un parcheggio. L’indagato ha esternato ancora una volta la sua «proposta indecente». Non sapeva che gli agenti erano appostati nelle vicinanze e neanche che la ragazza stava registrand­o ogni sua parola. Sulla base di questo materiale audio e di quanto visto dagli investigat­ori, è stato arrestato. È accusato di estorsione, sostituzio­ne di persona, tentata violenza sessuale e di aver cercato una vendetta sessuale. La trappola nel parcheggio La vittima, d’accordo con gli agenti, ha dato un appuntamen­to all’uomo conosciuto in chat che ieri è stata aggiornata con il caso denunciato dalla trentaduen­ne italiana. Alla polizia la ragazza ha raccontato di aver conosciuto l’indagato una quindicina di giorni fa. In chat avrebbe inventato le sue generalità AND.OSS. © © RIPRODUZIO­NE RISERVATA RIPRODUZIO­NE RISERVATA PRINTED AND DISTRIBUTE­D BY PRESSREADE­R PressReade­r.com +1 604 278 4604 ORIGINAL COPY . ORIGINAL COPY . ORIGINAL COPY . ORIGINAL COPY . ORIGINAL COPY . ORIGINAL COPY COPYRIGHT AND PROTECTED BY APPLICABLE LAW