Re­bus red­di­to di cit­ta­di­nan­za Ma al­me­no Di Ma­io sa co­me fun­zio­na?

CI SI PO­TRÀ COM­PRA­RE DI TUT­TO O SOL­TAN­TO GE­NE­RI DIPRIMA NE­CES­SI­TÀ? SI PERCEPIRÀ A TEM­PO IN­DE­TER­MI­NA­TO O SO­LO PER 18 ME­SI? CHI POS­SIE­DE UN IM­MO­BI­LE RI­CE­VE­RÀ ME­NO SOL­DI? CHI NE AVRÀ DI­RIT­TO? LE ASPET­TA­TI­VE PER LA MI­SU­RA “ANTIPOVERTÀ” DEL GO­VER­NO SO NOTANTE,

Oggi - - Manovra - Di An­drea Gre­co

Ma sul red­di­to di cit­ta­di­nan­za c’è al­me­no un pun­to fer­mo? For­se il no­me. Il re­sto è un re­bus. Per esem­pio, chis­sà se con i 780 eu­ro ci si po­trà com­pra­re sal­mo­ne o ac­ciu­ghe, tar­tu­fo bian­co o po­len­ta, Bru­nel­lo o Ta­ver­nel­lo. Lui­gi Di Ma­io, qual­che gior­no fa ha di­chia­ra­to: «Quei sol­di non po­tran­no es­se­re spe­si in ac­qui­sti im­mo­ra­li». E ha da­to co­sì il via a di­scus­sio­ni su co­sa si po­tes­se con­si­de­ra­re im­mo­ra­le. Per esem­pio, ac­qui­sta­re dei con­trac­cet­ti­vi è im­mo­ra­le so­lo se poi li uso con l’aman­te? O an­co­ra, quei sol­di, è sta­to det­to, non de­vo­no ser­vi­re per fa­re sta­re chi li per­ce­pi­sce sul di­va­no. Va be­ne, ma chi li per­ce­pi­sce­po­treb­be o no usar­li per ac­qui­sta­re un di­va­no? Poi il mi­ni­stro del La­vo­ro e del­lo Svi­lup­po ha cer­ca­to di spaz­za­re via ogni dub­bio: «Per spe­se im­mo­ra­li in­ten­de­vo so­lo quel­le che ri­guar­da­no il gio­co d’az­zar­do e nes­sun’al­tra». Giu­stis­si­mo. Pec­ca­to che l’ono­re­vo­le Lau­raCa­stel­li, sot­to­se­gre­ta­rio all’Eco­no­mia, su Rai 3, ab­bia­det­to al­tro: «Se con­quei sol­di vai all’Unieu­ro, laFi­nan­za fa un con­trol­lo. Ci sa­ran­no ac­qui­sti con­sen­ti­ti e al­tri non con­sen­ti­ti. Tut­to ver­rà trac­cia­to». È il red­di­to di cit­ta­di­nan­za per sin­gle che non pos­so­no con­ta­re su al­cu­na en­tra­ta. In at­te­sa di ca­pi­re co­me po­tre­mo spen­de­re quei be­ne­det­ti quat­tri­ni, ve­dia­mo chi pren­de­rà que­sti sol­di, co­me, e do­ve lo Sta­to li tro­ve­rà. Par­tia­mo dal­la co­da: per il red­di­to di cit­ta­di­nan­za, se­con­do i 5 Stel­le, ser­vi­va­no 16 mi­liar­di di eu­ro. Di­ce­va­no in campagna elet­to­ra­le (e la pa­gi­na è an­co­ra sul blog del Mo­Vi­men­to): «La leg­ge sul red­di­to di cit­ta­di­nan­za ha tut­te le co­per­tu­re in re­go­la». Sa­reb­be ba­sta­to «ta­glia­re i fi­nan­zia­men­ti a gior­na­li e spe­se per la po­li­ti­ca, e tas­sa­re gio­co d’az­zar­do, com­pa­gnie pe­tro­li­fe­re e ban­che». Per i sol­di quin­di stia­mo tran­quil­li? Mi­ca trop­po, sem­bra ne man­chi­no un bel po’. At­tra­ver­so la no­ta di ag­gior­na­men­to del Def (Do­cu­men­to di eco­no­mia e fi­nan­za), il

