La Gazzetta dello Sport

Candela: «Un anno con Spalletti gli è servito»

- Massimo Cecchini ROMA

Campione d’Italia con la Roma, campione d’Europa e del Mondo con la Francia. Sul suo biglietto da visita, un po’ impolverat­o per il tempo trascorso, c’è scritto proprio questo. Per questo Vincent Candela ha raccontato una maniera di fare il terzino di fascia che ha fatto epoca. Classe ed efficacia. Quelle doti che adesso sembra mostrare Joao Cancelo in bianconero.

Candela, pur masticando la fascia opposta a quella che era la sua, si ritrova un po’ nel modo di giocare del portoghese?

«Be’, in campo è elegante, dribbla, non ha paura di tentare la giocata difficile. Tutte cose che facevo anche io ai miei tempi, in effetti. Adesso spesso vanno di moda giocatori che puntano più sul fisico che sulla tecnica, mentre lui mi pare diverso dagli altri. Per questo fa cose bellissime».

Lo trova molto migliorato rispetto allo scorso anno?

«Certo. Il calcio italiano è difficile per preparazio­ne e competenze tattiche, così anche lui ha avuto bisogno di adattarsi al nostro campionato».

Spalletti gli è servito parecchio, quindi.

«Certo. Sono convinto che averlo avuto per una stagione sia stato un grande vantaggio, di cui adesso sta benefician­do».

Pensa che per l’Inter sia diventato un grande rimpianto, visto che è andato a rafforzare una rivale storica come la Juventus?

«È possibile che lo sia già, ma da quello che si sa il suo mancato riscatto è stato dovuto al prezzo: 40 milioni. Forse il club nerazzurro non ha ritenuto che Cancelo meritasse una “follia” economica ed a quel punto è subentrata la Juve. Che in queste cose non sbaglia mai».

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ANSA Vincent Candela, 45

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