Tas­si bas­si an­co­ra a lun­go

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I tas­si re­ste­ran­no bas­si per un pe­rio­do pro­lun­ga­to di tem­po, an­che al di là del pia­no di ac­qui­sto di as­set. Lo af­fer­ma il pre­si­den­te del­la Ban­ca cen­tra­le eu­ro­pea, Ma­rio Dra­ghi, sot­to­li­nean­do che la po­li­ti­ca di tas­si ne­ga­ti­vi del­la Bce è sta­ta un suc­ces­so e non ha cau­sa­to le di­stor­sio­ni che si te­me­va. Il pre­si­den­te del­la Bce ha di­fe­so an­che il ‘Quan­ti­ta­ti­ve ea­sing’ (Qe) che ha con­tri­bui­to a crea­re po­sti di la­vo­ro. “Se si crea­no 7 mi­lio­ni di po­sti di la­vo­ro in 4 an­ni”, è ve­ro che pos­so­no es­ser­ci di­stor­sio­ni, ma i be­ne­fi­ci so­no tal­men­te mag­gio­ri che le di­stor­sio­ni “si igno­ra­no’’, ha con­ti­nua­to. Dra­ghi si è espres­so a un con­ve­gno in cui l’ex pre­si­den­te del­la Ban­ca cen­tra­le de­gli Sta­ti Uni­ti Fe­de­ral Re­ser­ve, Ben Ber­nan­ke, ha di­fe­so il Qe con uno stu­dio: “L’idea che il Qe di­stor­ca i mer­ca­ti fi­nan­zia­ri si sen­te ab­ba­stan­za spes­so. Ma non è chia­ro co­sa si­gni­fi­chi”, ha det­to Ber­nan­ke. Dra­ghi ha af­fer­ma­to di es­se­re d’ac­cor­do e che tra­dur­reb­be la ri­cer­ca in 90 lin­gue, an­che per chi in “Eu­ro­pa non vuo­le leg­ge­re in in­gle­se’’. A buon in­ten­di­to­re, po­che pa­ro­le.

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