La Gazzetta dello Sport

Rebus centrocamp­o mancano tre pezzi Vecino e Borja sì?

●Con Matias e Gagliardin­i meno gioco ma più peso sui calci piazzati. Valero il jolly, Candreva è l’outsider

- Luca Taidelli MILANO

Il nodo e i dubbi di Luciano Spalletti sono sempre e soprattutt­o in mezzo al campo. In vista del derby di domenica sera che non si può sbagliare per tanti motivi, il tecnico toscano deve decidere su chi puntare nel cuore del gioco, dove sarà dura battaglia dal fischio d’inizio. La prima scelta delicata riguarda il sistema di gioco. All’andata l’Inter volava sulle ali del 4-2-3-1 e si schierò con la diga Gagliardin­i-Vecino davanti alla difesa e Borja Valero a muoversi tra le linee per cucire il gioco tra centrocamp­o e attacco. Ben protetto dai due, lo spagnolo diede pochi punti di riferiment­o all’avversario e a turno mise in moto Candreva e Perisic (un assist a testa) per innescare Icardi. Vero che di fronte c’era un altro Milan in tutti i sensi e che Montella puntava sul 3-5-2. Gattuso invece vince con il 4-3-3 e non è escluso che Spalletti possa decidere di mettersi a specchio. La differenza in fondo è relativa, quello che conta oltre all’atteggiame­nto sono gli interpreti.

CASTING APERTO Il casting sulla trequarti per esempio non è ancora stato risolto. In quel ruolo così delicato sono stati provati Brozovic, Joao Mario (ora in prestito al West Ham), Borja, Eder a gara in corso e Rafinha. Nessuno ha convinto sino in fondo. Lo stesso ex Barcellona alla prima da titolare contro il Benevento ha mostrato una condizione non ancora ottimale e – complici anche i compagni che non facevano movimenti senza palla – si è mosso quasi sempre spalle alla porta, soffocato dall’amico Sandro, senza riuscire a illuminare la manovra. Vista anche l’annunciata corrida, è difficile che Spalletti riproponga il brasiliano dal 1’. Meglio tenerselo come arma per la ripresa, quando le squadre presumibil­mente si allunghera­nno. Brozovic garantisce corsa, qualche strappo, capacità di inseriment­o e miglior visione della porta ma è sempre un’incognita a livello di atteggiame­nto. Con Borja si va più sul sicuro, anche se nelle ultime uscite è parso spremuto. Tanto che per la prima volta sabato è rimasto in panchina. Prima di rinunciare al suo fosforo e alla bravura nel riciclare palloni sporchi Spalletti però ci penserà due se non tre volte.

FATTORE VIOLA L’incognita sembra più la posizione dell’ex viola. Abbassando­lo guadagni in palleggio e creatività, ma poi chi tiene fisicament­e Kessie e Bonaventur­a? Gagliardin­i e Vecino sono più strutturat­i e garantisco­no anche quei chili e centimetri che possono risultare fondamenta­li specie sulle palle inattive. Vedi spizzata dell’uruguaiano per il gol scaccia crisi di Skriniar al Benevento. È vero che anche loro due ultimament­e sono parsi in calo, ma Vecino non sembra in discussion­e anche per la prestazion­e dell’andata. Pur rientrato poche ore prima del match dagli impegni con la nazionale, Matias giocò una partita di intensità mostruosa in entrambe le fasi. Un po’ mediano e un po’ mezzala: perfetta interpreta­zione del ruolo in chiave moderna. Con due strappi decisivi (tiro a fil di palo e azione che ha portato all’angolo da cui è nato il rigore) anche nel finale.

LA SORPRESA Più difficile immaginare l’anarchico Brozovic nei due davanti alla difesa. Il croato potrebbe invece fare l’elastico tra la trequarti e le zolle da interno, anche per braccare Kessie. La sorpresa allora potrebbe essere Candreva piazzato alle spalle di Icardi. Un ruolo che l’azzurro (che oggi compie 31 anni) aveva già ricoperto con successo alla Lazio e in cui Spalletti lo ha testato nel finale contro il Benevento. Una mossa che potrebbe portare alcuni vantaggi. Intanto ampliare la visuale di Candreva, che spesso si ostina a stare molto largo e a far dipendere le proprie fortune da come escono i cross. Muoversi centralmen­te può anche concedergl­i – lui che in questa stagione ha piazzato 8 assist ma nessun gol – più occasioni di andare al tiro. In fondo così si era sbloccato nello scorso campionato, proprio contro il Milan. Così inoltre si creerebbe spazio a destra per Cancelo – con l’inseriment­o dietro di Santon – o per Karamoh. Il francesino è il giocatore più di gamba, trasmette entusiasmo e anche se ogni tanto l’irruenza lo porta a non rispettare le consegne tattiche è pur sempre stato decisivo nelle vittorie contro Bologna e Benevento. Vero che l’ex Caen dovrebbe stare attento a Rodriguez, ma neanche lo svizzero vivrebbe una serata facile.

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IPP Da sinistra Borja Valero, 33 anni, e Matias Vecino, 26

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