go­ver­no ha pre­vi­sto un de­fi­cit del 2,4 per cen­to, su­pe­rio­re all’1,6 che ci rac­co­man­da­va laUe. In pra­ti­ca, il red­di­to di cit­ta­di­nan­za do­vrà es­se­re fi­nan­zia­to con nuo­vi de­bi­ti. E co­mun­que, non ci sa­ran­no tut­ti i sol­di che oc­cor­ro­no. Se­con­do il Mo­Vi­men­to, il bud­get è di 9 mi­liar­di per il red­di­to più uno per il po­ten­zia­men­to e la di­gi­ta­liz­za­zio­ne dei cen­tri per l’im­pie­go. Se­con­do i col­le­ghi del­la Le­ga, di mi­liar­di ce ne sa­ran­no ot­to, cioè cir­ca la me­tà di quan­to Di Ma­io e com­pa­gni pre­ve­de­va­no sa­reb­be co­sta­to. Su que­sto mi­nuet­to in­ci­do­no pro­ba­bil­men­te i 2 mi­liar­di di eu­ro ne­ces­sa­ri per por­ta­re tut­te le pen­sio­ni ad al­me­no 780 eu­ro. Co­mun­que, vien­da pen­sa­re: se ci so­no la me­tà dei sol­di ne­ces­sa­ri si do­vrà di­mez­za­re an­che il red­di­to di cit­ta­di­nan­za. In­ve­ce no. Per ora il go­ver­no con­ti­nua a par­la­re dei fa­mo­si 780 eu­ro al me­se, che so­no la so­glia sot­to la qua­le si rien­tra nel­la po­ver­tà re­la­ti­va, an­che se a vo­ler es­se­re pi­gno­li, col tem­po que­sta so­glia si è al­za­ta, e og­gi è so­pra gli 810 eu­ro. A pro­po­si­to, 780 eu­ro so­no il red­di­to per un sin­gle, ma per i nu­clei fa­mi­lia­ri, se­con­do la pro­po­sta di leg­ge, gli im­por­ti cre­sco­no pa­rec­chio: una fa­mi­glia con fi­glio mag­gio­ren­ne per­ce­pi­reb­be 1.560 eu­ro net­ti al me­se, una di 5 per­so­ne più di 1.800 eu­ro. Ci­fre che ren­de­reb­be­ro l’Ita­lia lo Sta­to più ge­ne­ro­so d’Eu­ro­pa. Ora, se­con­do la leg­ge de­po­si­ta­ta da­lMoVi­men­to5S­tel­le, il red­di­to di cit­ta­di­nan­za sa­reb­be un di­rit­to e non avreb­be li­mi­te di tem­po. Pro­ba­bil­men­te, in­ve­ce, ver­rà po­sto un li­mi­te di 18 me­si per non dis­san­gua­re le ane­mi­che cas­se del­lo Sta­to e sem­bra che sia­no sta­ti esclu­si i ra­gaz­zi mag­gio­ren­ni che vi­vo­no con i ge­ni­to­ri. C’è poi il ca­so di chi pos­sie­de una ca­sa (e l’81 per cen­to de­gli ita­lia­ni ne pos­sie­de una). Con ogni pro­ba­bi­li­tà non ri­ce­ve­rà il red­di­to in­te­ro. Quan­ti sol­di

PER DI MA­IO È UNA VIT­TO­RIA Lui­gi Di Ma­io, 32 an­ni, vi­ce­pre­si­den­te del Con­si­glio e mi­ni­stro del La­vo­ro e del­lo Svi­lup­po, osten­ta ot­ti­mi­smo sul­la fi­nan­zia­ria che pre­ve­de il red­di­to di cit­ta­di­nan­za.

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