Cuo­ca coi fioc­chi La “qua­si” du­ches­saMe­ghan ha do­ti na­sco­ste

HA SEDOTTO HAR­RY COL POL­LO AR­RO­STO. MA È STA­TA LASCIATA DA UNO CHEF PER... FURTO DI RI­CET­TA. QUI SI DEDICA A UN FRUT­TO BRA­SI­LIA­NO. MALA SUA PAS­SIO­NE È LA CA­CIO E PE­PE

Oggi - - Sommario - di Ales­san­dro Pen­na

Sul­le abi­li­tà cu­li­na­rie di Me­ghan Mar­kle cir­co­la­no di­ver­se leg­gen­de. Un pa­io di que­ste so­no par­ti­co­lar­men­te gu­sto­se, per­ché in­cro­cia­no, e in un cer­to sen­so le­ga­no, due sto­rie d’amo­re. La pri­ma: pa­re che Me­ghan ab­bia con­qui­sta­to Har­ry con un pol­lo ar­ro­sto (an­che se in­mol­ti so­no con­vin­ti che sia Har­ry, il pol­lo ar­ro­sto). O al­me­no sta­va ar­ro­sten­do un pol­lo quan­doHar­ry si è in­gi­noc­chia­to e le ha chie­sto la ma­no. La se­con­da: sem­bra che l’at­tri­ce ab­bia rot­to con il fi­dan­za­to pre­ce­den­te, lo chef ita­lo-ca­na­de­se Co­ry Vi­tiel­lo, per ap­pro­pria­zio­ne in­de­bi­ta di una ri­cet­ta. Me­ghan si sa­reb­be glo­ria­ta con gli ami­ci che la “pa­sta con le zuc­chi­ne a spi­ra­le”, per cui Vi­tiel­lo è fa­mo­so in tut­ta To­ron­to, era in real­tà una crea­zio­ne sua-di-Me­ghan, una spe­cia­li­tà ma­de in Mar­kle. «Quel­la van­te­ria», scri­vo­no i ta­bloid, «fu la goc­cia che fe­ce tra­boc­ca­re il va­so del­la pa­zien­za di Vi­tiel­lo: i com­por­ta­men­ti da pri­ma­don­na diMe­ghan ave­va­no rag­giun­to il pun­to di non ri- tor­no». Qui, in que­ste fo­to ap­par­se sul blog EyeS­woon e che pub­bli­chia­mo in esclu­si­va, la ve­dia­mo im­mer­ger­si in una pro­fes­sio­ne che sta a me­tà stra­da tra la cuo­ca e la de­co­ra­tri­ce: per ser­vi­re una buona cio­to­la di açai, frut­to bac­ca­ceo bra­si­lia­no cui i sa­lu­ti­sti at­tri­bui­sco­no in­cre­di­bi­li po­te­ri, non ci vuo­le un­ma­ster in cu­ci­na mo­le­co­la­re. Ba­sta frul­lar­lo con del ghiac­cio e il più è fat­to. Me­ghan pe­rò di­mo­stra in­ne­ga­bi­li do­ti di “guar­ni­tri­ce”. Af­fet­ta la ba­na­na – il frut­to pre­fe­ri­to diHar­ry

(quan­do i due si fi­dan­za­ro­no, l’at­tri­ce pub­bli­cò sul pro­prio pro­fi­lo In­sta­gram due ba­na­ne “ab­brac­cia­te” tra lo­ro) – smi­nuz­za le fra­go­le, de­po­si­ta mir­til­li e spar­ge il mue­sli sul­la pol­pa ghiac­cia­ta di açai con in­ne­ga­bi­li pe­ri­zia e sen­so este­ti­co.

AMA IL VI­NO ROSSO

«Que­sta è la mia colazione idea­le», ave­va det­to la Mar­kle a EyeS­woon, ag­giun­gen­do, pe­rò, che quan­do dor­me in al­ber­go or­di­na «uo­va in ca­mi­cia e toa­st con l’avo­ca­do». Ma que­sto “frul­la­to”, di cui è ghiot­to an­che il fu­tu­ro suo­ce­ro Car­lo, ha il pre­gio di il­lu­mi­na­re l’al­tra fac­cia del­la Me­ghan gour­met: quel­la sa­lu­ti­sta. L’açai, che in tu­pi, la lin­gua degli in­di­ge­ni bra­si­lia­ni, si­gni­fi­ca «frut­to che pian­ge», è sa­cro agli spor­ti­vi e ai me­di­ci. Per­ché è zep­po di vi­ta­mi­ne, dà una sfer­za­ta di ener­gia, ri­du­ce il co­le­ste­ro­lo, ab­bat­te i ra­di­ca­li li­be­ri, pre­vie­ne le ma­lat­tie car­dio­cir­co­la­to­rie e, se so­lo Mat­ta­rel­la gli aves­se da­to il man­da­to, avreb­be di si­cu­ro già for­ma­to un go­ver­no. Se pe­rò tre an­ni fa, pri­ma che di­ven­tas­se la­don­na­più “goo­gla­ta” del pia­ne­ta, ave­ste chie­sto al­la Mar­kle qual è il piat­to che cu­ci­na an­che a oc­chi chiu­si, vi avreb­be se­gna­la­to una ri­cet­ta­più ru­sti­ca: ton­na­rel­li ca­cio e pe­pe. Da in­naf­fia­re con una buona bot­ti­glia di Ti­gna­nel­lo. Un vi­no che le pia­ce­va al pun­to da chia­ma­re The Tig il si­to li­fe­sty­le che ha chiu­so quan­do ha ca­pi­to che, an­zi­ché la pri­ma­don­na, po­te­va fa­re la du­ches­sa.

3 E poi pas­sa all’as­sag­gio trion­fa­le

2 Smi­nuz­za e frul­la con gran­de pre­ci­sio­ne

1

Una bom­ba di ener­gia e di vi­ta­mi­ne

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