Eso­ti­co, ma non trop­po

Vanity Fair (Italy) - - Carpe Diem - di Ire­ne Bi­gnar­di

An­tho­ny Trol­lo­pe, tra i cui mol­ti me­ri­ti non let­te­ra­ri c’è an­che quel­lo di aver in­ven­ta­to il si­ste­ma po­sta­le bri­tan­ni­co, in vi­ta ha vi­sto i suoi li­bri mes­si in om­bra dal­le fi­gu­re e dal­le ope­re di Dic­kens e di Thac­ke­ray. Da noi è rie­mer­so di re­cen­te at­tra­ver­so le lun­gi­mi­ran­ti scel­te di Sel­le­rio e, a se­gui­re, da una se­du­cen­te cam­pa­gna a suo fa­vo­re di An­to­nio D’Or­ri­co sul Cor­rie­re del­la Se­ra, con un’ap­pas­sio­na­ta se­gna­la­zio­ne del­le ope­re del gran­de vit­to­ria­no, dal­le Tor­ri di Bar­che­ster a Or­ley Farm, che ha por­ta­to Trol­lo­pe a un nuo­vo pub­bli­co. Ora a lui ri­tor­na Pas­si­gli Edi­to­ri, che ha già pub­bli­ca­to Il cu­gi­no Hen­ry, con Il bagno tur­co - Tre racconti eso­ti­ci, che ci fa co­no­sce­re una scrit­tu­ra iro­ni­ca e per­so­na­le del no­stro au­to­re. Tre racconti eso­ti­ci per co­sì di­re, per­ché l’eso­ti­smo del pri­mo sta nel fat­to che si svol­ge in un bagno tur­co – men­tre il se­con­do si svol­ge in Pa­le­sti­na e il ter­zo in Egit­to –, nar­ra­ti con lo hu­mour e la bra­vu­ra di chi sa fa­re pic­co­li ri­trat­ti a sor­pre­sa, di­se­gna­re un’epo­ca su pic­co­le di­men­sio­ni, sor­pren­de­re con ar­gu­zia la stes­sa cul­tu­ra da cui il nar­ra­to­re pro­vie­ne. Vi­va le bel­le riscoperte.

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