La Gazzetta dello Sport

Tirreno-Adriatico A casa Scarponi vince Adam Yates

●Tirreno-Adriatico Arrivo a casa del marchigian­o a quasi un anno dalla morte: la moglie Anna e i gemellini sul podio con il vincitore. E la tappa della memoria si trasforma in gioia, amore, felicità

- Luca Gialanella INVIATO A FILOTTRANO (ANCONA)

«AI BIMBI HO RACCONTATO QUESTO GIORNO COME UNA FESTA»

ANNA TOMMASI MOGLIE DI SCARPONI

Michele sorride, è felice. Ci guarda tutti dall’alto, in quella gigantogra­fia appesa in piazza Mazzini. E gli sarebbe piaciuta questa festa. «Sì, è stata una bella giornata. Non triste, per niente. Michele nel cuore di tutti, quanti giovani, quanti applausi, quanto calore. Eravamo tesi, e ci siamo tranquilli­zzati a vederlo lì davanti che ci saluta», tira un po’ il fiato papà Giacomo dopo che Anna, la moglie di Scarponi, è appena scesa dal podio con i gemellini Giacomo e Tommaso per la premiazion­e di Adam Yates. «Il mio paese è una vera famiglia», diceva Scarponi. E Filottrano trasforma la tappa del ricordo, voluta dalla «sua» Tirreno-Adriatico, in gioia, amore, felicità. Tappezzata in giallo e celeste, i colori dell’Astana, la squadra di Michele. Migliaia di palloncini ai balconi. Una folla da Giro gremisce quei Muri che faceva in allenament­o. «Il Pirata e l’Aquila insieme nell’Olimpo degli scalatori», in un maxistrisc­ione. Pantani e Scarponi. Emozioni e tristezza, è vero, ma ora scalano insieme, sorridenti, le nuvole del cielo.

MICHELE SORRIDE, È FELICE «I bambini sono la cosa più bella di oggi, sono la gioia di questa giornata — dice il fratello Marco —. Questo è un giorno che ci unisce. I bambini saranno i testimoni di quanto vediamo adesso. Che cosa rimarrà loro di oggi? Si porteranno a casa qualcosa di meraviglio­so. Io quando andavo a vedere mio fratello tornavo arricchito: l’ambiente, il rapporto tra antico e moderno, la passione. Il ciclismo sensibiliz­za, non crea soltanto campioni da Tour». C’è anche Frankie, la femmina di pappagallo che faceva compagnia a Michele in allenament­o. Prima in gabbia, per sicurezza, durante la tappa; poi in volo.

MICHELE SORRIDE, È FELICE «Io ci metto il massimo impegno. Lo faccio per i bambini e per tutte quelle donne che come me vivono senza un uomo, un marito, un padre accanto — spiega Anna, la moglie, in tv alla Rai, alla prima uscita dopo la tragedia del 22 aprile 2017 —. Michele diceva: “Io sono di Filottrano”. Guardo questa gente e dico: dove la troviamo una famiglia così? Aveva ragione. Sento l’affetto del paese, e se mi giro a guardarli mi commuovo... Ai gemellini ho raccontato la giornata di oggi come una festa, come una corsa». Tommaso e Giacomo, 5 anni, hanno vissuto un giorno speciale con l’Astana. Hanno dormito con i corridori in albergo, il d.s. Zanini li ha fatti divertire con il pullman, gliel’ha fatto mettere in moto. Al raduno di partenza sono andati a trovare anche Peter Sagan, con i suoi capelli da eroe dei cartoni animati. Cappellini azzurri in testa, a correre avanti e indietro sotto al podio, e poi i gemelli sono tornati a casa con le maglie della Tirreno-Adriatico, di tutti i colori, versione bambino. «Io mi sento parte dell’Astana — dice ancora Anna —. Una famiglia, una squadra fantastica, non ci hanno mai fatto mancare niente». Tommaso e Giacomo hanno ricevuto due tessere ad honorem dell’Associazio­ne corridori (Accpi), sulle quali c’è l’immagine del papà all’attacco, in fuga, davanti a tutti.

MICHELE SORRIDE, È FELICE I compagni sono andati a trovare il loro capitano al cimitero, dopo la corsa. Dario Cataldo ha cercato in tutti i modi di dedicargli la vittoria, in fuga dal chilometro 2, ripreso a 11 km dalla conclusion­e. Hanno portato un mazzo di fiori giallo-celeste, Marco ha consegnato a tutti una spilla con la firma di Michele, Cataldo ha lasciato il cappellino.

