È GIÀ UN CLAS­SI­CO (CHIE­DE­TE A TA­RAN­TI­NO)

Vanity Fair (Italy) - - Carpe Diem -

È uno dei po­chi hor­ror pre­sen­ta­ti a Can­nes, do­ve è sta­to ac­col­to con un tri­pu­dio di ap­plau­si due an­ni fa. Scrit­to e di­ret­to dal qua­si esor­dien­te Da­vid Ro­bert Mit­chell, i fra­tel­li Wein­stein l’han­no di­stri­bui­to ne­gli Sta­ti Uni­ti con ot­ti­mi in­cas­si. Con un pun­teg­gio di 83/100 sul si­to Me­ta­cri­tic (cal­co­la­to fa­cen­do la me­dia del­le re­cen­sio­ni di 37 cri­ti­ci), è già con­si­de­ra­to un clas­si­co. Il re­gi­sta Quen­tin Ta­ran­ti­no, gran­de ci­ne­fi­lo, lo ha ama­to, ma non ha ri­spar­mia­to un ap­pun­to: «È uno di quei film co­sì bel­li che al­la fi­ne ti fa ar­rab­bia­re per­ché non rie­sce a es­se­re ec­ce­zio­na­le».

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