La gran­de cor­sa che ri­schia lo stop

TTG Italia - - Primo Piano - Re­mo Van­ge­li­sta

Qual­co­sa è cam­bia­to. Le set­ti­ma­ne di can­cel­la­zio­ni vo­li da par­te di Rya­nair

han­no sen­za dub­bio mo­di­fi­ca­to il pen­sie­ro di mol­ti sul mon­do low co­st.

Sul fron­te con­su­ma­to­ri po­treb­be es­ser­si rot­to il lun­go ma­tri­mo­nio tra pas­seg­ge­ri e Rya­nair. Un rap­por­to fat­to di vo­li a ta­rif­fe strac­cia­te per uno zoc­co­lo du­ro di clien­te­la al­la ri­cer­ca del so­lo prez­zo. Per la qua­li­tà del ser­vi­zio, in­ve­ce, è an­co­ra tut­to da mi­glio­ra­re.

Dal­la par­te del­le com­pa­gnie ae­ree que­ste set­ti­ma­ne dif­fi­ci­li sem­bra­no aver da­to nuo­vo vi­go­re ai vet­to­ri ‘tra­di­zio­na­li’, gli stes­si che da tem­po cer­ca­va­no uno spiraglio per ri­con­qui­sta­re pas­seg­ge­ri e fi­du­cia.

I big eu­ro­pei per al­cu­ne sta­gio­ni si so­no ap­piat­ti­ti al­la rin­cor­sa di Rya­nair e so­ci sen­za tro­va­re mo­del­li di bu­si­ness e cam­pa­gne di mar­ke­ting ef­fi­ca­ci.

Mo­del­lo che si in­cri­na

Il ‘pen­sie­ro uni­co’ dei vo­li low co­st ri­schia pe­rò di in­cri­nar­si (so­lo in par­te, va det­to) so­ste­nu­to an­che dal fat­to che le li­nee ae­ree di pri­ma fa­scia co­me Bri­ti­sh Air­ways, Luf­than­sa e Air Fran­ce han­no de­ci­so di la­vo­ra­re in ma­nie­ra de­ci­sa sul­le ta­rif­fe e sul ser­vi­zio.

In­fat­ti, chi pre­no­ta con di­scre­to an­ti­ci­po sa be­ne che su mol­te li­nee in­ter­na­zio­na­li i prez­zi or­mai so­no sem­pre più vi­ci­ni al mo­del­lo low co­st. Mal­gra­do que­sto,Air Fran­ce e Bri­ti­sh Air­ways han­no mes­so in pie­di di­vi­sio­ni low co­st, ve­di Le­vel e Joon, sfi­dan­do i sin­da­ca­ti che ve­do­no ma­le que­ste no­vi­tà. Idem Luf­than­sa con Eu­ro­wings. Non è un se­gre­to che le bat­ta­glie più du­re si fan­no sul co­sto del la­vo­ro e lo sci­vo­lo­ne di Mi­chael O’Lea­ry do­vreb­be fa­re ri­flet­te­re tut­ti quel­li che pen­sa­no di au­men­ta­re ogni an­no l’asti­cel­la dei pro­fit­ti.

I vet­to­ri low fa­re ar­ri­va­no da an­na­te cor­se sul vel­lu­to, sfrut­tan­do an­che il pe­rio­do di cal­ma nel co­sto del fuel e di una se­rie di ta­rif­fe age­vo­la­te in mol­ti sca­li ae­ro­por­tua­li. In­som­ma, il gio­co low co­st non è fi­ni­to, ma tan­ti se­gna­li fan­no ca­pi­re che po­treb­be ri­di­men­sio­nar­si. In at­te­sa di ca­pi­re se le set­ti­ma­ne di ‘pas­sio­ne’ di Rya­nair non na­scon­do­no in­ve­ce dif­fi­col­tà più pe­san­ti. La cor­sa sfre­na­ta ai pro­fit­ti di O’Lea­ry po­treb­be ave­re in­con­tra­to un osta­co­lo im­pre­vi­sto.

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