Da­vid Bai­ley

Pas­sio­ni, pia­ce­ri, pau­re: con­fes­sio­ne d’au­to­re li­be­ra­men­te ispi­ra­ta al que­stio­na­rio di Prou­st.

VOGUE (Italy) - - VOGUE’S QUESTIONNAIRE -

L’im­ma­gi­ne che ha cam­bia­to la mia vi­ta.

Quel­la sul mio pas­sa­por­to. Per­ché mi ha per­mes­so di an­da­re ovun­que nel mon­do.

La mia fon­te di ispi­ra­zio­ne.

Qual­sia­si co­sa.

Chi non vor­rei mai fo­to­gra­fa­re.

Nes­su­no. In real­tà, vo­glio fo­to­gra­fa­re tut­ti. In que­sto mo­do ho più pos­si­bi­li­tà di scat­ta­re una buo­na fo­to.

La fo­to­gra­fia che odio di più.

Nes­su­na.

Il mio fo­to­gra­fo pre­fe­ri­to.

Jo­se­ph Ni­cé­pho­re Nié­p­ce (è sua la pri­ma fo­to­gra­fia del­la sto­ria!).

Co­sa cer­co in un’im­ma­gi­ne.

Il cre­di­to con il mio no­me!

Ogni scat­to è un au­to­ri­trat­to.

Sì, pro­ba­bi­le.

A che co­sa pen­so quan­do “co­strui­sco” uno scat­to.

Non lo co­strui­sco, la­scio so­lo che ac­ca­da.

Il trat­to prin­ci­pa­le del mio ca­rat­te­re.

La per­se­ve­ran­za.

La mia os­ses­sio­ne.

La cu­rio­si­tà.

Il ma­le che c’è in me.

Il vec­chio men­di­can­te all’an­go­lo.

Lo sta­to at­tua­le del mio spi­ri­to.

Caos.

La co­sa che odio di più.

Non odio nien­te, sa­reb­be uno spre­co di emo­zio­ni. Il do­no di na­tu­ra che vor­rei ave­re.

La vi­ta eter­na.

Il mo­do mi­glio­re per pas­sa­re il tem­po.

La­vo­ra­re.

Il mio so­gno di fe­li­ci­tà.

Do­vreb­be sem­pre ri­ma­ne­re un so­gno.

Il mio mot­to.

«Nien­te al mon­do può so­sti­tui­re la te­na­cia. Il ta­len­to non può far­lo: non c’è nien­te di più co­mu­ne di uo­mi­ni pie­ni di ta­len­to ma pri­vi di suc­ces­so. Il ge­nio non può far­lo: il ge­nio in­com­pre­so è qua­si pro­ver­bia­le. L’edu­ca­zio­ne non può far­lo: il mon­do è pie­no di de­re­lit­ti istrui­ti. La te­na­cia e la per­se­ve­ran­za in­ve­ce so­no on­ni­po­ten­ti». Cal­vin Coo­lid­ge, tren­te­si­mo pre­si­den­te de­gli Sta­ti Uni­ti. •

Lon­di­ne­se, 79 an­ni, Da­vid Bai­ley è una leg­gen­da del­la fo­to­gra­fia con­tem­po­ra­nea. Ne­gli an­ni 60 è l’uo­mo che dà un vol­to al­la “Swin­ging Lon­don”, ri­traen­do­ne i pro­ta­go­ni­sti: Mi­che­lan­ge­lo An­to­nio­ni si ispi­ra a lui per il per­so­nag­gio prin­ci­pa­le di “Blow Up”. Nel suo stu­dio di Lon­dra, a Bloom­sbu­ry, con­ti­nua a fo­to­gra­fa­re i più in­fluen­ti per­so­nag­gi del­la no­stra epo­ca.

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