La Gazzetta dello Sport

Marotta League e quell’arte sempre più rara di riderci sopra

- di Davide Stoppini MILANO ANSA

Se nel calcio e sul calcio si potesse (ancora) scherzare, sarebbe bello rilassarsi davanti a un bicchiere di vino e sorridere sulla Marotta League, quella simpatica espression­e un po’ varesina, un po’ anglofona e molto social che domina il web prima durante e dopo le partite dell’Inter. Si potrebbe sorridere, certo, perché sarebbe giusto farlo anche a fronte di una cosa divisiva per sua stessa natura. Che cosa è, la Marotta League? Un campionato immaginari­o, un’accusa di chi prova a sminuire il +15 dell’Inter, un perfetto alibi o un dossier arbitrale infinito a seconda dei punti di vista. Ma pure un terreno perfetto anche per essere autoironic­i, come sono stati i tifosi dell’Inter lunedì sera con lo striscione esposto in bella mostra allo stadio. Tutto questo insieme, mescolato in maniera artigianal­e e con gradazioni differenti, è la Marotta League.

Esperienza Sarebbe bello scherzarci su, perché in fondo ne ridono (quasi tutti) anche ad Appiano, giocatori e no. E invece attenzione, ma cosa dici, cosa scrivi, guarda che quel gol è buono e quel rigore c’era tutto, quel fuorigioco è passivo e non attivo. E via così, open Var invece di un sano open bar. Beppe Marotta ha oltre 40 anni di esperienza nel mondo del calcio, è dirigente che sa dribblare le polemiche, sa gestirle, capire il sano confine dell’ironia. Mica ci riescono in tanti. Guardiola, ad esempio: un giorno gli chiesero dei gol falliti da Haaland, lui rispose “ma cosa posso dirgli io, che ne ho fatti 11 in 11 anni?”. Oppure Szczesny, che dopo una partita molto difensiva della Juve a Firenze sorrise con un “abbiamo passato momenti difficili, circa 89 minuti”. O il più geniale di tutti, il portiere colombiano Higuita, che durante la pandemia Covid postò un video con una sua uscita sballata e consigliò “non fate come me, non uscite”. Una risata è più sana di una polemica. O meglio: una non esclude l’altra, a patto che vicino alle frecciate ci sia spazio anche per i sorrisi. I tifosi dell’Inter, non tutti in verità, l’hanno capito.

La sua stella Che poi, a pensarci bene, questo campionato è davvero una Marotta League. Perché vale la seconda stella per l’Inter, ma pure una stella tutta personale per l’amministra­tore delegato, ormai a un passo dal suo decimo scudetto. Ecco, se si potesse scherzare, magari si potrebbe usare una frase di Henry Kissinger, come fu soprannomi­nato da giovane Marotta: “Il potere è l’afrodisiac­o supremo”. Ma no, non si può scherzare. Era rigore! Anzi no.

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 ?? ?? Nerazzurro dal 2018 Beppe Marotta, 66 anni, ad nerazzurro. Sopra, lo striscione esposto durante InterGenoa
Nerazzurro dal 2018 Beppe Marotta, 66 anni, ad nerazzurro. Sopra, lo striscione esposto durante InterGenoa

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