MICHELE SORRIDE, È FELICE «Perché noi non abbiamo chiesto niente a questa gente, e oggi siamo stupiti da questo movimento spontaneo che si è creato per Michele — dice commossa la sorella Silvia —. L’hanno fatto con il cuore, e lui avrebbe

«MICHE CI AIUTA COL SUO SORRISO, NON DEVE MORIRE INVANO»

MARCO SCARPONI FRATELLO DI MICHELE

LA GIORNATA

I piccoli Giacomo e Tommaso hanno vissuto momenti speciali con l’Astana

Gente da tutta Italia, dalla Germania, dalla Russia. Quanta emozione al cimitero «È UN CONTINUO RIAPRIRE LA FERITA, MA QUESTO CALORE CI FA BENE»

SILVIA SCARPONI SORELLA DI MICHELE

apprezzato. È stato incredibil­e questo affetto, è un continuo riaprire la ferita, ma il calore di oggi aiuta. E raccogliam­o quello che Michele ha seminato». Sono venuti dalla Germania e dalla Russia, da tutta Italia. Nove persone da Nicolosi, alle pendici dell’Etna, casa preferita di allenament­o di Scarponi: hanno portato il premio «Una vita per lo sport» che gli hanno assegnato in memoria l’anno scorso.

MICHELE SORRIDE, È FELICE Perché in prima fila, davanti al podio, ci sono i «suoi» bambini, quelli della scuola dell’infanzia «Grillo Parlante» di Filottrano, con uno striscione disegnato da loro. Tutti insieme, mano nella mano, una famiglia sola. È la scuola di Tommaso e Giacomo. E Michele ci andava a leggere le fiabe ai bambini, un progettole­ttura che gli piaceva molto. Raccontava le gesta di Gruffalò, un mostro. E quella foto, quel libro, quella pagina, sono aperte nella cappella del cimitero dove riposa.

MICHELE SORRIDE, È FELICE «Perché ci aiuterà a salvare tante vittime della strada — continua il fratello Marco, che sta lanciando la Fondazione —. Io, la mia famiglia, gli abitanti di Filottrano, dopo la festa di oggi, dobbiamo aiutarci per cambiare il nostro modo di vivere. Il sorriso di Michele, là in alto, lo sta già facendo. Non deve morire invano». Sabato ad Ancona debutterà il progetto della Federcicli­smo «Sicuri in bicicletta», in collaboraz­ione con Polizia e Ministero dei trasporti: centinaia di giovani corridori dai 12 ai 16 anni riceverann­o un giubbotto catarifran­gente che li farà sentire più protetti in allenament­o.

MICHELE SORRIDE, È FELICE Nella sua cappella ci sono già più di duecento pagine di ricordi, pensieri, lettere. I gagliardet­ti di tante società. Le foto delle sue vittorie. Arriva gente comune, si inginocchi­a. I disegni di Tommaso e Giacomo. Un’aquila che apre le ali. Babbo che gioca a pallone. Babbo che va in bicicletta. E quella scritta incisa nel marmo: «Lassù, dove ti ho visto trionfare. Laggiù, dove ti ho visto giocare». Vasco Rossi il suo preferito. E la canzone? «Eh già... Ma sono ancora qua». Sì, Michele. Sempre con noi.

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Foto: Adam Yates re a Filottrano GIALANELLA, GHISALBERT­I
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LAPRESSE ● 1-2 Tanto pubblico e tanti striscioni, tutti per Michele● 3 Il britannico Adam Yates, che vincerà la tappa, entra sul viale d’arrivo tra le due gigantogra­fie dedicate a Scarponi BETTINI
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● 4 Sul podio, Anna e i gemellini Giacomo e Tommaso, 5 anni, premiano Adam Yates BETTINI ● 5 e 6 Altri due striscioni per Scarponi, morto il 22 aprile scorso in un incidente stradale in allenament­o BETTINI ● 7 La tomba al cimitero: nella cappella ci sono più di 200 pagine di ricordi, pensieri, lettere ● 8 Il disegno dei piccoli Giacomo e Tommaso posato sulla tomba: rappresent­a l’Aquila, il soprannome del papà
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